Senza glutine

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Spinaci piccanti con uvette pinoli e scorza di limone

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La mia riscoperta degli spinaci passa un po’ attraverso questa ricetta. Un po’ come per le bietole – di cui vi ho parlato qui qualche tempo fa – ho riscoperto la bellezza del rituale che sta dietro (o prima, come vi pare) la cottura degli spinaci e delle erbette in generale, si insomma tutto lo sbattimento del lavaggio, l’asciugatura, la pulizia eccetera eccetera. E’ cosa lunga, vero, soprattutto se come me stai li ad eliminare le coste centrali che poi altrimenti restan durine. E poi c’è l’altra fase dello sbattimento, anzi, dell’accettazione ogni volta della stessa deludente storia: parti con una pentola strapiena di foglie verdi e ti ritrovi con una manciata di straccetti. Eppure è cosa bella, davvero. Perché poi li mangi e senti che è tutta un’altra cosa. E poi se li prepari così, come ho fatto io per questa ricetta vegan che trovate su IlCucchiaio.it, cioè piccantini con uvette, pinoli e scorza di limone, allora è fatta. Perché sono talmente buoni che te li mangeresti come dolce e appena son finiti sei pronta a ricominciare da capo a lavare, asciugare, pulire…

Risotto con crema di fave piselli e rosmarino

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In questi giorni in cui le giornate tiepide di sole si alternano a cieli grigi e piogge battenti mi accorgo che il nostro rosmarino sul terrazzo è fiorito e ci sono tanti boccioli lilla in cima a ogni rametto. Ah ma allora la primavera si sta solo nascondendo, è dietro l’angolo (sospiro di sollievo). Poi mamma mi dice: “ma perché non li usi in una delle tue ricette quei bei fiori di rosmarino?” ed eccomi qui, ai fornelli, alle prese con un risotto. Un risotto al rosmarino quindi. E poi? E poi fave e piselli. Le fave trasformate in crema per rendere il risotto cremoso anche in versione vegan, senza la classica mantecatura con burro e formaggio. I pisellini interi e poi tanto rosmarino, in abbondanza. Così un risotto delicato diventa profumato e saporito e i fiori arrivano nel piatto insieme alla primavera.

La ricetta è su IlCucchiaio.it

Miglio allo zafferano con sedano rapa e arancia

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Quando ho preparato questa ricetta non c’era un gran sole. Avevo deciso di fare il miglio con il sedano rapa e avevo deciso di non lessarlo ma di cuocerlo più o meno come un risotto. Non sapevo molto di più della mia ricetta. Quando ho versato il sedano rapa in padella e ho visto quel colore tristarello, ho buttato un occhio al miglio: tristarello pure lui, con il suo giallo destinato ad attenuarsi in cottura. Così ho pensato che quel giallo lo volevo caricare, lo volevo bello brillante. Ho tentennato stringendo fra le mani lo zafferano, “che faccio, butto?”. Ne ho sciolto un po’ in un goccio di brodo e ho cercato di assaggiarlo insieme al sedano rapa che era – decisamente – ancora crudo. Si, poteva funzionare. Io ho usato uno zafferano che mi hanno portato da un viaggio lontano che è un po’ diverso da quello a cui siamo abituati, è più dolce, più delicato. Questo mi ha convinta, l’ho aggiunto al mio miglio e quando il giallo è diventato intenso e vivido, ho sorriso.

A volte è il nostro umore a farci scegliere cosa mettere in pentola. La giornata era grigia e probabilmente anche il mio umore, dovevo fare qualcosa. Ma non mi sono accontentata del giallo, c’ho voluto mettere anche un po’ d’arancio, in tutti i sensi. Una bella grattugiata di scorza d’arancia sul finale, con il suo profumo intenso inconfondibile.

Il sole fuori non c’era, così l’ho portato in tavola io 🙂

PS: tanti auguri a tutti i papà <3

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Crema di topinambour con olio alle erbe e patate croccanti

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Sarà capitato anche a voi – no, non di avere un pensiero nella testa – di causarvi un attacco di cervicali pelando un chilo di topinambour. Si è inutile che stiate lì a scuotere la testa, lo so che a qualcuno è successo, non posso essere io l’unica pirla. O sì? Insomma è successo che li ho pelati con troppa foga a quanto pare, già ero incruccata di mio e a fine giornata non muovevo più il lato destro della schiena e il collo. Son bei momenti, soprattutto quando sono frequenti come capita a me in questo periodo. Certo però ne è valsa la pena. Volete dire di no?

Intanto alzi la mano chi di voi non ha ancora mai mangiato i topinambour. Tutti voi con le mani alzate andate a mettervi in castigo in un angolo oppure uscite a comprarli, su.

Bene, ora che tutti avete dei topinambour a casa mi sento più tranquilla. Però mettetevi comodi a pelarli, mi raccomando, senza fretta, che non voglio le vostre cervicali sulla coscienza.

Io stavolta c’ho preparato un classico, la crema di topinambour, profumata con un olio al prezzemolo e cipollina e arricchita con delle sfoglie di patata croccante fatte al forno. Semplice ma confortante. La ricetta è su IlCucchiaio.it

Medaglioni di ceci speziati al radicchio rosso

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Per preparare questa ricetta ho voluto provare a usare pochi ingredienti e una “tecnica” diversa, quindi ho utilizzato la farina di ceci e ho preparato una pastella cotta – un po’ come si fa per le panelle per capirci – a cui ho aggiunto le spezie e il radicchio. Poi ho cotto i medaglioni che ho ricavato al forno. Ci sono più passaggi da fare, è vero, ma la ricetta è davvero semplice e il risultato è sorprendente perché in questo modo i medaglioni avranno una crosticina croccante all’esterno e dentro resteranno cremosi. L’altro vantaggio è il numero limitato di ingredienti che servono per realizzarli (se non avete la farina di ceci provate a comprarla se vi va, vedrete che i modi per utilizzarla sono tantissimi e qualche spunto lo trovate anche qui).

Questa ricetta vegan e senza glutine*, che trovate su CosebelleMag, la dedico a Gianlu che potrà provarla e magari smettere di pelare i ceci per preparare i burger 😉

*Non smetterò mai di ricordarvi, in generale ma soprattutto nel caso in cui soffriate di intolleranze o allergie alimentari al glutine o ad altri alimenti, di leggere sempre con la massima attenzione tutte le etichette e di verificare che ciascuno degli ingredienti che utilizzate non contenga tracce dell’allergene. Attenzione anche alle contaminazioni negli utensili o sui piani di lavoro. 

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