Senza glutine

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Miglio allo zafferano con sedano rapa e arancia

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Quando ho preparato questa ricetta non c’era un gran sole. Avevo deciso di fare il miglio con il sedano rapa e avevo deciso di non lessarlo ma di cuocerlo più o meno come un risotto. Non sapevo molto di più della mia ricetta. Quando ho versato il sedano rapa in padella e ho visto quel colore tristarello, ho buttato un occhio al miglio: tristarello pure lui, con il suo giallo destinato ad attenuarsi in cottura. Così ho pensato che quel giallo lo volevo caricare, lo volevo bello brillante. Ho tentennato stringendo fra le mani lo zafferano, “che faccio, butto?”. Ne ho sciolto un po’ in un goccio di brodo e ho cercato di assaggiarlo insieme al sedano rapa che era – decisamente – ancora crudo. Si, poteva funzionare. Io ho usato uno zafferano che mi hanno portato da un viaggio lontano che è un po’ diverso da quello a cui siamo abituati, è più dolce, più delicato. Questo mi ha convinta, l’ho aggiunto al mio miglio e quando il giallo è diventato intenso e vivido, ho sorriso.

A volte è il nostro umore a farci scegliere cosa mettere in pentola. La giornata era grigia e probabilmente anche il mio umore, dovevo fare qualcosa. Ma non mi sono accontentata del giallo, c’ho voluto mettere anche un po’ d’arancio, in tutti i sensi. Una bella grattugiata di scorza d’arancia sul finale, con il suo profumo intenso inconfondibile.

Il sole fuori non c’era, così l’ho portato in tavola io 🙂

PS: tanti auguri a tutti i papà <3

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Crema di topinambour con olio alle erbe e patate croccanti

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Sarà capitato anche a voi – no, non di avere un pensiero nella testa – di causarvi un attacco di cervicali pelando un chilo di topinambour. Si è inutile che stiate lì a scuotere la testa, lo so che a qualcuno è successo, non posso essere io l’unica pirla. O sì? Insomma è successo che li ho pelati con troppa foga a quanto pare, già ero incruccata di mio e a fine giornata non muovevo più il lato destro della schiena e il collo. Son bei momenti, soprattutto quando sono frequenti come capita a me in questo periodo. Certo però ne è valsa la pena. Volete dire di no?

Intanto alzi la mano chi di voi non ha ancora mai mangiato i topinambour. Tutti voi con le mani alzate andate a mettervi in castigo in un angolo oppure uscite a comprarli, su.

Bene, ora che tutti avete dei topinambour a casa mi sento più tranquilla. Però mettetevi comodi a pelarli, mi raccomando, senza fretta, che non voglio le vostre cervicali sulla coscienza.

Io stavolta c’ho preparato un classico, la crema di topinambour, profumata con un olio al prezzemolo e cipollina e arricchita con delle sfoglie di patata croccante fatte al forno. Semplice ma confortante. La ricetta è su IlCucchiaio.it

Medaglioni di ceci speziati al radicchio rosso

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Per preparare questa ricetta ho voluto provare a usare pochi ingredienti e una “tecnica” diversa, quindi ho utilizzato la farina di ceci e ho preparato una pastella cotta – un po’ come si fa per le panelle per capirci – a cui ho aggiunto le spezie e il radicchio. Poi ho cotto i medaglioni che ho ricavato al forno. Ci sono più passaggi da fare, è vero, ma la ricetta è davvero semplice e il risultato è sorprendente perché in questo modo i medaglioni avranno una crosticina croccante all’esterno e dentro resteranno cremosi. L’altro vantaggio è il numero limitato di ingredienti che servono per realizzarli (se non avete la farina di ceci provate a comprarla se vi va, vedrete che i modi per utilizzarla sono tantissimi e qualche spunto lo trovate anche qui).

Questa ricetta vegan e senza glutine*, che trovate su CosebelleMag, la dedico a Gianlu che potrà provarla e magari smettere di pelare i ceci per preparare i burger 😉

*Non smetterò mai di ricordarvi, in generale ma soprattutto nel caso in cui soffriate di intolleranze o allergie alimentari al glutine o ad altri alimenti, di leggere sempre con la massima attenzione tutte le etichette e di verificare che ciascuno degli ingredienti che utilizzate non contenga tracce dell’allergene. Attenzione anche alle contaminazioni negli utensili o sui piani di lavoro. 

Quinoa alla zucca con arance e nocciole pralinate salate

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Forse (ma forse anche no) ci sarà qualcuno che si chiede cosa si mangia a casa mia, qual è il menù di tutti i giorni. Da quello che posto avrete capito che qui non si fa cucina sofisticata, niente di particolarmente complicato, nessun ingrediente irreperibile, no a troppi ghirigori nei piatti. Molto spesso, quello che vedete postato è esattamente quello che finisce in tavola. Certo poi ci sono le volte in cui mi piace fare delle cose un po’ particolari pensate proprio per il blog o per le collaborazioni, magari nel weekend, magari quelle ricette che richiedono un po’ più di tempo. Ma una ricetta come questa che trovate su IlCucchiaio.it è proprio una di quelle perfette per il pranzo di tutti i giorni. Vi sembra complicata? Vi sbagliate e ve lo dimostro.

Praticamente tutto si può preparare in anticipo e se magnate fuori potete portarvela nella schiscetta senza paura che scuocia o altro, la scaldate un attimo (o la mangiate a temperatura ambiente se vi piace) e la pausa pranzo è salva.

Quando comprate la zucca lavatela bene e mettetela in forno, nel frattempo cuocete la quinoa. Scavate la polpa della zucca quando sarà morbida e frullatela per ottenere una crema, così ce l’avrete pronta e potrete usarla in versione dolce o salata aromatizzandola come preferite. La quinoa scolatela bene, conditela con un filo d’olio e mettetela in frigorifero in un contenitore ben chiuso. Ecco, le arance sarebbe meglio farle al momento, ma se non ce la fate avvantaggiatevi, saranno un po’ più morbide ma il sapore ci sarà lo stesso. La cosa più complicata sono le nocciole, volendo potete aggiungerle semplicemente alla fine senza pralinarle, ma se volete fare le cose per bene anche queste durano un po’ di giorni in un sacchettino ben chiuso.

Quindi in sostanza potete preparare tutto la sera e assemblare il piatto all’ora di pranzo in poche semplici mosse, che ve ne pare? 🙂

Tartufi vegan al cacao amaro con noci e fichi

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A quanto pare il Natale è passato e l’anno nuovo è arrivato (si lo so è febbraio, non avete sbagliato post anche se io continuo a scrivere 2014 ovunque, son cose che capitano) eppure la mia voglia di cioccolato e di tartufi è sempre la stessa. Così ho voluto prepararli di nuovo, sempre vegan*, ma in una versione con fichi secchi e noci (senza cocco come avevo promesso alla mia amica Silvia!) Ho profumato il tutto con un tappino di rum e li ho rotolati nel cacao amaro. Un sapore deciso per veri amanti del cacao ma un risultato super goloso per questi dolcini che vi daranno tanta gioia e vi gratificheranno senza farvi rimpiangere i dolci tradizionali che vi chiamano dalle vetrine delle pasticcerie…Come avete detto? Non vi chiamano? Ah allora chiamano tutti me, ho capito 😉

Scherzi a parte, per prepararli ci vuole davvero poco tempo e gli ingredienti non sono molti, quindi questa è una ricetta perfetta quando gli amici arrivano a cena senza preavviso e non sapete cosa mettere in tavola con il caffè. Io, detto fra noi, ne preparerei almeno una doppia dose visto che per un po’ di giorni si possono conservare in frigorifero, giusto per avere un po’ di scorta in caso di momenti di down. Ma poi, diciamocelo, serve davvero che si conservino per qualche giorno?! Golosi di tutto il mondo, è il nostro momento 🙂

*Se volete essere certi che la ricetta sia vegan controllate tutti gli ingredienti, in particolare in cioccolato, e sceglietene uno adatto. La ricetta può essere considerata glutenfree se tutti gli ingredienti che utilizzate non contengono neanche tracce di glutine. Mi raccomando, tutti coloro che soffrono di intolleranze o allergie alimentari devono ricordarsi di verificare sempre con la massima attenzione la composizione di tutti gli ingredienti utilizzati nella ricetta, per essere certi che non contengano neanche tracce di glutine o dell’allergene da evitare.

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