Senza glutine

Crema vegan con cioccolato e anacardi

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Si fa caldo, non avete voglia di cucinare, non avete voglia di fare niente, lo so. Avete voglia solo di cose fresche e light (ahahaha, certo, come no) che si preparino in poco tempo senza accendere forno e fornelli. La verità è che vorreste (o forse io vorrei?) uscire a fare colazione al bar, pranzare al chiosco della spiaggia e cenare in un ristorantino carino. Zero sbattimento, massimo godimento.

Io non sono al mare e non me lo posso permettere ma voi…siete proprio sicuri sicuri di non voler fare nulla?

Ecco che arrivo io a darvi un’ottima ragione per cambiare idea, un’ottima ragione che si chiama crema vegan al cioccolato e anacardi che potrebbe finire ancora prima di essere messa in vasetto. Insomma se siete ancora ancora fra i pazzi che comprano la crema spalmabile al super è ora di cambiare registro, che per fare qualcosa di altrettanto goloso da sé non ci vuole molto. E poi il fatto di doverla fare a casa vi eviterà di averne sempre quintali a disposizione, in attesa del cucchiaino, e la vostra salute vi ringrazierà.

Preparatene poca per volta perché si conserverà solo per qualche giorno, direi per stare tranquilli un settimana al massimo, in frigorifero all’interno di un contenitore a chiusura ermetica. Sempre posto che non sia finita prima, molto prima di finire in quel contenitore. Si perché vi avverto, il massimo della goduria è mangiarla appena fatta o a temperatura ambiente, quando è cremosa e avvolgente (nello scatto sopra la crema appena fatta). Ma – c’è sempre un ma – in questa stagione e con queste temperature vi proibisco di conservarla fuori dal frigorifero, rischiate di doverla buttare e io odio gli sprechi, soprattutto questi! Piuttosto mettetela in piccoli contenitori e mano a mano che la mangiate tiratene fuori uno dal frigorifero una mezz’ora prima di consumarla in modo che torni morbida. Poi vi dirò, non è che fredda e densa sia poi così male (nelle foto di seguito)…

Avete una busta di anacardi, del cioccolato, cacao, olio e qualcosa per dolcificare?

Pronti, partenza, via!

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Penne con ciliegini al forno e zucchine

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Ah ragazzi, la pasta, uno dei miei amori più grandi. Nelle giornate torride l’ho un po’ messa da parte e ora mi manca da morire. L’ho già detto lo so, ma la pasta è una di quelle cose che confortano davvero, che rinfrancano il corpo e l’anima. E’ il piatto che speravo di trovare in tavola quando studiavo e rientravo a casa tardi per pranzo, affamata, stanca. E’ il piatto davanti al quale costringevo la mamma ad ascoltare il mio fiume in piena: il resoconto della mattinata, la preoccupazione per un compito in classe troppo complicato, le litigate con le amiche. Ed è il piatto che mi faceva dire “mmmmmmmmh”…era sempre buonissimo, anche riscaldato, anche freddo.

Di versioni ce ne sono miliardi ma una delle mie preferite in assoluto è sempre lei, un grande classico, la pasta al pomodoro. La tradizione di casa mia prevede l’uso della passata, densa e avvolgente, un buon olio extravergine d’oliva, una pioggia di basilico e poco altro.

Ma ve li ricordate quei bellissimi pomodori colorati che mi hanno regalato qualche tempo fa? Vi avevo anticipato che li avevo usati subito per prepararci varie ricette e queste è una di quelle. Ho messo i ciliegini in forno a bassa temperatura, ho aggiunto delle zucchine spadellate e la pasta era pronta. Il mio consiglio? Tenete la pasta un po’ al dente ma preparatela in anticipo e lasciatela insaporire, poi intiepiditela leggermente prima di servirla.

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Insalata estiva di frutta e verdura

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Il caldo dei giorni scorsi ha messo un po’ tutti in difficoltà. Avevo fame, ma in realtà poi non avevo molta voglia di mangiare, volevo principalmente bere. Salvo qualche eccezione – leggi pizza e brioches, insalate di pasta e di cereali fredde – ci siamo nutriti soprattutto di frutta e verdure. Non che di solito le cose siano molto diverse, ma di certo in queste settimane pomodori, zucchine, melanzane e peperoni sono stati protagonisti insieme a anguria, melone, pesche e albicocche. La mia strategia anti caldo è sempre quella: cucinare l’indispensabile nelle ore più fresche in modo da avere tutto pronto e dover solo assemblare gli ingredienti all’ora della fame. Sì perché d’estate tendiamo a mangiare sempre un po’ più tardi, specie la sera quando non siamo vincolati dagli orari di lavoro.

L’ora del pasto quindi è caratterizzata dalle seguenti azioni: apro il frigo, seleziono gli ingredienti, mescolo tutto, condisco e servo. Viene tutto molto naturale quando si tratta di scegliere fra cereali, verdure e legumi ma un giorno avevo lessato zucchine e fagiolini gialli, dolcissimi e succosi, così ho voluto provare qualcosa di diverso che fosse leggero, fresco e dissetante.

Scettici? Lo capisco. Nella stessa ciotola sono finite frutta e verdure, cotto e crudo insieme, tutto condito da una salsina acidula allo yogurt. Un po’ di buon pane tostato, del formaggio fresco per chi ne ha voglia, e il pranzo è servito.

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Burger di bieta e miglio in crosta di mais

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Sono giorni un po’ strani questi per me, giorni d’estate che non sembra tale perché le temperature sono così insopportabilmente alte che trascorro le mie giornate in casa, le uscite sono relegate alle prime ore del mattino o a quelle della sera e ogni volta che apro la porta di casa e vengo investita dall’umidità che regna sovrana sulle scale del condominio mi chiedo “devo uscire davvero?”. Ho sempre amato l’estate, alla follia, e quest’anno non me la sto godendo. Niente mare, niente vacanze, niente abbronzatura. Solo nottate in bianco, cervicali doloranti e un pessimo, pessimo umore. Anche in cucina sono un po’ confusa: un giorno impasto con 40° e sforno vassoi di brioche, l’altro preparo ghiaccioli e mi nutro solo di frutta e verdura buttate alla rinfusa in una ciotola. Cucino, ma senza programmazione, senza senso. Forse sto anche un po’ subendo i postumi del trasferimento, abituata a lavorare da sola ma con tante persone intorno ora mi trovo sola per ore, faccio un po’ fatica a gestirlo.

Comunque tornando alla cucina non so cosa sia ma mi è presa la mania dei burger – piccoli o grandi – polpette, crocchette, chiamateli come vi pare. Mi sono abituata a lessare i cereali la mattina presto per non dover accendere i fornelli nelle ore centrali e così cuocio anche le verdure e poi frullo qua e là, preparo dei mappazzoni quando ho un po’ di tempo e li inforno la sera. Mi piacciono molto, i burger. Sono un’alternativa golosa al “solito” piatto di cereali e verdure perché io sono fatta così, vado un po’ a periodi e mi stufo. Magari mangio per mesi una cosa e poi non riesco più ad affrontarla. E per non eliminarla dalla dieta la trasformo, le do un’altra forma e un altro sapore, come si fa con i bimbi per “ingannarli” quando fanno i capricci a tavola.

Anche voi siete capricciosi, ultimamente? E’ tempo di burger.

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Ghiaccioli alle pesche con avocado e lime

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Ragazzi, fa caldo. Si io sono una delle pazze che ancora accendono il forno di tanto in tanto ma mica sempre, non sono ancora da internare. C’è voglia di frutta, verdura, frullati, gelati (si anche di brioches, torte, lasagne, qui c’è voglia di tutto sempre ma siamo un caso disperato). E allora un giorno, mentre preparavo un guacamole – di cui siamo pazzi, letteralmente – ho deciso di mettere in pratica un’idea che mi ronzava per la testa da un po’. Volevo provare a fare i ghiaccioli ma senza usare lo zucchero e farci lo sciroppo, volevo provare a usare l’agave. Vuoi mettere la velocità? Ero preoccupata però che i miei ghiaccioli ghiacciassero – ma dai? – e quindi diventassero duri e pieni di cristalli senza l’aiuto dello sciroppo. Così ho pensato di usare l’avocado, che a casa non manca mai, per aiutarmi con la consistenza. Ho unito delle pesche, succo di lime e menta. Ho frullato tutto e dolcificato a piacere. Ragazzi non ci crederete mai, è troppo facile e veloce per essere vero.

Quando dopo 2-3 ore ho tirato fuori i ghiaccioli dal freezer ero pronta a trovare un blocco di ghiaccio e invece….tadaaaaaan! nel giro di qualche minuto i ghiaccioli erano tornati cremosi. E anche quando ho mangiato il secondo – e il terzo e il quarto – la consistenza era rimasta la stessa, si tratta solo di dare loro qualche minuto di tempo per prendere la temperatura esterna. Ma siccome non mi bastava, e siccome non sono golosa per niente – chi, io? – c’ho voluto fare una gabbia di cioccolato fondente intorno. Ovviamente potete anche lasciarli semplici senza cioccolato ma sapete com’è, mi è venuta così, tanto perché non ci piace viziarci.

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