Senza lievito

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Crema vegan alla cannella con fichi e uva

crema vegan cannella

Avevo promesso che mi sarei arresa all’arrivo dell’autunno, che avrei messo da parte le melanzane e i peperoni e tirato fuori nuove ricette per lasciarmi coccolare dai sapori avvolgenti di questa stagione, godendomi gli ultimi sprazzi di sole nell’attesa del temuto inverno.

E così ho fatto, ho mantenuto la promessa e pur avendo poco tempo da dedicare alla cucina ultimamente, ho approfittato di qualche fico (comprato, che come ogni anno nessuno ha bussato alla mia porta con un cesto di fichi maturi!) per preparare un dolce al cucchiaio vegan con tutti i colori dell’autunno.

Così oggi, mentre io sono in un altro Paese a proseguire un percorso cominciato qualche mese fa, mentre continuo a spingermi fuori dalla mia comfort zone e non smetto di credere nei sogni, voi potete affondare il cucchiaio in questa crema liscia che profuma di cannella e ha il colore del caramello.

Una crema che mi ha sorpresa per il suo sapore delicato che ha conquistato anche chi non è un vero amante della cannella – a differenza della sottoscritta che dopo un periodo di odio si è innamorata profondamente di questa spezia – che si sposa benissimo con la dolcezza dei fichi e il sapore asprigno dell’uva. Si prepara davvero in un attimo, non avete scuse.

Benvenuto autunno.

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Fusilli al pesto di rucola e friggitelli

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Cosa dicevamo della fine dell’estate, di imparare a lasciare andare, di prepararsi all’arrivo dell’autunno? Mmmh, qui ci stiamo ancora lavorando diciamo. Nonostante tutto sto cercando di aggrapparmi agli ultimi raggi di sole, alle ultime giornate limpide, ai pochi minuti in più di luce della sera, e agli ultimi friggitelli. Ho sempre pensato che scrivere fosse una terapia, che mi aiutasse a stare meglio, così scrivendo sto cercando di convincermi che va tutto bene anche se settembre è finito, che posso farcela anche se ho visto troppo poco mare, che sopravviverò anche se vorrei solo stendermi e dormire, che l’autunno è qui ma che ha pure i suoi lati positivi, dai…(eehhhmm)

Però ho come la sensazione che stavolta la terapia faccia acqua da tutte le parti, più scrivo e più sento nostalgia della mia amata estate, e di nuovo non posso che cercare conforto in cucina e a tavola, fra i miei amati carboidrati e gli ultimi frutti della bella stagione. E allora dai, fingiamo che sia solo un sogno da cui vuoi svegliarti in fretta e riempiamo i piatti di pasta al pesto di rucola e friggitelli, speriamo che curi questo mal d’estate.

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Parmigiana summer love

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Tutti continuano a dirmi che l’estate è finita. Io non li ascolto e premo forte le mani sul le orecchie facendo blabla con la bocca, fingendo che sia tutto uno scherzo. Eppure lo so, che ancora una volta l’estate è arrivata ed è passata senza che io riuscissi a goderne, a strappare via dei pezzi di sole e a incartarli con cura per poi poterli tirare fuori e scaldare il grigio dell’inverno. L’estate è la mia stagione, sto un anno intero ad aspettarla, ad attendere di poter scoprire le gambe e lasciar asciugare i capelli al vento, a sognare i piedi sotto la sabbia bollente o nell’acqua di mare gelata, a pensare in quanti modi potrò mangiare pane e pomodoro.

Ma quest’estate mi è davvero sfuggita, impegnata fra lavoro, studio e qualsiasi altra cosa non sono riuscita a riposare, a prendere fiato e a stendermi per un po’ a guardare il cielo azzurro. Sento già la malinconia in fondo al cuore ma per combatterla infilo il grembiule e preparo una delle ultime teglie di parmigiana della stagione, il mio piatto preferito, un concentrato d’estate, di sapore e di profumo. La preparo con le melanzane al forno, perché non sono brava a friggere e con il pesto che ho preparato raccogliendo le foglie della pianta di basilico che sta in terrazzo e si ostina a crescere, nonostante tutto, nonostante l’estate stia finendo.

Poi affondo la forchetta in quegli strati di gioia, e all’improvviso l’estate eccola qua (semi cit.).

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Riso nero con piselli e zucchine alla melissa

riso venere piselli zucchine cacioricotta

Ci sono cose da fare nella vita che sembrano gran rotture di scatole, cose che fai fatica ad affrontare perché ti sembrano noiose e ripetitive, come sgranare i piselli o spuntare i fagiolini. Sono quelle cose che puoi fare senza pensarci troppo, in modo un po’ meccanico, mentre ripassi qualche appunto, ripensi alla tua giornata, recuperi una puntata della tua serie tv preferita o chiacchieri con un’amica. Sono quelle cose che puoi vivere come una specie di punizione, come una perdita di tempo e di energie, oppure puoi viverle come un rito, un momento di quiete, con la mente sgombra e i pensieri più lenti. Sono quelle cose che abbiamo visto fare alle nonne e alle mamme, con il loro grembiule addosso, sedute su una sedia mai troppo comoda, con una pentola enorme sopra il tavolo e una manualità invidiabile. E le nonne e le mamme, si sa, sono piene di saggezza.

Ci sono cose nella vita verso le quali è meglio non fare resistenza, meglio affrontarle senza alzare un muro, senza irrigidirsi, senza starci troppo a pensare, meglio passarci dentro cercando un po’ di leggerezza per rendere il viaggio più facile. Ed è difficile, è complicato, a volte è contro la nostra natura. Eppure tutto passa, tutto scorre, tutto si può affrontare ed è la vita stessa ad  insegnartelo mentre cresci, mentre cadi e ti rialzi, quando guardi indietro e pensi a quanto le cose sarebbero potute andare diversamente.

E allora un po’ di quella saggezza cerco di metterla in tasca e di sporcarmici le mani nei momenti più duri, mentre mi siedo con addosso un grembiule colorato e in mano una ciotola piena di piselli da sgranare.


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Insalata di miglio al limone con feta e mandorle

miglio insalata feta limone

Agosto non è mai stato il mese delle vacanze, per me. Troppo caro viaggiare, troppa gente in giro, troppo caldo, io – potendo, ovviamente – sono una da vacanza fuori stagione. Agosto è sempre stato il mese della calma in città, delle strade vuote e dell’asfalto rovente, il mese del lavoro pigro ma costante, del recupero delle cose da fare mai fatte, il mese del riordino delle idee, delle cose, della casa. Il mese in cui ti vedi a cena con gli altri “sfigati” che come te affrontano ogni mattina un giorno come un altro, quelli con cui condividi la frustrazione e parli di quando arriverà il tuo turno, quando tutti saranno rientrati e tu potrai finalmente partire.

E se il tuo turno quest’anno non dovesse arrivare? Se davanti a te avessi mesi di fatica fisica e mentale, mesi intensi di duro lavoro, esami, prove da superare? In tal caso non pensarci ora, goditi quel che resta di quest’estate italiana, cucina quello che ti va e cena seduto sul divano mentre senti l’aria della sera entrare dalle finestre senza dover alzare il volume per sovrastare il rumore del traffico, metti il sole nei tuoi piatti e goditi la tintarella di luna, perché domani sarà un altro giorno, sì, ma potrebbe essere bellissimo.

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