Verdure e contorni

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Ricette al cartoccio, verdure e profumi di primavera

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Guardo fuori dalla finestra e pensa a come il tempo – inteso come clima, come meteo – influisca sul mio stato d’animo e sul mio umore. Non basta una giornata di pioggia per farmi cadere in depressione, ok, ma diciamo che gioca un ruolo fondamentale, soprattutto se in quel giorno non ho qualcosa di bello e gioioso da fare con cui tirarmi un po’ su. Io sono nata d’estate, dicono che sia per quello che amo così tanto il sole e il mare, la bella stagione, la luce, il cielo azzurro. Vorrei una casa con finestre enormi per godermi ogni raggio di sole, per vedere come cambiano le cose quando sono illuminate.

Ecco perché, come ogni anno, attendo la primavera con ansia. Aspetto che le giornate si allunghino e le piante fioriscano, aspetto di sentire l’aria fresca sul viso e non importa se comincerò a starnutire per l’allergia, se questo è il prezzo da pagare per guadagnarmi un po’ d’estate, che sia.

Ho voglia di mettere in tavola tante verdure colorate, di ricominciare a preparare enormi ciotole d’insalata e di sedermi in un angolino fuori al sole in pausa pranzo.

Tutti questi desideri abbiamo provato a raccontarveli racchiudendo fra le pagine del nuovo numero di Taste&More tante ricette colorate, fresche e anche golose: dal cioccolato alle crepes passando per la pasta e le ricette al cartoccio.

Ho sempre amato questo tipo di cottura perché permette agli ingredienti di fondersi insieme, di assorbire i profumi e le note aromatiche nel profondo, senza far seccare nulla. Fra le mie ricette preferite quelle del tofu al cartoccio e quelle a base di verdure, come i carciofi ripieni: per questo numero del mag ho messo insieme patate carote e asparagi profumati con timo fresco e fette di limone, un insieme di sapori un po’ inusuale ma che funzione alla grande. Un piatto leggero ma saporito, perfetto accompagnato da una salsina allo yogurt. Perché anche il contorno può essere protagonista 🙂

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Broccoli e mele al forno

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Per la serie “100 e 1 modi per farvi piacere i broccoli” torno alla carica con la ricetta per un contorno semplice e un po’ diverso che alla mia tavola ha riscosso un certo successo.  Mai come questo inverno ho fatto così tanta fatica a mangiare cavoli e broccoli a causa della riluttanza del mio coinquilino, come vi ho già raccontato i tentativi sono stati molti e non sono ancora finiti ma, devo ammetterlo, è una dura lotta e ogni piccola conquista – tipo non fa smorfie di dolore mentre mangia, non mi guarda con aria sconsolata scuotendo la testa e dicendo “no” e altre cose del genere – per me è un grande successo.

Detto questo io le mele non le posso mangiare ma pace, per tutti gli altri la loro dolcezza e la leggera acidità dei mirtilli rossi ingentiliscono il sapore intenso del broccolo, rendendolo più piacevole anche al palato di chi non lo ama. La cottura in forno è un’altra mossa strategica: i broccoli si arrostiscono diventando più appetitosi, gli zuccheri delle mele si caramellano leggermente mentre gli anacardi si tostano. Il risultato è un contorno facilissimo da preparare e un po’ inusuale che potreste utilizzare anche per condire un riso saltato o dei noodles. 

PS: anche nel mio libro “Diario di una vegetariana” promuovo la causa del broccolo e fra le 100 ricette potete trovare, ad esempio, una golosa lasagna di carasau con crema di broccoli e formaggio. Vi aspetto in libreria! continua >>

Gratin di cavolini e patate alle noci pecan

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Ci sono tanti modi d’amare, già l’ho detto. Uno dei miei personalissimi modi di dimostrare affetto richiede la forza di sostenere ogni giorno, con fierezza, che il profumo dei biscotti ti sta meglio addosso di qualsiasi eau de toilette. Ma, fosse solo quello, sarebbe il meno. Il punto è che mica posso dar da mangiare solo biscotti e sti poveracci che si sono trovati, loro malgrado, a incrociare la mia strada nella vita.

Io ci provo con tutta me stessa, davvero, ma capisco che possa essere difficile leggere “amore” dietro un piatto di cavolini di Bruxelles quando tu i cavoli non li sopporti. Eppure io, con grande forza d’animo, con risolutezza e con i migliori propositi – primo fra tutti quello di farti mangiare bene, perché se non è questo prendersi cura di qualcuno beh, allora… – mi sono convinta che ci fosse una chance. Ho lavorato duro per renderli carini, per addolcire il loro sapore intenso proponendoteli insieme alle patate, arrostiti e coperti da un crosticina croccante che ha profumato di timo tutta la cucina (sì, ok, c’era anche la puzza dei cavolini ma focalizziamoci sulle cose belle). E quando li ho messi in tavola con un sorriso smagliante e le mani ustionate dalla teglia bollente ho pensato “ce la posso fare”. E invece, signori miei, è stato un altro fallimento totale.

Io e i cavoli contro di te, ma non c’è storia, non c’è battaglia. Per quanto amore ci metta dentro, per quanto te li abbellisca a modo mio, sempre cavolini restano.

Ma, c’è sempre un ma, anche questa storia tenera ha una morale. Perché non importa come li cucini, alla fine sti cavolini me li devo finire tutti io. E allora ho pensato: ma perché quando li faccio per me li butto lì a lessare senza farci troppo caso e mi pare pure un lusso, invece per te ci ho messo due ore per far sti cavolini? (Che fra l’altro erano veramente buoni)

Da domani, un po’ d’amore anche per me, grazie.

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Un post confuso, dei buoni propositi e il nuovo Taste&More

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Ci sono giorni in cui scrivere un post per il blog mi viene naturale, giorni in cui non devo neanche stare a pensare a cosa dire o a come dirlo, giorni in cui non devo fermarmi a rileggere. E poi ci sono giorni in cui devo scrivere ma niente, è come se ci fosse un blocco. A volte capita perché ho scritto troppo per lavoro altre volte perché manca l’ispirazione. Altre volte ancora non riesco a scrivere perché le giornate sono intense, piene, e non trovo il tempo e il modo giusto per ricavarmi qualche minuto da dedicare a me.

Ricordo che un giorno la mia maestra delle elementari – la migliore del mondo – mi disse “Mi è piaciuta la tua lettera piena di scarabocchi, appunti e cancellature. Si capiva che l’avevi scritta di getto, senza neanche preoccuparti di verificare che la grammatica fosse perfetta e che non ci fossero errori sparsi, era come se scrivere fosse un’urgenza e tu non avessi avuto il tempo di riflettere mentre stringevi la penna fra le mani”. Ecco, questa è la scrittura che piace scrivere a me. Ma io non scrivo per me stessa, non è così semplice. Eppure è un po’ come la cucina, ci sono volte in cui con quattro ingredienti metti insieme un piatto da leccarsi i baffi muovendoti come se avessi una ricetta perfetta nascosta da qualche parte, nella testa. E ci sono volte in cui invece devi cucinare qualcosa in particolare e non ti viene in mente niente, non riesci a sentire i profumi, immaginare i sapori.

Non lo so da cosa dipenda. O forse sì. Perché scrivere e cucinare sono due cose che amo fare da sempre e restare all’interno di uno schema mi risulta difficile. Sono arti che ci invitano a lasciarci andare, a seguire l’istinto, a osare.

Sono brava a rispettare le regole, nella vita ho cercato di fare le cose come andavano fatte. Eppure non sempre questo è bastato. Non per questo sono riuscita a evitare critiche, attacchi, cattiverie.

E oggi sento il desiderio di prendermi il mio spazio, di dire no anche a costo di pentirmene perché ho capito che un po’ di follia, un po’ di fantasia, un po’ d’incoscienza a volte servono. Senza queste quante “prime volte” ci saremmo persi? Senza tutte queste cose probabilmente non avrei aperto un blog, non c’avrei neanche provato. E invece sono qui, con questo post iniziato con pessimi presupposti che in realtà non è andato poi così male!

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Spiedini di cavolini e l’appuntamento con il mio libro “Diario di una vegetariana” a Food&Book

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Da un po’ di tempo non vi racconto più niente sul mio libro di cucina (e non solo) DIARIO DI UNA VEGETARIANA e sulle ricette vegetariane e vegan che ci trovate dentro, e siccome è pur sempre figlio mio – e mica dei figli si parla solo alla nascita – oggi torno a bomba sul tema.

Perché udite udite, signore e signori, come qualcuno già saprà è arrivato il momento di presentare il mio libro al mondo: venerdì 23 ottobre 2015 sarò al Food & Book Festival di Montecatini insieme (per mia grande fortuna) a Carlo Ottaviano, giornalista ed ex Direttore del Gambero Rosso – solo per sintetizzare – grande esperto di enogastronomia che oltre a dirigere il Festival e ad avermi invitata sarà anche con me a raccontarvi qualcosa di questa creatura.

Food&Book Festival del libro e della cultura gastronomica, alla sua terza edizione, si terrà dal 23 al 25 ottobre e vedrà la partecipazione di scrittori e Chef da tutta Italia. Tre giorni dedicati al mondo del cibo e non solo (anche il vino e l’acqua faranno la loro parte) durante i quali le presentazioni si alterneranno a eventi, degustazioni, showcooking e cene.

Questo quello che era doveroso dire per spiegarvi un po’ dove sarò.

Ora possiamo passare allo stato d’animo della sottoscritta, un misto di emozione e ansia mescolate in un nodo che ancora non si è sciolto (e speriamo non si sciolga proprio quel giorno). Il panico di una che con la comunicazione ci mangia ma che di solito non ha riflettori puntati addosso, anzi, sta dietro le quinte ben nascosta. La gioia per questo piccolo/grande traguardo che mi da la possibilità di raccontare il mio libro con i cuore, perché dentro c’è un pezzetto di me. L’incredulità di vedere il proprio nome in un programma pieno di grandi nomi e la voglia di prendersi qualche minuscola rivincita verso chi ha tentato di demolire la mia già scarsa autostima in ogni modo, nel tempo, che si mescola alla mia ormai tradizionale tendenza a mantenere un profilo basso. Della serie “stai calma”. Poi ci sono le questioni tipo cosa dico/ma se mi impappino/se mi viene l’ansia e non riesco a parlare e le non trascurabili cosa mi metto/come mi pettino/come mi trucco, cose da femmine insomma.

Ecco, questo in sintesi quello che mi sta capitando.

Io sono qui ancora una volta a dire grazie a voi che mi leggete, perché questo progetto è nato come una sfida ma senza grandi aspettative, è stato coltivato con amore e passione ogni giorno ma poi, in fondo, se non ci foste voi a leggermi non avrebbe molto senso. E sono qui anche a dirvi: venite! Dai io vi aspetto, ci sono una sacco di professionisti di altissimo livello, ci sono tante cose interessanti da vedere e da ascoltare, ci sono le terme. E poi ci sono io che avrò un gran bisogno di abbracci 🙂

L’ultima cosa che vi dico è: comprate il mio libro! Dai su, lo trovate anche su Amazon e sui vari circuiti di vendita online, potete ordinarlo e riceverlo comodamente a casa. Sarà bello stare fra le vostre mani, nelle vostre librerie, sulle vostre tavole ed essere scribacchiati e riempiti di appunti. Spero che il mio libro diventi un po’ anche vostro.

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E per non lasciarvi con la bocca asciutta vi lascio la ricetta (che trovate a pagina 172 di Diario di una vegetariana) dei miei cavolini di Bruxelles arrostiti alle erbe provenzali che io ho adorato negli spiedini con pere e prugne (che trovate a pagina 34).

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