Dolci vegan

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Granola con cereali, frutta secca e cioccolato

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Ok ragazzi, se per caso qualcuno mai si fosse chiesto (non credo ma, sai mai?) cosa c’è nella mia dispensa per la colazione la risposta è QUESTA GRANOLA VEGAN. Me ne sono innamorata e non sono più riuscita a smettere di farla. L’ho addirittura portata in vacanza con me – in viaggio non è sempre facilissimo trovare prodotti e alternative “senza” che mi consentano di colazionare senza preoccupazioni – e chiusa in un sacchettino ermetico mi ha salvata per 15 gg restando perfetta.

Allora, non  vi aspettate la granola super crunchy che si compra, quella con lo sciroppo di zucchero che poi cristallizza e diventa croccantissima, no. Non voglio intristirvi ma questa rimane più morbida per un’ottima ragione, cioè perché non ha zucchero, per l’appunto. Ma è molto golosa e se le date fiducia sono certa che non vi deluderà. Sono qui che fremo per la voglia di provare a prepararne altre mille versioni ma sono talmente affezionata a questa che non riesco a concentrarmi su altro.

Io sono una vera addicted della colazione, sono una di quelle che fa colazione anche alle 4 di mattina. E’ sempre andata così, per la mia famiglia è sempre stato un momento fondamentale della giornata e quasi un rituale quello in cui ci si sedeva tutti intorno al tavolo con una tazza di caffè o di tè e gli occhi stropicciati. Non sono una che si sveglia sempre di ottimo umore ma una colazione fatta come si deve mi aiuta a partire con il piede giusto e di solito le alternative sono: muffin o torta fatta in casa, yogurt o latte vegetale con i cereali o la granola, pane con ricotta e marmellata oppure, ovviamente, le mie brioches vegan. Non manca mai un frutto, della frutta secca e/o i semi, la frutta essiccata. Spesso avendo lo stomaco delicato preferisco prepararmi un tè verde o bianco a colazione e piuttosto concedermi un caffè a metà mattina, d’inverno mi preparo un spremuta.

Ma torniamo a noi. Le dosi le ho sempre fatte a occhio con l’aiuto di una tazza, giusto per mantenere le proporzioni, e a dire il vero è anche capitato che mettessi i cereali che avevo al posto di quelli previsti. Ma questa, questa signori è l’originale. E allora se anche voi siete degli appassionati della colazione e avete voglia di sperimentare provate la granola, è davvero facilissima da fare!

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Le mie brioches vegan

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Fra tutte le ricette vegetariane e vegan che ho postato e mostrato sui social durante il “making of” una di quelle che ha riscosso maggior successo è di certo quella delle brioches vegan.

Così oggi, in questa giornata che precede quella della presentazione del mio libro al Food&Book Festival (venerdì 23 ottobre alle 17.00 a Montecatini, vi aspetto!), in questa giornata in cui penso a come raccontare il mio “Diario di una vegetariana” e insieme cerco di respirare profondamente e di pensare ad altro, voglio darvi proprio questa ricetta.

L’appeal delle brioches è forte, lo capisco, è forte anche per me. Non lo so che cosa le renda così irresistibili per voi, per me di certo molto è legato al fatto che da sempre la colazione al bar o in pasticceria – quindi con le brioches – è sempre stato un evento speciale. Fin da piccola ho imparato quanto fosse importante fare colazione e mi sono appassionata a questo pasto ma per abitudine noi colazionavamo (si dai, passatemelo) quasi sempre a casa. Si faceva colazione fuori principalmente in due casi: per tirarsi su dopo qualcosa di poco piacevole (ad esempio gli esami del sangue, cose così) oppure quando si partiva presto da casa e ci si fermava lungo la strada (ad esempio per andare al mare). Quest’abitudine è rimasta tale anche quando sono cresciuta e così, regalarmi una colazione fuori, per me è davvero come farmi una coccola.

Oggi purtroppo la colazione fuori è sempre più rara per me che non posso mangiare molto grano, non sono molti i posti dove riesco a trovare qualche alternativa di farro, kamut, avena o altri cereali.

Ed eccoci al dunque: la ricetta che trovate qui oggi è per una pasta brioche, non per una sfoglia che io non avrei mai il tempo e la pazienza di stare a ripiegare (soprattutto la pazienza). Senza contare il tema del burro: la sfoglia è buona, buonissima – va bene non dico niente – però l’avete mai mangiato un croissant a Parigi? Un tripudio di burro – che è sempre meglio di quelle misture di grassi ci mettono in tanti altri posti – e una pesantezza che ti accompagna fino alla cena, insomma qualcosa da concedersi una tantum. E poi diciamocelo: la sfoglia l’ho sempre guardata con ammirazione e l’idea di prepararla mi ha sempre creato ansia da prestazione. Allora ecco, se proprio ho voglia di un croissant di sfoglia “vero” allora lo mangio in pasticceria. O a Parigi. Andiamo?!

Altro tema: le farine. Per mie esigenze personali ho scelto di testare un impasto di kamut e farro integrale, senza grano e quindi anche senza farina manitoba, che sarebbe invece ottima per i lievitati. Non ci sono dubbi sul fatto che questo tipo di impasto risulti più pesante e meno facile da lavorare e dunque se siete più tradizionalisti/non avete limiti nella dieta/non amate gli impasti integrali/siete preoccupati che l’impasto non lieviti eccetera eccetera potete sostituire le farine con farina 0 e farina manitoba (io sono partita nelle sperimentazioni modificando una ricetta di Simone Salvini e la sua era proprio così, 300 farina 0 e 325 manitoba quindi non avrete problemi, anzi).

Che altro dire? Ah ovviamente questo impasto essendo vegan non ha uova o burro, dunque non aspettatevi un risultato identico  a quello che potreste ottenere usando uova e burro, non accadrà mai.

Detto questo, cosa dovete aspettarvi?

1) Una ricetta facile che non richiede troppo sbattimento perché sapete che tutto quello che posto è quello che cucino regolarmente a casa mia e qui il tempo (e anche la pazienza) scarseggiano sempre.

2) Una pasta soffice (ma non sfogliata) che diventerà leggermente croccante all’esterno in cottura (o quando riscalderete le brioches, che si possono tranquillamente surgelare dopo la cottura)

3) Un sapore delicato ma pur sempre “integrale”, quindi un po’ rustico

4) Una grande soddisfazione per essere riusciti a fare le brioches con le vostre mani

5) una grande gioia nel vedere la vostra famiglia/amici/parenti fare colazione con le vostre brioches

Bene, ho messo le mani avanti perché non voglio che vi creiate aspettative diverse da quelle reali, deludervi sulle brioche è qualcosa che non potrei sopportare! E adesso via, mani in pasta, aspetto le foto delle vostre colazioni 🙂

Ps: domani pensatemi forte!

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Muffin vegan con avocado e cioccolato

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[Fra gli appunti salvati su pc ho scovato un’altra ricetta che vi agevolo sperando che la connessione regga!]

Eccola qui, la ragazza che modificava le ricette è tornata alla carica. Sono incorreggibile lo so, ma è più forte di me. Parto da una ricetta, mi segno alcune modifiche e poi in corsa non riesco a non cambiarla ancora, secondo le disponibilità della dispensa e secondo l’estro del momento. Ogni infornata è una scommessa “ce la farà la nostra eroina a sfornare dei muffin e non tanti sassolini vegan?”.

Sto sperimentando i mille e uno possibili utilizzi dell’avocado e stavolta l’ho infilato nella ricetta dei muffin per cercare di avere una consistenza piacevole in un impasto senza olio o altri grassi. Sono stata fortunata? Direi di si, l’esperimento è riuscito e i muffin sono stati spazzolati. Il risultato sarà ovviamente diverso da quello delle ricette tradizionali, l’impasto è meno compatto ma assolutamente piacevole. La bellezza di riuscire a elaborare una ricetta dolce che ci si possa concedere senza troppi sensi di colpa è tanta, ogni volta che riesco a ottenere un risultato ripenso a come tutto è cominciato, a come un problema di salute che mi ha costretta a tante limitazioni si sia trasformato in un nuovo punto di partenza che mi ha spinta a sfidare le leggi della cucina e la mia dieta per cercare di gratificare un’amante del cibo come me costretta a eliminare tanti alimenti dai suoi pasti. E’ stata dura all’inizio, i fallimenti non si contano e tutt’ora le mie sperimentazioni sono decisamente azzardate, ma penso a chi come me si trova all’improvviso a non poter mangiare le uova, i latticini, a chi deve limitare lo zucchero raffinato, il frumento. Il primo pensiero è stato “non mangerò mai più un dolce”. E invece no, una golosa come me non si ferma neanche davanti alla dieta più ferrea!

Quindi ora con le mie ricette spero di cuore di poter aiutare anche qualcuno di voi ad affrontare una sua sfida con il sorriso, senza abbattersi.

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Muffin vegan alla pesca

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Sto attraversando un periodo un po’ strano, mi sto facendo molte domande sul presente e sul futuro, sto mettendo in dubbio delle cose, sto cercando di immaginare scenari possibili. Questi momenti sono pericolosi per me, che sono una che pensa sempre troppo e che rischia di infognarsi in ragionamenti complessi prima ancora che ce ne sia realmente il bisogno.

Forse per sfogarmi, forse – come sempre – per ottimizzare, forse per darmi delle risposte sulle mie capacità organizzative e gestionali, sto continuando a cucinare ma sto fotografando e scrivendo meno. Più che su quella “digitale” sono concentrata sulla vita “reale”, quella a cui si torna sempre e comunque, a prescindere.

Oltre a cucinare però sto facendo un’altra cosa: congelo. Sto congelando la qualunque, un po’ per testare il mio freezer e un po’ per vedere se riesco a darmi una calmata invece che arrivare sempre all’ora di pranzo e di cena con il fiato corto. Il problema è che come sempre non ho mezze misure, mi faccio prendere la mano e con la scusa del “se è già pronto poi mi risparmio di cucinare un’altra volta” mi sono messa ai fornelli per delle ore. Il mio congelatore grida vendetta, i cassetti si chiudono a fatica e lo sento implorarmi di alleggerirlo almeno un po’.

Sulla scia di questa mania e presa dal panico con la volontà di non perdermi neanche un soffio di quest’estate che sta volando via, nelle ultime settimane ho sfornato senza sosta muffin alle pesche, preparando versioni con farine e latte diversi. Scambiando i fattori, per fortuna, il risultato non cambia: questi muffin si preparano in pochissimo tempo e sono incredibilmente soffici, umidi all’interno, con una pasta sottile. Ma quel che conta – ovviamente – è che vanno in freezer senza alcun problema: io ne tolgo dal congelatore due la sera e la mattina li trovo pronti e fragranti per la colazione, e se proprio mi voglio viziare li intiepidisco a fiamma bassissima o in forno. Una delizia a cui non riesco più a rinunciare!

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Gelato vegan al cacao con prugne caramellate 

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La prima volta che ho provato a fare questo “gelato” non riuscivo a credere al risultato: cremoso, morbido, avvolgente e soprattutto senza latticini, senza uova e senza zuccheri aggiunti. E’ stato una bella scoperta, me la sono rigiocata un po’ di volte e poi pigramente ho smesso di mettere le banane in freezer e ho continuato  a mangiarle a colazione, con lo yogurt. Poi è capitato di nuovo: le banane del mio cestino hanno cominciato a scurirsi, sarà il caldo non lo so, però ho capito che non sarei riuscita a mangiarle tutte prima della loro autodistruzione. Ma quando ho chiesto al consorte: “se faccio un banana bread lo mangi?” mi ha guardato con il sopracciglio alzato e la testa di lato mugugnando “mmmmh”.

Così, visto che gli sprechi non mi vanno giù, ho deciso di rimettere quelle banane in congelatore e di aspettare che tornasse caldo davvero (per la cronaca: è tornato). Avevo pure delle prugne nel cestino e così mi sono viziata con una versione golosa del classico gelato vegan, un po’ cioccolatosa ovviamente.

Che dire…per le emergenze, per la carenza d’affetto, per quei giorni in cui “avrei voglia di qualcosa di buono” e Ambrogio non c’è, la soluzione definitiva è questa.

Ah, lo so che siete tutti in vacanza quindi…buone vacanze!

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