Dolci vegan

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Muffin vegan alla pesca

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Sto attraversando un periodo un po’ strano, mi sto facendo molte domande sul presente e sul futuro, sto mettendo in dubbio delle cose, sto cercando di immaginare scenari possibili. Questi momenti sono pericolosi per me, che sono una che pensa sempre troppo e che rischia di infognarsi in ragionamenti complessi prima ancora che ce ne sia realmente il bisogno.

Forse per sfogarmi, forse – come sempre – per ottimizzare, forse per darmi delle risposte sulle mie capacità organizzative e gestionali, sto continuando a cucinare ma sto fotografando e scrivendo meno. Più che su quella “digitale” sono concentrata sulla vita “reale”, quella a cui si torna sempre e comunque, a prescindere.

Oltre a cucinare però sto facendo un’altra cosa: congelo. Sto congelando la qualunque, un po’ per testare il mio freezer e un po’ per vedere se riesco a darmi una calmata invece che arrivare sempre all’ora di pranzo e di cena con il fiato corto. Il problema è che come sempre non ho mezze misure, mi faccio prendere la mano e con la scusa del “se è già pronto poi mi risparmio di cucinare un’altra volta” mi sono messa ai fornelli per delle ore. Il mio congelatore grida vendetta, i cassetti si chiudono a fatica e lo sento implorarmi di alleggerirlo almeno un po’.

Sulla scia di questa mania e presa dal panico con la volontà di non perdermi neanche un soffio di quest’estate che sta volando via, nelle ultime settimane ho sfornato senza sosta muffin alle pesche, preparando versioni con farine e latte diversi. Scambiando i fattori, per fortuna, il risultato non cambia: questi muffin si preparano in pochissimo tempo e sono incredibilmente soffici, umidi all’interno, con una pasta sottile. Ma quel che conta – ovviamente – è che vanno in freezer senza alcun problema: io ne tolgo dal congelatore due la sera e la mattina li trovo pronti e fragranti per la colazione, e se proprio mi voglio viziare li intiepidisco a fiamma bassissima o in forno. Una delizia a cui non riesco più a rinunciare!

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Gelato vegan al cacao con prugne caramellate 

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La prima volta che ho provato a fare questo “gelato” non riuscivo a credere al risultato: cremoso, morbido, avvolgente e soprattutto senza latticini, senza uova e senza zuccheri aggiunti. E’ stato una bella scoperta, me la sono rigiocata un po’ di volte e poi pigramente ho smesso di mettere le banane in freezer e ho continuato  a mangiarle a colazione, con lo yogurt. Poi è capitato di nuovo: le banane del mio cestino hanno cominciato a scurirsi, sarà il caldo non lo so, però ho capito che non sarei riuscita a mangiarle tutte prima della loro autodistruzione. Ma quando ho chiesto al consorte: “se faccio un banana bread lo mangi?” mi ha guardato con il sopracciglio alzato e la testa di lato mugugnando “mmmmh”.

Così, visto che gli sprechi non mi vanno giù, ho deciso di rimettere quelle banane in congelatore e di aspettare che tornasse caldo davvero (per la cronaca: è tornato). Avevo pure delle prugne nel cestino e così mi sono viziata con una versione golosa del classico gelato vegan, un po’ cioccolatosa ovviamente.

Che dire…per le emergenze, per la carenza d’affetto, per quei giorni in cui “avrei voglia di qualcosa di buono” e Ambrogio non c’è, la soluzione definitiva è questa.

Ah, lo so che siete tutti in vacanza quindi…buone vacanze!

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Crema vegan con cioccolato e anacardi

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Si fa caldo, non avete voglia di cucinare, non avete voglia di fare niente, lo so. Avete voglia solo di cose fresche e light (ahahaha, certo, come no) che si preparino in poco tempo senza accendere forno e fornelli. La verità è che vorreste (o forse io vorrei?) uscire a fare colazione al bar, pranzare al chiosco della spiaggia e cenare in un ristorantino carino. Zero sbattimento, massimo godimento.

Io non sono al mare e non me lo posso permettere ma voi…siete proprio sicuri sicuri di non voler fare nulla?

Ecco che arrivo io a darvi un’ottima ragione per cambiare idea, un’ottima ragione che si chiama crema vegan al cioccolato e anacardi che potrebbe finire ancora prima di essere messa in vasetto. Insomma se siete ancora ancora fra i pazzi che comprano la crema spalmabile al super è ora di cambiare registro, che per fare qualcosa di altrettanto goloso da sé non ci vuole molto. E poi il fatto di doverla fare a casa vi eviterà di averne sempre quintali a disposizione, in attesa del cucchiaino, e la vostra salute vi ringrazierà.

Preparatene poca per volta perché si conserverà solo per qualche giorno, direi per stare tranquilli un settimana al massimo, in frigorifero all’interno di un contenitore a chiusura ermetica. Sempre posto che non sia finita prima, molto prima di finire in quel contenitore. Si perché vi avverto, il massimo della goduria è mangiarla appena fatta o a temperatura ambiente, quando è cremosa e avvolgente (nello scatto sopra la crema appena fatta). Ma – c’è sempre un ma – in questa stagione e con queste temperature vi proibisco di conservarla fuori dal frigorifero, rischiate di doverla buttare e io odio gli sprechi, soprattutto questi! Piuttosto mettetela in piccoli contenitori e mano a mano che la mangiate tiratene fuori uno dal frigorifero una mezz’ora prima di consumarla in modo che torni morbida. Poi vi dirò, non è che fredda e densa sia poi così male (nelle foto di seguito)…

Avete una busta di anacardi, del cioccolato, cacao, olio e qualcosa per dolcificare?

Pronti, partenza, via!

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Ghiaccioli alle pesche con avocado e lime

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Ragazzi, fa caldo. Si io sono una delle pazze che ancora accendono il forno di tanto in tanto ma mica sempre, non sono ancora da internare. C’è voglia di frutta, verdura, frullati, gelati (si anche di brioches, torte, lasagne, qui c’è voglia di tutto sempre ma siamo un caso disperato). E allora un giorno, mentre preparavo un guacamole – di cui siamo pazzi, letteralmente – ho deciso di mettere in pratica un’idea che mi ronzava per la testa da un po’. Volevo provare a fare i ghiaccioli ma senza usare lo zucchero e farci lo sciroppo, volevo provare a usare l’agave. Vuoi mettere la velocità? Ero preoccupata però che i miei ghiaccioli ghiacciassero – ma dai? – e quindi diventassero duri e pieni di cristalli senza l’aiuto dello sciroppo. Così ho pensato di usare l’avocado, che a casa non manca mai, per aiutarmi con la consistenza. Ho unito delle pesche, succo di lime e menta. Ho frullato tutto e dolcificato a piacere. Ragazzi non ci crederete mai, è troppo facile e veloce per essere vero.

Quando dopo 2-3 ore ho tirato fuori i ghiaccioli dal freezer ero pronta a trovare un blocco di ghiaccio e invece….tadaaaaaan! nel giro di qualche minuto i ghiaccioli erano tornati cremosi. E anche quando ho mangiato il secondo – e il terzo e il quarto – la consistenza era rimasta la stessa, si tratta solo di dare loro qualche minuto di tempo per prendere la temperatura esterna. Ma siccome non mi bastava, e siccome non sono golosa per niente – chi, io? – c’ho voluto fare una gabbia di cioccolato fondente intorno. Ovviamente potete anche lasciarli semplici senza cioccolato ma sapete com’è, mi è venuta così, tanto perché non ci piace viziarci.

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Mousse  di avocado al cacao e ciliegie

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A volte ci si deve ingegnare. Capita che un compleanno arrivi così, fra capo e collo, in una settimana densa di impegni lavorativi con temperature ben al di sopra della media che ti impediscono di accendere il forno per salvaguardare la tua vita e quella di chi vive con te (che poi è pure il festeggiato).

Così quel compleanno si avvicina più velocemente del previsto, tu sei in trasferta un giorno si e l’altro pure, non c’è tempo per fare la spesa, non c’è tempo per cucinare. La tua “to do” list è sempre più lunga e per quanto tu t’impegni non riesci mai a spuntare tutte le voci che la compongono. E poi, ogni volta che pensi di alzarti un secondo dalla scrivania – posto che tu riesca a starci una mezza giornata seduta alla scrivania – per andare ad aprire il frigorifero cercando di farti venire un’idea, suona il telefono.

E finisce così, con il giorno X che arriva e tu con te che ti ritrovi…dadadadan…senza dolce. Ma chi mi conosce lo sa che per me UN COMPLEANNO NON PUÒ ESISTERE SENZA UN DOLCE. Che compleanno sarebbe? Non scherziamo. E io sono pronta a tutto, anche a costo di dover mettere una candelina su una fetta di pane e marmellata.

E invece poi, mentre con il fiato corto e l’aria condizionata a palla accendo il gas e scaldo l’acqua per gli gnocchi – desiderio espresso dal festeggiato per il pranzo di compleanno –, butto l’occhio nel cesto della frutta ormai deserto e mi si accende una lampadina: l’avocado. Da lì in poi c’è solo l’immagine di me che mescolo ingredienti, trito, frullo, peso e prendo appunti sul mio quaderno facendo tutto a velocità supersonica. E quando il festeggiato apre la porta di casa sfodero il mio sorriso migliore e fingo di avere tutto sotto controllo: la mousse è in frigorifero, gli attrezzi in lavastoviglie e per le ciliegie sul fuoco…qualcosa m’invento.

L’importante è che nessun compleanno resti senza il suo dolce.

PS: Oggi è il mio turno, buon compleanno a me! Ragazzi non scherziamo, il mio dolce dov’è?!?

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