Dolci

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Cake cremosa di zucca e nocciole

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Come spesso capita nella mia cucina, quando ho infornato questo dolce non sapevo quale sarebbe stato il risultato. Ero reduce da un esperimento poco riuscito, una torta alla zucca buona ma decisamente poco dolce e con una consistenza simile alla pinza veneta che non sono sicura avrebbe convinto tutti. Io amo la pinza, le torte di pane e tutti quei dolci un po’ “gnucchi” che forse mi riportano alle mie origini, i dolci del recupero, i dolci tradizionali delle feste. E infatti quella torta me la sono mangiata. Ma visto che non cucino per me stessa ma anche per voi, o per lo meno quello che condivido sul blog sono ricette testate, riuscite e approvate anche dagli onnivori di casa, mi sono rimessa ai fornelli. Zucca e nocciole, un’accoppiata vincente. Il profumo che arrivava dal forno mentre il dolce era in cottura era irresistibile. Quando ho sfornato ho scoperto di aver dato vita a un dolce cremoso, un golosissimo compromesso fra una torta e un dolce al cucchiaio, un po’ soufflé e un po’ budino di pane. Si potrebbe forse dire moelleux per fare un po’ i fighi? Mah. Doveva davvero venire così? Non lo scopriremo mai.

Come ben potete vedere non so spiegarvelo meglio di così ma dalle foto potreste riuscire a intuire la consistenza. Il succo è: era buono, mamma se l’è spazzolato in un attimo. Io l’ho preparato nello stampo da plum come vedete in foto ma anche nelle monoporzioni, che sinceramente vi consiglio. Perché io questo dolce più che affettarlo lo mangerei con il cucchiaino, aggiungendo magari al centro dello yogurt alla vaniglia o, perché no, una pallina di gelato.

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Muffin morbidi cocco e lime

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La mia passione per i muffin, siano essi tradizionali o vegan, ha radici molto lontane. Li amo innanzitutto per un motivo: sono facilissimi e veloci da fare. Ma ci sono molto altri motivi, ad esempio il fatto che sono super versatili e si prestano a molte variazioni. Amo la loro consistenza soffice e umida (potrei citare a memoria una battuta di New Girl sui dolci “umidi” ma non lo farò, chi segue la serie la ricorderà di certo) e trovo che il fatto di avere delle monoporzioni sia comodissimo.

Io, ad esempio, che inspiegabilmente mi sono scelta un convivente che prende solo un caffè al volo a colazione ignorando le montagne di dolci che sforno nel tentativo di dimostrargli il mio amore e insegnargli a prendersi cura di sé, di solito ne congelo almeno la metà visto che a colazione – per motivi di salute e per piacere – preferisco alternare cose diverse (come vi raccontavo nel post sulla granola). Quando ho voglia di un muffin lo tolgo dal congelatore la sera e la mattina lo trovo pronto in tavola ad aspettarmi, se poi proprio mi voglio viziare lo intiepidisco appena e via che la giornata prende una piega migliore. Altro motivo (ma ne servono altri?) per cui amo preparare i muffin è che posso farne una dose ridotta, non sono obbligata a riempire uno stampo come per le torte e visto che di solito faccio piccole quantità di dolci per i motivi di cui sopra e per evitare di cominciare a rotolare, questo è fondamentale.

Terminata l’ode a questi dolcini passiamo alla ricetta: muffin morbidi e molto molto umidi al cocco e lime, con un profumo e un sapore un po’ esotici, perfetti per sognare paradisi caraibici mentre fuori le giornate si fanno sempre più grigie, fredde e tristarelle.

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Granola con cereali, frutta secca e cioccolato

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Ok ragazzi, se per caso qualcuno mai si fosse chiesto (non credo ma, sai mai?) cosa c’è nella mia dispensa per la colazione la risposta è QUESTA GRANOLA VEGAN. Me ne sono innamorata e non sono più riuscita a smettere di farla. L’ho addirittura portata in vacanza con me – in viaggio non è sempre facilissimo trovare prodotti e alternative “senza” che mi consentano di colazionare senza preoccupazioni – e chiusa in un sacchettino ermetico mi ha salvata per 15 gg restando perfetta.

Allora, non  vi aspettate la granola super crunchy che si compra, quella con lo sciroppo di zucchero che poi cristallizza e diventa croccantissima, no. Non voglio intristirvi ma questa rimane più morbida per un’ottima ragione, cioè perché non ha zucchero, per l’appunto. Ma è molto golosa e se le date fiducia sono certa che non vi deluderà. Sono qui che fremo per la voglia di provare a prepararne altre mille versioni ma sono talmente affezionata a questa che non riesco a concentrarmi su altro.

Io sono una vera addicted della colazione, sono una di quelle che fa colazione anche alle 4 di mattina. E’ sempre andata così, per la mia famiglia è sempre stato un momento fondamentale della giornata e quasi un rituale quello in cui ci si sedeva tutti intorno al tavolo con una tazza di caffè o di tè e gli occhi stropicciati. Non sono una che si sveglia sempre di ottimo umore ma una colazione fatta come si deve mi aiuta a partire con il piede giusto e di solito le alternative sono: muffin o torta fatta in casa, yogurt o latte vegetale con i cereali o la granola, pane con ricotta e marmellata oppure, ovviamente, le mie brioches vegan. Non manca mai un frutto, della frutta secca e/o i semi, la frutta essiccata. Spesso avendo lo stomaco delicato preferisco prepararmi un tè verde o bianco a colazione e piuttosto concedermi un caffè a metà mattina, d’inverno mi preparo un spremuta.

Ma torniamo a noi. Le dosi le ho sempre fatte a occhio con l’aiuto di una tazza, giusto per mantenere le proporzioni, e a dire il vero è anche capitato che mettessi i cereali che avevo al posto di quelli previsti. Ma questa, questa signori è l’originale. E allora se anche voi siete degli appassionati della colazione e avete voglia di sperimentare provate la granola, è davvero facilissima da fare!

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Vasetti alle pere con crema di ricotta al limone e melagrana

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Con i dolci sono un disastro, sono una golosa cronica da sempre. Per fortuna sono tutti vegetariani! (almeno quelli che magno io). Leggendarie le immagini di me che mangio i biscotti sul divano, di me che prendo un biscotto prima di andare a letto giustificandomi dicendo che “è il biscotto della buonanotte”, di me con in mano il leccapentola prima di metterlo in lavastoviglie, di me con le mie ‘porzioni’ di cioccolata…

Diciamo che quando la voglia di dolce arriva e decido di assecondarla riesco a creare qualcosa anche con il frigorifero e la dispensa vuoti. C’è stato un tempo in cui tutte le sere, dopo cena, c’era un dolcino improvvisato nella mia vita. Nel tempo però il mio concetto di dolce si è un po’ evoluto, nel senso che oggi mi rendo conto di amare i dessert non troppo dolci e non troppo pesanti, soprattutto quando si parla dell’alimentazione di tutti i giorni. Badate bene, io non sono certo una di quelle che dicono di no a una frittella allo zabaione, a una fetta di panettone con la crema, a un pezzetto di cassata o a una porzione di tiramisù della nonna. No, garantito. Se cercate una compagna di gozzovigli citofonate da me.

Però mica tutti i giorni posso spararmi sta roba, giusto? Non va bene per la salute, non va bene in generale. Di solito infatti per essere felice io mi godo la colazione, il pasto che preferisco, con somma gioia.

Poi però se capita che quel certo languorino non ti lasci stare, che si fa? Le vecchie abitudini sono dure a morire e io con i cereali per la colazione, la frutta e un po’ di ricotta qualcosa di goloso e moderatamente sano lo riesco a fare di sicuro…

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Le mie brioches vegan

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Fra tutte le ricette vegetariane e vegan che ho postato e mostrato sui social durante il “making of” una di quelle che ha riscosso maggior successo è di certo quella delle brioches vegan.

Così oggi, in questa giornata che precede quella della presentazione del mio libro al Food&Book Festival (venerdì 23 ottobre alle 17.00 a Montecatini, vi aspetto!), in questa giornata in cui penso a come raccontare il mio “Diario di una vegetariana” e insieme cerco di respirare profondamente e di pensare ad altro, voglio darvi proprio questa ricetta.

L’appeal delle brioches è forte, lo capisco, è forte anche per me. Non lo so che cosa le renda così irresistibili per voi, per me di certo molto è legato al fatto che da sempre la colazione al bar o in pasticceria – quindi con le brioches – è sempre stato un evento speciale. Fin da piccola ho imparato quanto fosse importante fare colazione e mi sono appassionata a questo pasto ma per abitudine noi colazionavamo (si dai, passatemelo) quasi sempre a casa. Si faceva colazione fuori principalmente in due casi: per tirarsi su dopo qualcosa di poco piacevole (ad esempio gli esami del sangue, cose così) oppure quando si partiva presto da casa e ci si fermava lungo la strada (ad esempio per andare al mare). Quest’abitudine è rimasta tale anche quando sono cresciuta e così, regalarmi una colazione fuori, per me è davvero come farmi una coccola.

Oggi purtroppo la colazione fuori è sempre più rara per me che non posso mangiare molto grano, non sono molti i posti dove riesco a trovare qualche alternativa di farro, kamut, avena o altri cereali.

Ed eccoci al dunque: la ricetta che trovate qui oggi è per una pasta brioche, non per una sfoglia che io non avrei mai il tempo e la pazienza di stare a ripiegare (soprattutto la pazienza). Senza contare il tema del burro: la sfoglia è buona, buonissima – va bene non dico niente – però l’avete mai mangiato un croissant a Parigi? Un tripudio di burro – che è sempre meglio di quelle misture di grassi ci mettono in tanti altri posti – e una pesantezza che ti accompagna fino alla cena, insomma qualcosa da concedersi una tantum. E poi diciamocelo: la sfoglia l’ho sempre guardata con ammirazione e l’idea di prepararla mi ha sempre creato ansia da prestazione. Allora ecco, se proprio ho voglia di un croissant di sfoglia “vero” allora lo mangio in pasticceria. O a Parigi. Andiamo?!

Altro tema: le farine. Per mie esigenze personali ho scelto di testare un impasto di kamut e farro integrale, senza grano e quindi anche senza farina manitoba, che sarebbe invece ottima per i lievitati. Non ci sono dubbi sul fatto che questo tipo di impasto risulti più pesante e meno facile da lavorare e dunque se siete più tradizionalisti/non avete limiti nella dieta/non amate gli impasti integrali/siete preoccupati che l’impasto non lieviti eccetera eccetera potete sostituire le farine con farina 0 e farina manitoba (io sono partita nelle sperimentazioni modificando una ricetta di Simone Salvini e la sua era proprio così, 300 farina 0 e 325 manitoba quindi non avrete problemi, anzi).

Che altro dire? Ah ovviamente questo impasto essendo vegan non ha uova o burro, dunque non aspettatevi un risultato identico  a quello che potreste ottenere usando uova e burro, non accadrà mai.

Detto questo, cosa dovete aspettarvi?

1) Una ricetta facile che non richiede troppo sbattimento perché sapete che tutto quello che posto è quello che cucino regolarmente a casa mia e qui il tempo (e anche la pazienza) scarseggiano sempre.

2) Una pasta soffice (ma non sfogliata) che diventerà leggermente croccante all’esterno in cottura (o quando riscalderete le brioches, che si possono tranquillamente surgelare dopo la cottura)

3) Un sapore delicato ma pur sempre “integrale”, quindi un po’ rustico

4) Una grande soddisfazione per essere riusciti a fare le brioches con le vostre mani

5) una grande gioia nel vedere la vostra famiglia/amici/parenti fare colazione con le vostre brioches

Bene, ho messo le mani avanti perché non voglio che vi creiate aspettative diverse da quelle reali, deludervi sulle brioche è qualcosa che non potrei sopportare! E adesso via, mani in pasta, aspetto le foto delle vostre colazioni 🙂

Ps: domani pensatemi forte!

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