Insalate

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Millefoglie di barbabietola e melone bianco alle nocciole

Un giorno c’è il sole, un giorno piove. Un giorno ho la tshirt e le gambe nude, l’altro la felpa e i calzettoni. Non ho ancora capito bene bene bene cosa stia succedendo, ma non ho nessuna voglia di affrontare il cambio degli armadi. E, pare, faccio fatica anche con il cambio di stagione in cucina. Sono divisa fra zuppe e insalatine, ho voglia di lasagne ma cerco di alleggerirle che ancora non fa freddo, uso ciò che resta delle erbe aromatiche sul balcone ma invece di pomodori e melanzane ci condisco zucca e broccoli.

Io per un autunno che ricorda tanto l’estate che non c’è stata ci metterei la firma. Ci metterei un attimo a rinunciare a sciarpone di lana e piedi congelati.

E allora non vi stupite se non capite più niente delle mie ricette in questi giorni, non ci capisco più molto neanch’io. Mi sono fatta prendere la mano e improvviso cose ogni volta che ne ho l’occasione, non sempre con buoni risultati – ma si sa, così è la vita mia.

E infatti ho finalmente trovato le barbabietole fresche – roba che ormai non so più neanche in che stagione sia di stagione – e per tre giorni non ho mangiato altro. Mi sono fatta un tuffo nel mondo dei figli dei fiori, a me tanto caro, e ho affettato barbabietole a strisce fuxia e bianche come se non ci fosse domani, pensando alle magliette psichedeliche di Woodstock, quelle che tutte le ragazze, prima o poi, hanno voluto provare a fare stingendo la loro canotta preferita con la candeggina, e giù lacrime quando hanno visto il risultato.

A un certo punto con ste fette di barbabietola c’ho fatto una specie di millefoglie – diciamo così – con il melone bianco – altra cosa mai comprata in vita -, le nocciole e il latte di cocco. Un antipastino vegan fresco e leggero per i giorni che restano da trascorrere in canotta e gambe nude. La barbabietola è scrocchiarella, il melone fondente, le nocciole croccanti. La ricetta è su CosebelleMag.

Insalatina al tè bianco e lime

Scrivo questo post oggi, sofferente, con le cervicali infiammate e il collo bloccato da un dolore bruciante. Sono una che, spesso, paga le conseguenze della tensione e dello stress prima, durante, e dopo l’evento scatenante. Insomma, per gradire, cerco di stare male un po’ sempre, per essere sicura (genio).

Se dovessi dar retta all’umore e all’istinto, oggi pubblicherei una ricetta di biscotti. Perché sono sempre loro, i biscotti, i miei migliori amici quando sono stanca, triste, nervosa. Penso a quelli con le gocce – ma già lo sapete – magari da affondare in una bella crema alle nocciole. Cosine poco impegnative insomma, vera manna per l’anima (si ormai l’avete capito che quelle dicerie sui vegetariani che mangiano solo cose tristi e scondite sono tutte balle).

Invece oggi mi attengo alla scaletta e vi propongo una ricetta leggera e fresca che ho pensato per IlCucchiaio.it è lì che troverete ingredienti e passaggi – un’insalata di frutta e verdura profumata con tè bianco e lime.

Quando sono andata in cucina e ho cominciato a frugare nel frigo, alle mie spalle una voce mi ha detto “Cosa vuoi fare? C’è il frigo vuoto”. Ma io avevo già in mente cosa preparare, era un’altra delle mie “ispirazioni”.

Quest’insalata, vegan e senza glutine*, croccante e delicata, sul finale è caratterizzata dall’aroma del tè bianco. L’avete mai assaggiato il “tè dell’imperatore”? Da incallita bevitrice – di acqua, tè e tisane, badate bene – dopo aver consumato litri di tè verde, sono riuscita e recuperare anche il bianco e mi ci sono subito appassionata. E’ un tè pregiato, più delicato e meno erbaceo del verde nel sapore, ma come il fratello ha tantissime proprietà: contiene antiossidanti, è un energizzante,  stimola il metabolismo e il sistema immunitario, è antibatterico blablabla. Insomma se avete l’occasione di assaggiarlo, fatelo. E poi se ve n’avanza, conditeci un’insalatina!

PS: ottima come antipasto e come contorno, nei giorni più neri quest’insalata può diventare un piatto unico. Sarà sufficiente abbinarla a biscotti con le gocce e crema alle nocciole 😉 scherzo eh!

*Come sempre raccomando a tutti coloro che soffrono di allergie o intolleranze alimentari di controllare con attenzione le etichette di tutti gli ingredienti utilizzati nelle preparazioni per verificare che siano adatti alla loro dieta e non contengano tracce di glutine o altri allergeni.

Taste&More n.10, è arrivato settembre

Eccoci qua, settembre è arrivato e il primo appuntamento importante del mese è proprio questo: oggi esce il nuovo numero di Taste&More, quello con le ricette che guardano nostalgiche all’estate che non c’è stata e che allungano una mano verso l’autunno, senza avere il coraggio di afferrarlo.

Settembre è stato per molti anni, per me, il mese delle vacanze. Ho fissato il calendario mentre tutti partivano per le vacanze, segnando con una croce ogni giorno che mi separava dal mio amato settembre. Amo settembre perché è un mese di transizione, è un mese in cui puoi vestirti come vuoi, in cui sei ancora abbronzata e ti basta un po’ di mascara per sentirti a posto. Prego ogni anno settembre di durare un po’ di più, gli chiedo di tenermi lontana dal freddo e dalla pioggia che sento arrivare in lontananza, di lasciarmi mettere le mie Converse ancora per qualche giorno.

Quest’anno il mio settembre è molto diverso, non parto e mi sembra come se l’estate non fosse mai arrivata, come se questi mesi si fossero moltiplicati all’infinito senza darmi tregua, senza lasciarmi scaldare le ossa al sole, senza farmi fare indigestione d’anguria. Non sono luoghi comuni, è la realtà: non ho mai portato così poco i miei sandali, non ho mai messo così poco i miei vestiti leggeri, non ho mai acceso così spesso il forno e non ho mai avuto così tanta voglia di cioccolato, d’estate. E poi non ho mai avuto così tanti esperimenti fallimentari in cucina, uno in fila all’altro, e non ho mai perso tante ore con la macchina fotografica al collo, in cerca della luce giusta, quella luce unica che rende ogni foto più bella, d’estate.

Continuo ad amare settembre, ma non sono pronta per i buoni propositi, credo che per quelli aspetterò ancora qualche mese.

Ma sono pronta per sfogliare insieme a voi questo numero della mia rivista preferita, perché so che quelle pagine piene di colori, di profumi e di idee meravigliose sapranno mettermi di buonumore e mi faranno venire voglia di correre a spignattare. Se poco poco riescono a fare quest’effetto anche a voi, io sono contenta. Nonostante sia (questo) settembre.


Bando alle ciance, per questo numero ho preparato le polpette di pane al sugo, la versione vegetariana di un vero classico. Io ho usato pane e farina di kamut in questo caso, e poi le ho immerse nella salsa di pomodoro con olive taggiasche e basilico fresco. E’ di questo che parlavo, una ricetta adatta tutto l’anno si sposa con un condimento che profuma d’estate, meglio ancora se la salsa l’avete preparata voi con i pomodori dell’orto 🙂

L’altra ricetta è un’insalata di ceci con piattoni, patate e peperoni servita con porri croccanti e condita con un olio aromatico fatto in casa. L’ho voluta tiepida, perché c’abbiamo ancora voglia d’insalata ma non c’è più il sole di luglio a scaldarci…una ricetta vegan semplice e completa, perfetta anche per rendere meno traumatico il rientro al lavoro 🙂

Siete pronti a scoprire con me queste ricette e tutte le altre?

Insalata con crocchette quinoa e amaranto

D’estate – sì, insomma, quando l’estate decide a farsi viva, magari prima di ottobre – mi piace prepararmi delle ciotolone di insalata. La mia base è quasi sempre insalata mista o songino, rucola, barbabietola o pomodoro (sometimes), quando ce l’ho avocado. Poi ci aggiungo una parte più o meno proteica e più o meno sostanziosa in base alle circostanze e alla disponibilità (leggi: quello che c’è in frigo). Se c’ho un po’ di tempo ci metto addirittura dentro delle crocchette, crepi l’avarizia. Con i legumi, con i semi, con i cereali. O con gli pseudo-cereali.

Io non sono un palato esperto, dunque per ora l’amaranto non lo riesco a mangiare nature e lo uso solo in queste preparazioni (oppure soffiato che è buonissimo, solo che io non lo so soffiare a casa, c’ho già provato e ho carbonizzato tutto quindi lo compro fatto, meglio direi). Lo dico perché alcuni grandi Chef usano l’amaranto per i loro piatti stellati in purezza, esaltandone la consistenza viscida che invece io non riesco proprio ad affrontare. Perdonatemi se non sono avanti abbastanza, ci sto lavorando (se se se).

L’amaranto l’ho unito alla quinoa, a del peperone rosso e al mio amato garam masala, ho fatto delle piccole crocchette con l’aiuto dei cucchiaini e le ho cotte in padella. Ok sì, il composto è piuttosto morbido, dunque quelle che dovrebbero essere delle sfere sono in realtà dei poliedri (l’ho cercato online) a mille mila facce. Ma in cucina, mi hanno detto, è bene fare di necessità virtù e a me, tutto sommato, così un po’ imperfette piacciono. Imperfette mi somigliano pure 🙂

Ah, la ricetta è vegan e glutenfree*.

*come sempre in caso di intolleranze-allergie alimentari vi raccomando di verificare, leggendo con attenzione sulle confezioni, che tutti gli ingredienti utilizzati per la preparazione siano privi di glutine o di tracce degli allergeni che vi creano problemi.

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Farro e miglio nel barattolo con pomodori secchi, zucchine in carpione leggero e semi di girasole

Quando mi hanno proposto di preparare un’insalata in barattolo ho subito pensato ai cereali. Quando devi prepararti qualcosa in anticipo da portarti in giro per la pausa pranzo hai bisogno di un pasto leggero e nutriente composto da ingredienti che non patiscano il viaggio e la chiusura ermetica 🙂

E siccome io sono una pratica, ho cercato di realizzare una ricetta che non avesse bisogno di condimenti aggiuntivi dell’ultimo minuto in modo da non doversi portare dietro anche olio aceto eccetera eccetera.

Così ho unito i cereali profumati con basilico, coriandolo e zenzero alle zucchine passate in forno (potete grigliarle se vi è più comodo) e insaporite con una specie di carpione leggero, senza aglio o cipolla (che poi se andate in riunione non potete stendere i colleghi). Entrambe le preparazioni acquistano sapore riposando – che sia dentro o fuori dal barattolo – quindi potete anche prepararle il giorno prima senza pensieri.

La mattina, o prima di partire, chiudete tutto dentro il barattolo e se volete farvi una coccola in più metteteci anche un nastrino o dello spago e un biglietto con scritto cosa contiene..così potrete portare un barattolo anche al/alla collega del cuore! Oppure potete preparare dei barattolini monoporzione per un aperitivo o una cena fra amici 🙂

La ricetta è su IlCucchiaio.it

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