Piatti etnici ed esotici

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Riso basmati al coriandolo e tè con tofu al cocco e carote

Sono una ragazza che si fa prendere la mano. In cucina intendo. Sono una che deve organizzare, ottimizzare, incastrare mille cose in una giornata. Sono sempre stata così, mi piacciono le regole – anche per infrangerle ogni tanto -, mi piace avere un metodo.

Avendo preso un impegno con voi e non essendo questa la mia principale occupazione, ci sono giornate – domeniche di solito – in cui mi trovo con una lista di ricette da preparare, mi prefiggo un obiettivo e cerco di spuntarne il più possibile. Non è sempre facile: serve avere tutto quello che serve in frigo, essere organizzati, avere la Reflex carica, una bella giornata per le foto, i set pronti.

Io poi, proprio perché mi piacciono le regole ma poi devo sgarrare, mi trovo sempre con qualcosa che “avanza” e quindi aggiungo ricette in corsa per utilizzare tutto. Con il tempo ho capito che questa tecnica non funziona benissimo, di solito in giornate così una ricetta fiasco è assicurata. Ma io non riesco a fare diversamente.

Questa ricetta vegan, ad esempio, è nata – sotto una buona stella a quanto pare – in una di quelle domeniche con un po’ di tofu di troppo, una lattina di latte di cocco aperta e un po’ di fantasia. E’ una ricetta semplice che potete preparare in poco tempo e servire come piatto unico anche se, a mio parere, tenere le preparazioni separate e lasciare che siano i commensali a unirle è la soluzione migliore.

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Una vegetariana in cucina goes to Mexico_2

Vi ho raccontato di quello che sto assaggiando e mangiando in questi giorni, dei sapori che ho imparato a conoscere e ad accostare, dei piatti che ho apprezzato di più fino ad ora. Non è tutto, ovviamente, non riuscirò mai a raccontarvi tutto.

Oltre a quello che si mangia, però, c’è anche quello che si beve. Acqua, birra e bibite varie non mancano, ovviamente, ma io vi voglio raccontare di quello che sto bevendo io. Qui tendenzialmente le bevande sono zuccherate, ma non sempre. In questo momento va molto la stevia che qui si trova sia raffinata che in foglie essiccate. Quasi tutto però – parlo di succhi, spremute, smoothies, aguas (bevande a base di acqua e frutta o infusi) e liquados (a base di latte vaccino o vegetale) – si può avere al naturale, senza zuccheri. Basta chiedere 🙂

Fra le cose che ho bevuto in questi giorni e che mi sono piaciute ci sono:

– Limonada: acqua e lime, con o senza scorza, naturale o frizzante, addizionata a piacere con semi di chia, dissetante e fresca. A piacere si può avere anche nella versione con succo d’arancia in stagione (naranjada)

– Tè Chai : un tè nero speziato originario dell’India che qui si può avere anche al latte. Ha un sapore intenso, l’aroma prevalente è quello del cardamomo ma spesso è preparato con zenzero, cannella, anice, chiodi di garofano. Esiste anche la versione verde, il green chai, molto dissetante.

–  Smoothie all’acqua con frutta fresca: il mio preferito è di mango, preparato con frutta fresca frullata con ghiaccio, cremoso e dissetante, perfetto anche come merenda leggera.

– Jamaica: come il karkadè, si prepara con acqua e fiori di ibisco. Leggermente aspra sul finale è molto gradevole e dissetante.

– Chaya: la chaya – anche detta “l’albero degli spinaci messicano” – è considerata un superfood Maya, con tantissime proprietà come il miglioramento della circolazione e della digestione, l’abbassamento del colesterolo, l’aumento della memoria e delle funzioni del cervello (!) Le sue foglie si usano cotte – crude possono essere tossiche – in alcune ricette tradizionali e il succo viene unito a ananas, limone e menta in una bibita verde fresca e molto diffusa.

Menzione speciale per due dolci più o meno locali che ho assaggiato qui: i churros – tipicamente spagnoli ma diventati tradizionali anche in Messico – ovvero una pastella fritta a bastoncini e servita con crema, cioccolato o zucchero e cannella e le marquesitas che ricordano le crepes ma si fanno con una pastella di soli albumi, croccanti e leggerissime, dolci o salate.

Tortillas con fagioli, crema d’avocado e pensieri

Ho trovato delle piade di mais e farro integrale all’olio extravergine d’oliva e, ovviamente, le ho comprate. Si ok non sono tortillas vere, quelle che si trovano qui spesso hanno il grano e quindi non fanno per me, ma la mente è subito corsa ai miei giorni felici trascorsi a San Diego con tanti ragazzi meravigliosi, ospite di una bella famiglia di ballerini e fotografi (!), a mangiare pizze improbabili con il cornicione ripieno e a prepararsi per il ballo della scuola. Quante emozioni, quanti ricordi bellissimi. La mia mente è corsa indietro…e poi in avanti.

E così un giorno, per un pranzo veloce, ho voluto improvvisare delle simil tortillas con fagioli piccanti, guacamole e formaggio. Una contaminazione ovviamente, non certo una ricetta della tradizione messicana, una “ricetta” furba e veloce per sentirsi appagati con un piatto semplice ma sostanzioso. Perché a volte va bene anche questo, vanno bene anche dei piatti meno studiati, meno bilanciati, ma che ti coccolano un po’. E io mentre addentavo la mia piada in stile tortillas seduta a una tavola piena di colori, con la mente divisa fra il passato e il futuro, mi sono sentita decisamente coccolata.

PS: quella in foto è la prima che ho farcito, mi ero limitata con il ripieno. Nella seconda, ho abbondato. Era anche più bella, ma era troppo buona per smettere di mangiarla e fare altre foto, perdonatemi 😉

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Zuppa con verdure e tofu al latte di cocco

Tempo fa vi avevo parlato della mia diffidenza verso alcuni piatti orientali, della fatica che avevo fatto ad apprezzare spaghetti di riso, di soia, soba noodles & co. La cosa assurda – o forse no – è che mi piacciono di più quando li facciamo a casa, dosando i condimenti, scegliendo le verdure, modulando le cotture, piuttosto che quando li mangio al ristorante. Eppure il ristorante dovrebbe saperne più di noi, anzi, sono sicura che ne sa.

C’è da dire che io sono sempre stata attratta dai sapori e dai profumi lontani, mi piace assaggiare, scoprire piatti e trazioni diverse dalla mia e lasciarmi ispirare. Forse però non sono pronta per i piatti della tradizione e devo mediare, alleggerire, modificare. Forse per questo gli spaghetti di soia del ristorante non mi hanno mai conquistata fino in fondo.

L’idea per questa zuppa è nata in macchina chiacchierando con l’esperto in materia (non di zuppa ma di roba orientaleggiante) e si è concretizzata in una domenica mattina con il frigo mezzo vuoto, mentre fissavo il barattolo del latte di cocco, mio salvatore. Ho voluto metterci anche zenzero, peperoncino, lime. Un’associazione di ingredienti che mi è venuta istintivamente pensando al risultato che avevo in testa ma che non avevo mai assaggiato realmente, visto che l’unica zuppa vagamente simile l’avevo mangiata in un bel ristorantino thai e aveva così tanto zenzero da non riuscire a mandarla giù, sapeva di detersivo. Ho voluto mangiarne qualche cucchiaiata solo nella speranza che lavasse bene il mio stomaco, immaginavo tanta schiuma lì dentro e qualcuno che strofinava con vigore le pareti come faccio io quando pulisco il lavandino e faccio una, due, tre passate, perché non mi pare mai abbastanza. “Perché continui a mangiarla se non ti piace?” “Voglio uno stomaco lucente”.

Non so cos’abbia fatto al mio stomaco quella zuppa ma credo avesse delle potenzialità, così ho usato i ricordi buoni per lasciarmi ispirare.

Il risultato è un piatto vegan, una zuppa piuttosto liquida, saporita e profumata, leggera e veloce da preparare, che si presta a variazioni sul tema utilizzando verdure differenti in base alla stagione (e alla disponibilità del frigo). Riscalda lo stomaco e anche l’anima, vi farà sentire bene, ma non credo avrà il potere di far brillare i vostri stomaci.

Ciò detto, per scoprire la mia ricetta andate su IlCucchiaio.it.

Tempeh allo zenzero con verdure e salsa di soia

Visto che il primo esperimento in cucina con il tempeh mi era piaciuto, ho pensato di ritentare con un piatto diverso, d’ispirazione orientale. Ho preso il wok e c’ho buttato dentro il tempeh insieme a un po’ di verdure, tenute tutte un po’ al dente per mantenere la croccantezza, ho profumato con zenzero fresco e insaporito con la salsa di soia.

Questo piatto si prepara in un attimo e si presta a tutte le variazioni che volete, potete usare le verdure che avete a casa senza problemi (ad esempio carote, piselli e zucchine, per cambiare). Potete accompagnarlo con del basmati o del riso thai, insaporiti a piacere con spezie o frutta secca. Oppure potete usare questo mix per condire dei vermicelli di soia. Mettete in moto la fantasia, so che mi stupirete.

La ricetta, rigorosamente vegan, è su IlCucchiaio.it.

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