Senza latticini

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Pie alle noci con crema di zucca

pumpking pie torta zucca

Questa storia racconta di come una passione possa assumere nuove forme, cambiare, stupire e riempire il cuore.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che ha deciso di lasciarsi sorprendere dalla vita, nelle piccole e nelle grandi cose, che ha capito che non si deve dare niente per scontato perché ha visto con i suoi occhi come tutto possa cambiare all’improvviso.

Questa è la storia di una ragazza non più giovane che pensava di sapere quali fossero i sogni della sua vita, che aveva studiato e credeva di aver trovato la sua strada, che immaginava un futuro tranquillo con poche ma solide certezze. Quella stessa ragazza che un giorno ha capito che non c’era niente di scritto, che la penna era nelle sue mani, che voleva cambiare lavoro, appassionarsi a qualcosa, vivere con più intensità e meno certezze. E ha iniziato ad andare contro corrente, a prendere decisioni scomode, a rischiare.

È iniziato tutto qualche anno fa, quando ho deciso di lasciare il mio lavoro e ho aperto questo blog, e questo meccanismo non si è più fermato anzi, è diventato più forte, più violento, impossibile da fermare.

È la crisi dei 30, dicono. Mah.

E mentre le mie passioni si fanno più intense, mentre assumono nuove forme e si mostrano sotto nuove prospettive, io scopro che con la zucca, mia grande passione per l’appunto, oltre alla mousse si può fare una crema PAZZESCA. E così la uso per preparare una pumpkin pie – piccola perché già sapevo che me la sarei scofanata tutta, da sola, in un giorno o poco più – con un guscio delizioso e sopra una buona dose di cioccolato. Che le passioni si evolvono, mica si cancellano.

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Burger di lenticchie rosse alla paprica

panino burger lenticchie

Ci sono momenti della vita in cui affrontare ogni giorno è come dover scalare una montagna. Ti senti stanca e scoraggiata ma non si sa come trovi la forza per uscire da sotto il piumone e mettere a scaldare l’acqua mentre ti stroppicci gli occhi. Sono quei giorni in cui ti guardi allo specchio e l’immagine riflessa è quella di una te un po’ più grande, un po’ provata, con gli occhi gonfi e i capelli arruffati. Sei tu, non sei nella tua forma migliore ma quella sei tu, devi accettarlo, sei quella che chi ti vuole bene conosce e ama, anche se in quei momenti tu ti chiedi come si possa amare una faccia del genere.

In quelle giornate così lunghe in cui arranchi sono i piccoli gesti che ti aiutano ad arrivare a sera e ti ricordano del tuo sorriso, la tua arma segreta contro ogni male. Sono le persone che ti sono vicine che ti aiutano a non dimenticarti di sorridere, a volte gli amici di una vita che ti sorprendono senza quasi rendersene conto, altre quelle che conosci appena che fra una risata e l’altra ti dicono “mi metti di buon umore”.

Ci sono persone che conosco da sempre che ho visto più negli ultimi tre mesi che in tutti gli anni passati. Ho riscoperto il valore di incontrarsi, di dedicarsi del tempo, di guardarsi negli occhi, di ridere e di piangere, di confrontarsi, di discutere e di non essere d’accordo. Ho scoperto piccoli gesti, abitudini, atteggiamenti, smorfie e sorrisi che mi erano sfuggiti. Ho visto i miei amici un po’ più grandi, come me, a volte stanchi, ma sorridenti. E li ho sempre incontrati davanti a un panino, una pizza, un cupcake, un tè, un caffè. Le chiacchiere più lunghe e più belle sono sempre seduti a un tavolino, appoggiati al bancone di un bar o accalcati in mezzo ad altra gente all’ora dell’aperitivo, con un bicchiere in mano e la bocca piena, con i piatti da scambiarsi per assaggiare un po’ tutto e i classici due cucchiaini per un dolce da condividere.

E al prossimo giro amici ci vediamo da me, con poco spazio e tanta allegria, seduti dove capita con un panino con burger di lenticchie alla paprica in mano fra lunghe chiacchiere e grandi sorrisi.

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Crema di zucca e patata dolce con polenta al curry

crema zucca patata dolce

Quando un anno non si chiude nel migliore dei modi l’anno nuovo si carica di aspettative, di buoni propositi e di speranze. È normale, è l’animo umano che cerca sollievo.

Poi arriva gennaio ed è tutto un alternarsi di cieli grigi e cieli azzurri, tiepidi raggi di sole e folate di vento gelido, giornate limpide e giornate in cui delicati fiocchi di neve danzano nell’aria. Sarà che sono meteoropatica, sarà semplicemente che in questo periodo sono iper sensibile, ma tutto sembra ripetere uno schema che ben conosco, quello della vita: un passo avanti e due indietro, una mezza certezza e milioni di insicurezze, una decisione presa e mille da rivalutare, un libro che pareva già scritto tutto da cancellare.

È una fatica. Non che ci sia da lamentarsi, ci sono tante fortune e tante cose belle di cui non scordarsi mai, ma è una vera fatica. Fisicamente e mentalmente sto subendo le conseguenze di questi mesi. Sto cercando rifugio sul tappetino da yoga per cercare un po’ di quiete e tentare di bilanciare la mia spasmodica ricerca di conforto che mi porta in altre direzioni, ad aprire il barattolo dei biscotti troppe volte in un giorno, ad addentare la tavoletta di cioccolata mentre sto in piedi appoggiata alla cucina con lo sguardo smarrito e tante domande nella testa.

Per fortuna il conforto non è tutto dolce ma è anche cremoso e profumato, avvolgente e speziato. È fatto di zuppe colorate arricchite in modo speciale, come questa crema di zucca, patate dolci e ceci servita con cubetti di polenta profumati al curry, irresistibili.

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Biscotti pan di zenzero

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E poi succede così che all’improvviso, quando meno te l’aspetti, un po’ di spirito del Natale si fa largo a gomitate fra le tue ansie e le tue insicurezze, ti prende per mano e ti mostra gli stampini per i biscotti a forma di stella e di pino, ti fa sentire il profumo della cannella e quello dello zenzero, ti mostra la bellezza dei ricami di glassa bianca. È un attimo ma resistere è quasi impossibile e così per quanto tu non ne sia convinta al mille per mille, per quanto tu non senta l’atmosfera friccicarella e la voglia di canticchiare Santa Claus is coming to town, ti ritrovi senza quasi rendertene conto con le mani in pasta immersa fino al collo nella preparazione dei biscotti al pan di zenzero.

Io non so quanti di voi possano dire di aver mangiato gli originali, quelli veri, e di sapere perfettamente quale dev’essere il sapore e quale la consistenza, io sinceramente no. Ma devo dire che quelli che ho mangiato erano molto simili ai miei che – ovviamente – sono un esperimento vegan preparato con crema di cocco e spezie. Croccantini fuori e leggermente morbidi all’interno, con quel colore dorato caratteristico e con quei meravigliosi decori di glassa. Ecco, sui decori stenderei un velo pietoso visto che io, nota per la mia scarsa pazienza, ne ho decorati un pochini più o meno come avrebbe fatto un bambino di tre anni e poi ho abbandonato la glassa per una più semplice, seppur scenografica, cascata di zucchero a velo.

Insomma dopo il mio sogno che si è realizzato lo scorso weekend quando ho visto Lo Schiaccianoci ora ho anche fatto i biscotti…un passo alla volta il Natale si avvicina e io aspetto che la famiglia si riunisca per farmi scaldare il cuore e farmi contagiare dalla magia.

Buone feste a tutti, che siano piene di gioia, d’amore e siano all’insegna di famiglie riunite e di sorrisi regalati.

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Maltagliati alle castagne con zucca e pera

maltagliati castagne zucca pera

Ho imparato a fare la pasta all’uovo da nonna. In realtà ho anche un lontano ricordo di una piccola me che imparava a fare i tortellini insieme al mio prozio, bolognese, un omone che teneva l’impasto con delicatezza fra le sue mani grandi mentre mi spiegava come ripiegare il triangolo per formare il tortellino perfetto. Ma forse ero davvero troppo piccola e le immagini di me che apprendo – nel vero senso della parola – l’arte della pasta fresca mi vedono al bancone della cucina insieme alla nonna. In un giorno come questi, probabilmente, poco prima del Natale, mentre lei impasta tonnellate di pasta per preparare tagliatelle e ravioli di ogni tipo. Da quel giorno ho sempre usato le sue dosi e le sue proporzioni per preparare la pasta, tornando con la mente a quei momenti ogni volta che sento l’impasto diventare corposo ed elastico fra le mie mani, ogni volta che mi bagno i palmi per dargli un po’ più di umidità, ogni volta che cospargo di farina il mio tagliere di legno chiaro.

maltagliati castagne zucca pera

Ora non preparo spessissimo la pasta all’uovo ma di tanto in tanto mi dedico a questo rituale, tiro fuori la Nonna Papera – la macchina per tirare la sfoglia di nonna – e mi preparo a impiastricciare la cucina e imbiancarla di farina. Il Natale è spesso una di quelle occasioni, sarà perché i ritmi sono più lenti o perché c’è la voglia di viziarsi un po’ di più a tavola con qualche piatto speciale.

Così ho preparato questi maltagliati – il formato preferito da chi come me non ha troppa pazienza – rustici, con farina di segale e farina di castagne, e ho scelto di non condirli con un sugo avvolgente ma con qualcosa di più inaspettato: zucca e pera saltate in padella, profumo di salvia e nocciole croccanti.

Magari vi verrà voglia di metterli in tavola durante le feste.

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