Senza lievito

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Parmigiana di zucchine e ricotta

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Credo di aver già fatto la mia ode alla parmigiana. Credo di aver già detto in più e più modi che amo questi sapori, che adoro le verdure estive. Se non fosse che gli allergici con le solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni) non vanno molto d’accordo probabilmente con l’arrivo della bella stagione non vivrei d’altro.

Per fortuna però, dopo anni in cui ho mangiato le zucchine solo lessate, oggi le amo alla follia. E allora perché non cercare un compromesso per una parmigiana alleggerita e rivista che non sia proprio un accumulo di solanacee all’ennesima potenza? Pomodoro sì ma melanzane no per questa versione preparata con zucchine cotte al forno e ricotta. E poi tanto tanto basilico.

La ricetta l’ho preparata per IlCucchiaio.it ma devo essere onesta, non sono riuscita ad assaggiarla. Mi è passata sotto il naso ed è finita senza che me ne accorgessi. Ho ricevuto un messaggio però, diceva: “Purtroppo è finita, tocca rifarla se la vuoi assaggiare. Ma la prossima volta aumenta le dosi!

E niente ragazzi, io torno in cucina e preparo due teglie va.

Tartufi alla nocciola e noci macadamia

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E’ tempo che io condivida con voi la mia attuale – per niente nuova peraltro – ossessione: il cioccolato. Sarà stata colpa della Pasqua? Sarà stata l’astinenza forzata per lungo tempo? Sarà che sono stanca e un po’ stressata e cerco conforto nel cibo più confortante del mondo? Mah.

Secondo me il problema è che sono sempre stata una cioccolatomane. Amo il cioccolato in tutte le sue forme, sono pazza per il gianduia ma per ovvi motivi prediligo il fondente. Sono stata per anni una gran consumatrice di cioccolato, poi uno stop repentino perché si sa, il cioccolato non è il migliore amico di chi come me soffre di allergie di vario genere, è un istamino liberatore. Quelli senza di lui sono stati mesi – forse un paio d’anni direi –  durissimi.

Ora sono tornata sulla strada del mio sempre caro e vecchio buon senso e ogni tanto mi vizio. Nell’ultimo periodo mi è venuta una gran voglia di cioccolata e l’ho assecondata preparando qualche dolce e di nuovo – sì lo so perdonatemi, ve l’ho detto che è un’ossessione – dei tartufini vegan*. Stavolta li ho fatti alla nocciola, altra mia grande e fedelissima amica, anche lei per cause di forza maggiore a lungo rimasta lontana dalla mia tavola. E c0ho messo pure le noci di macadamia. E’ che poi, quand’è ora di sgarrare, è bello farlo bene. No?!

*Se volete essere certi che la ricetta sia vegan controllate tutti gli ingredienti, in particolare in cioccolato, e sceglietene uno adatto. La ricetta può essere considerata glutenfree se tutti gli ingredienti che utilizzate non contengono neanche tracce di glutine. Mi raccomando, tutti coloro che soffrono di intolleranze o allergie alimentari devono ricordarsi di verificare sempre con la massima attenzione la composizione di tutti gli ingredienti utilizzati nella ricetta, per essere certi che non contengano neanche tracce di glutine o dell’allergene da evitare.

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Riso venere con crema di barbabietola e avocado

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Uno dei motivi per cui amo la cucina, forse può sembrare banale me ne rendo conto, è proprio il fatto che con pochi ingredienti, un po’ d’amore e la giusta dose di fantasia sia possibile dare vita a ricette sempre nuove. Non sempre servono prodotti rari e liste della spesa infinite per riuscire a preparare un buon piatto, a volte nella nostra cucina c’è già tutto quel che serve, basta saperlo interpretare.

Prendete ad esempio una giornata piena, una fame improvvisa e una dispensa semi vuota…A farmi compagnia c’erano le barbabietole in frigorifero, l’avocado nel cesto della frutta, il riso venere con il suo colore irresistibile e poco più. Certa del fatto che non ero così disperata da addentare rassegnata una barbabietola come se fosse una mela, ho cercato di preparare un piatto leggero e fresco che mi risolvesse velocemente la pausa pranzo e non mi facesse sentire in castigo perché non ero uscita a fare la spesa. E pare – pare – che sto piatto sia pure vegan e addirittura che faccia bene.

E con questo cosa voglio dire? Non vi rassegnate su, non guardate il vostro frigorifero con quella faccia, non convincetevi che non siete bravi a cucinare. Io sono sicura che ognuno di voi con questi pochi ingredienti avrebbe saputo preparare qualcosa di buono! La ricetta che ho preparato io la trovate su CosebelleMag 🙂

Ricordi di crème brûlée al caffè e anice

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Ci sono ricette che sono piezz’e core, come si dice. Ricette che nascono fra le tue mani in un giorno di pioggia, che sono quasi una scommessa, un tentativo che vuoi fare sfidando le tradizioni, le abitudini e anche un po’ le leggi della cucina. Queste ricette nascono da un sogno che hai in testa e mentre le realizzi sei perfino un po’ in ansia perché ti carichi di aspettative e incroci le dita sperando che il risultato sia quello che hai in mente.

Mi capita spesso quando mi diletto con tentativi – più o meno fallimentari – di pasticceria vegan. Sono cresciuta sentendo dire che la pasticceria è chimica, guai a sgarrare, guai a non seguire alla lettera le ricette. Vero, per i grandi classici della pasticceria c’è una è una sola ricetta, ci sono regole da seguire, passaggi da rispettare, grammature da verificare.

Ma – c’è sempre un ma – se la cucina è quella di casa a volte è bello provare a uscire dagli schemi, tenendo le radici nella tradizione ma insieme affidandosi all’istinto. E semplicemente provare e riprovare, imparare dagli errori e non arrendersi. E a volte serve anche un po’ di follia, come quella volta che ho pensato di ispirarmi alla crème brûlée* per farne un dolce vegan e quasi veniva da ridere anche a me: pazza Giulia.

*Prima che qualcuno mi salti addosso e mi riempia di insulti dicendo che questa non è una crème brûlée, che sono una vegetariana pazza e che devo stare calma ve lo dico io: questa non è una crème brûlée, quella la facciamo tutti con la ricetta tradizionale e stiamo sereni. Semplicemente mi sono lasciata ispirare per creare una crema vegan dolce e profumata racchiusa sotto un guscio croccante di zucchero, mi è piaciuta e non me ne pento. Sono un’eretica vegetariana pazzoide? Forse, ma ricordatevi che non voglio convincere nessuno che questa sia uguale o tanto meno migliore dell’originale. Questa è un’altra cosa. Questa è roba mia e se non vi piace vi rispetto, non la fate che tanto io non mi offendo 🙂 Baci

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Verdure croccanti al forno (chips per gli amici)

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Ho preparato le chips di verdure e voglio raccontarvi com’è andata. Le verdure al forno le ho preparate un sacco di volte e le adoro, ma di solito le taglio secondo l’ispirazione e le cucino, pure, secondo l’ispirazione. A volte vengono più croccanti a volte più morbide, a volte più caramellate altre volte un po’ seccarelle. Il fatto è che mi piacciono così tanto che non ci faccio troppo caso, vanno divorate sempre e comunque.

Il tema però stavolta era riuscire a farle venire croccanti utilizzando il mio forno, non uno di quelli di ultima generazione con mille mila funzioni, quelli che intanto che impari a leggere il libretto si è fatta notte e decidi di mangiarti uno yogurt. Ecco no, il mio è il forno che ognuno di voi potrebbe avere a casa, unico vezzo è la funzione “ventilato” che mi salva la vita e che utilizzo quasi sempre vista la mia scarsa pazienza, soprattutto quando si parla di cibo.

Il vero problema era trovare il modo per ottenere delle sfoglie croccanti ma non carbonizzate: meglio una botta di forno alto, meglio partire bassi e poi alzare, meglio coprire le verdure così non bruciano? C’ho riflettuto molto e mi sono anche andata a studiare le varie scuole di pensiero, per un momento ho pensato anche di friggerle e risolverla così. E invece sono andata per tentativi e ho scoperto che la scelta migliore – a meno che non abbiate un forno con funzione apposita – è una temperatura intermedia per almeno 30 minuti in modo che le verdure si disidratino senza bruciarsi e poi abbiano un calore sufficiente per dorarsi e diventare croccanti. Ho preparato barbabietola, carote e topinambur. Scordatevi i colori brillanti delle chips di verdure in sacchetto, chiariamolo. L’effetto crispy che più mi ha soddisfatta è quello dei topinambur, ecco perché vi consiglio di provare anche il sedano rapa, la patata dolce e magari la zucca che secondo me hanno dell’ottimo potenziale.

La mia versione è su IlCucchiaio.it

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