Finger food e antipasti

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Crema di zucca con ceci e nocciole

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Questa ricetta potrebbe chiamarsi anche: prendi delle cose che ti piacciono tanto, mettile insieme e facci (non “fatti”) un bicchierino. Io ho scelto la zucca (serve davvero che vi ripeta quanto io adori la zucca? Se vi è sfuggito potete dare un occhio alle ricette che le ho dedicato…), i ceci, le nocciole. C’ho preparato dei bicchierini perfetti per l’antipasto – vegan – che volendo, aumentando le dosi, posso trasformarsi in una cena confortante. Ecco, quando si dice comfort food…potremmo aprire una discussione e continuare per ore. Perché i cibi che mi confortano sono tantissimi: i dolci, ovviamente, soprattutto quelli al cioccolato; la pasta, carboidrato per eccellenza che mi rende sempre felice; le zuppe, cremose calde e avvolgenti che scaldano il cuore e lo stomaco; il curry, di cui vado letteralmente pazza, un piatto che va bene sempre e comunque e poi…Ok ok, finiamola qui e torniamo a concentrarci.

La mia crema di zucca è profumata all’arancia, i ceci e il pane a dadini sono saltati in padella con l’olio al rosmarino e le nocciole tostate completano il tutto. Questa delizia la trovate su Cosebelle Mag!

Paté di ceci con finocchi al cumino e germogli

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Amo i ceci, così cremosi e delicati. Li uso spesso nelle insalate, nelle minestre, con la pasta e i cereali.

Un paté no, non l’avevo mai fatto fino a Natale, quando mi sono messa a pensare a un po’ di creme e salsine da mettere in tavola per l’antipasto e ho deciso di provare una nuova ricetta.

Volevo un paté vegetale denso, liscio e cremoso che andasse bene spalmato sul pane, con il formaggio, con il pinzimonio. Ma non volevo fosse banale, piatto, volevo che avesse una nota diversa, fresca e caratterizzante. Così ho scelto di unire ai ceci della scorza d’arancia. E l’abbinamento è stato vincente.

Soddisfatta del risultato, ho voluto prepararlo una seconda volta e di proporlo già impiattato insieme a un’insalata di finocchi conditi con succo d’arancia (non si butta niente!) e cumino e con dei germogli freschi.

La ricetta è semplice e veloce da preparare, la parte più difficile – e più noiosa – è senza dubbio quella della sbucciatura dei ceci. Però credetemi, ne vale la pena, in questo modo il vostro paté risulterà molto più omogeneo e anche più digeribile.

Il risultato di questo esperimento in cucina lo trovate online su IlCucchiaio.it

Chutney di radicchio con mela e pera

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Qui è arrivato il tempo del radicchio, e vivendo in nella Patria del suddetto se ne mangiamo delle quintalate. Il radicchio rosso di Treviso IGP tardivo è protagonista delle nostre tavole durante l’inverno, vuoi crudo in insalata, cotto al forno oppure usato per prepararci primi piatti dal retrogusto amarognolo.

Io non amo molto l’insalata in sé, amo il concetto di insalata – cioè verdure crude mescolate con frutta, formaggio, frutta secca o altro e condite con qualche salsina – ma non vado pazza per la lattuga. Ma con il radicchio è tutta un’altra storia: si prepara velocemente, è croccantino e saporito, e se non l’avete mai provato, provatelo. O fate un giro in Veneto in questi mesi.

Nella nostra tradizione ci sono molti piatti “classici” che lo prevedono – e quelli restano dei pilastri – ma io ho voluto fare la ribelle e provare ad usarlo con abbinamenti diversi per preparare qualche ricetta un po’ fuori dalle righe.

Una di queste, una di quelle che mi ha conquistata al primo assaggio, è quella del chutney. Ci pensavo da un po’, volevo preparare un chutney ma non avevo ancora scelto gli ingredienti. Poi è arrivata la “solita” illuminazione e senza pensarci mi sono messa ai fornelli.

Qualcuno penserà che sono un’eretica, che il radicchio con le spezie non si può sentire, che mescolare in cucina Veneto e India è una pazzia. Lasciamoli pensare, mentre noi andiamo in cucina 😉

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Tarallini di ceci alla curcuma e semi di anice

Quando la ragazza – che sarei io – ha voglia di preparare qualcosa di veloce e salato da sgranocchiare, da preparare per l’aperitivo o da portarsi in giro per riempire lo stomaco quando è in viaggio per lavoro, di solito si affida alla farina di ceci.

Io non sono una che impasta molto, adorerei mangiare il pane ma non sono voluta entrare nel loop pasta madre&co che tanto mi spaventa.

E allora come si fa quando viene voglia di pane, grissini ecc ecc ma non si ha il tempo, la voglia e la pazienza di impastare e di aspettare i tempi di lievitazione? Quando la farina di grano è bandita e tutti i tentativi di impasti senza glutine, senza questo e quello sono un fallimento? Quando il lievito “meglio di no”? Ci si può deprimere, certo. Oppure…

Un giorno, quando ero a dieta stretta e mangiavo pochissime cose, ho provato a usare la farina di ceci per fare dei grissini o qualcosa del genere, qualcosa che fosse più asciutto e croccante della – buonissimissima – farinata per intenderci e che si conservasse nel tempo senza problemi.

L’impasto, ovviamente, l’ho fatto a caso. Ho provato un paio di volte perché volevo fare una cosa veramente rapida, da non dover impastare, stendere, arrotolare. Così ho cercato un impasto che si potesse sparare sulla piastra con la sac à poche e infilare in forno al volo.

Alla fine, sono nati questi tarallini. Faccio fatica a descriverli perché – ovviamente – non sono come i taralli tradizionali, da cui prendono ispirazione solo per la forma. Sono croccanti e leggeri, sono vegani, senza glutine* e senza latticini. Si conservano benissimo per almeno una settimana in una scatola a chiusura ermetica o in un sacchettino ben chiuso. Vengono in viaggio con voi e vi salvano la vita quando dovete riempirvi lo stomaco al volo senza sporcarvi le mani o riempirvi di briciole la camicetta.

Di più non posso dirvi, tocca provarli 😉

*verificate sempre che tutti gli ingredienti che utilizzate per le ricette segnalate come senza glutine o altro non contengano nemmeno tracce dell’allergene che vi crea problemi di salute, mi raccomando.

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Tortini di topinambour e patate alle erbe provenzali

Amo i topinambour, il contrasto fra la loro forma bitorzoluta – decisamente poco carina -, il loro sapore delicato e la consistenza fondente.  Mi ricordano un po’ i carciofi nel sapore e il sedano rapa nella consistenza, due ortaggi che adoro, e sono sempre stupita di scoprire quante siano le persone che non li conoscono o non li hanno mai mangiati.

Gente, mi rivolgo a voi, comprate i topinambour. Non lasciatevi ingannare dall’aspetto, ci vorrà un po’ di pazienza per pulirli ma ne varrà la pena, credetemi J Potete cucinarli in padella, lessarli o cuocerli a vapore e poi usarli come preferite, ridurli in crema o aggiungerli a tocchetti a pasta e riso per un primo delizioso e molto, molto chic. Sì perché anche il loro colore, così tenue, così delicato, mi piace.

Con l’arrivo dell’autunno io sono tornata alla grande sui tortini di verdura e con i topinambour e le patate ho riempito delle cocottine, ho profumato tutto con le erbe provenzali – che A-D-O-R-O – e c’ho messo un ripieno di gorgonzola super goloso e in contrasto con la delicatezza degli altri ingredienti. Sarebbero stati buoni anche semplici, senza il ripieno, ma ho pensato “crepi l’avarizia“.

Il risultato ragazzi è decisamente appagante, davvero comfort come si dice…la consistenza dei tortini è fondente e cremosa e non smetteresti mai di affondarci il cucchiaino.

Se volete provare per la prima volta i topinambour con un piatto che farà il botto io ve li consiglio. E poi fatemi sapere!

La ricetta è su IlCucchiaio.it

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