Finger food e antipasti

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Polentine con pere formaggio e noci

Si dai son qui con la mia fissa per i finger. Son qui che penso a ricettine da aperitivo, ma anche no, anche da cena perché l’idea di assaggiare mille mila piccole monoporzioni invece di strafogarmi di un unico piatto mi piace assai. E sono convinta che la polenta sia un’ottima alleata per queste cosine qui, voi che dite?

Siccome io sono quella malata di ottimizzazione, vi consiglio di preparare queste polentine quando avanzate della polenta o preparate le chips, in modo da fare tutto in una sola volta. Basta che vi ricordiate di stendere un po’ di polenta ancora caldina su una teglia, e il gioco è fatto.

Ma sopra che ci volete mettere? Lasciatevi ispirare dal vostro frigorifero. Oppure fate come me, con il formaggio e le pere non si sbaglia MAI. E in questo caso io vi consiglio pure la maggiorana – pochina perché è molto caratterizzante – e le noci che danno un po’ di croccantino che non guasta. Se avete ospiti degli amici maschi che “io la frutta la mangio da sola, il formaggio con il pane” fategliene un po’ solo formaggio e noci, andranno alla grande.

Ora che ci penso però, forse è meglio se le fate appositamente queste polentine, non con la polenta che vi avanza. Perché ve ne serviranno veramente tante, andranno via che è un piacere. E voi potrete raccontare di essere state lì ore e ore a girare la polenta. Tanto i maschi ci credono, si sa 😉

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Tarte tatin integrale alla curcuma con cavolini di Bruxelles

Comincio dicendovi che io li ho sempre chiamati cavoletti, non cavolini. Forse ho sempre sbagliato, ma mi piaceva così.

Vi dico anche un’altra cosa, cioè che so che a molti i cavoli non piacciono ma che fanno benissimo e che si tratta più che altro di trovare un modo sfizioso per prepararli invece che cuocerli semplicemente al vapore. Io questo problema non ce l’ho perché li ho sempre amati, tutti: broccolo, cavolfiore, cavolo romano, cavoletti di Bruxelles e via e via e via.

La terza cosa che vi voglio dire è che la prima persona che ha visto questa ricetta finita, mentre ero alle prese con il set fotografico, mi si è avvicinata e ha pronunciato un rassicurante “mamma mia quanto è brutta”. Quella persona era mia mamma. La quale, una volta assaggiata la torta rovesciata in questione, ha dovuto ricredersi. Del sapore, prima di tutto, che l’ha sorpresa. Ma evidentemente le è piaciuta così tanto da farle cambiare idea anche sul suo aspetto e da farle modificare il suo commento, trasformato in un benevolo “no, infondo non è vero che è brutta sai”.

Vi dico questo perché, se per caso siete scettici sul cavolino – o cavoletto che dir si voglia – e se le foto non vi incoraggiano e non vi invogliano (ne ho messe addirittura due, che ragazza coraggiosa) per la bruttezza del soggetto, dovete credermi, fidarvi e andare oltre.

Io in realtà non l’ho mai trovata brutta, mai. Forse perché mentre la capovolgevo nel piatto da portata un po’ di sughetto mi è colato sul dito, ho dovuto assaggiare e mi è piaciuta subito da pazzi. Ormai era fatta. Poi si sa che io sulla questione “meglio bello o buono?” ho un mio personalissimo parere. Quindi anche se avessi considerato questa tatin brutta da morire la questione estetica non mi avrebbe minimamente influenzata all’assaggio. Altrimenti manco avrei pubblicato la ricetta.

La ricetta la trovate su IlCucchiaio.it e, solo per darvi un’anticipazione, la pasta è integrale (farro per me) alla curcuma mentre i cavoletti sono ripassati in padella con miele e aceto balsamico.

Io, onestamente, non credo di dovervi dire altro. Assaggiate dai.

Frittelle di zucca con carote al cumino

Come già ci siamo detti sono di nuovo in un momento della vita in cui non mi va di mangiare le uova, ho una specie di rifiuto. E allora mi metto a prepararci altri piatti mescolandole a verdure, spezie e erbe aromatiche perché diciamocelo, a volte un uovo è la cosa più semplice e veloce da fare.

Ma l’alternativa che vi propongo oggi è altrettanto veloce e semplice, soprattutto se avete la zucca cotta già pronta. Io la compro e la metto al forno per poterla avere a disposizione quando mi viene voglia di qualcosa, ma potete anche farla a cubetti e cuocerla in padella al momento se preferite.

Con la zucca e le uova, profumate con salvia e scorza di limone, ho preparato delle frittelline che sembrano pancakes salati usando la farina di ceci al posto della tradizionale 00, così il piatto è anche glutenfree*. Queste frittelle sono ottime anche a temperatura ambiente quindi potete portarle al lavoro per la pausa pranzo o prepararle in anticipo per un aperitivo o un brunch della domenica.

Il caso ha voluto che il giorno della preparazione delle frittelle io avessi messo al forno anche delle carote, in realtà volevo farci un’altra ricetta ma le ho affettate mentre parlavo al telefono – rischiando di tranciarmi un dito – quindi le fette sono venute irregolari e il mio piano è andato in fumo. L’importante però è non disperare, e visto che le carote al forno al cumino sono veramente buonissime ho pensato di mangiarle insieme al frittelle di zucca. Tripudio di arancio, accoppiata vincente!

La ricetta è su IlCucchiaio.it

*Come sempre raccomando a chi soffre di allergie o intolleranze alimentari di leggere con attenzione le etichette di tutti gli ingredienti di ogni ricetta prima di acquistarli e utilizzarli e di verificare che non contengano tracce degli allergeni che vi danno problemi o, in questo caso, di glutine.

Quiche vegan con broccoli e zucca

La brisè mi piace perché e pronta in un attimo. C’è stato un tempo in casa mia in cui preparavamo spessissimo le quiche perché sono comode, si possono preparare in anticipo e risolvo la cena dopo la palestra, il pranzo al lavoro, la merenda. Poi è venuto il momento di bandire il grano e i latticini ed è finito il periodo delle quiche. Almeno fino a quando mi sono messa al lavoro per fare la brisè in casa e ho cominciato a sfornare tortini grandi e piccoli, dolci e salati.

Ora però, siamo allo step successivo.  Fatta la pasta, c’era da lavorare sul ripieno per ottenere un risultato soddisfacente dal punto di vista del sapore e della consistenza, risparmiando però alcuni ingredienti tipici della tradizionale torta salata.

Volevo una quiche con un ripieno morbido e cremoso anche se senza uova, panna, formaggio. Una quiche tutta vegetale, anzi, vegana. Ce l’ho fatta ragazzi, questa è nata mentre ero alle prese con il tofu seta e tentavo di scoprirne le proprietà e i possibili utilizzi (infiniti, lo amo alla follia).

E’ così autunnale e così colorata, con i broccoli e la zucca, con una consistenza setosa che avvolge senza essere pesante. Ed è perfetta anche mangiata il giorno dopo. Io sono pronta a scommettere che nessuno si accorgerà che è vegan, se non glielo dite. Non diteglielo, dai 🙂

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Millefoglie di polenta con crema di ceci

Allora io sono nata in Veneto quindi sono una polentona. Ma va bene così, son contenta. Mi piace la polenta, mi piace bianca, gialla o taragna e mi piace sia morbidina che ripassata alla griglia. La morte sua è con il formaggio appoggiato sulla polenta bollente, così si fonde un pochino e la libidine è assicurata. La mia mamma mi racconta sempre che in montagna mangiava la polenta “concia” con il burro fuso ed era libidinosa, appunto. Milioni di calorie per recuperare dopo intense giornate sugli sci (io non scìo quindi non sono giustificata). Mi piace tanto anche quella con la farina integrale che resta un po’ più ruvida, più rustica, e io che son ragazza di campagna approvo.

Però – già che siamo in confidenza ve lo dico – io che sono cialtrona non mi metto lì col paiolo per ore ore ore. Bello eh, caratteristico, e poi la polenta si fa così quindi quella istantanea non è neanche da mettere a paragone però insomma…è un po’ difficile avere delle ore (e ore e ore) da dedicare al mescolamento della polenta.

Quand’ero piccola dalla nonna la si faceva e mi ricordo come fosse ora che poi ci riempivamo una grossa ciotola di ceramica rotonda, la capolgevamo su un tagliere ancora calda e la tagliavamo con lo spago per avere fette perfette.

Ma torniamo al giorno d’oggi, alla mia pigrizia e alla polenta istantanea. Con quella polenta lì, pronta in un attimo, potete farci qualsiasi cosa, tipo delle chips supercroccanti da ripassare in forno e da mangiare all’aperitivo o da alternare a una crema di ceci come ho fatto io.

Ricetta su IlCucchiaio.it

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