Dolci con la frutta

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Pain perdu di panettone

Allora, il Natale è il Natale, quando arriva arriva ed è inutile stare tanto lì a fare quelli che se la tirano.

Questo non vuol dire che a Natale dobbiamo sfondarci di roba ed esagerare a tutti i costi perché tanto è così che si fa, vuol dire però – almeno secondo me – che possiamo concederci qualche sfizio in più e goderci qualche coccola “culinaria” di tanto in tanto. Insomma un biscotto in più con il tè, un tartufino vegan con il caffè, un lasagna al posto della pasta…cosine così che riempiono di gioia <3

Per questa ricetta – ve lo dico subito – ci sono andata giù parecchio pesante. Non mi bastava il panettone, che già è una bella bomba, c’ho voluto pure fare un pain perdu – o un french toast, chiamatelo come volete – alla cannella per una colazione del giorno dopo super golosa.

E’ una ricetta del riciclo, di quelle da fare dopo Natale con il panettone avanzato, di quelle da fare durante le vacanze quando le domeniche scorrono piano e la colazione diventa sempre più spesso un brunch in cui si mangia un po’ di più per poi saltare il pranzo.

In quei giorni la tavola è un tripudio di cose buone e allora oggi non vi propongo niente di leggero, niente di salutare, pura gola. Solo, per dare un po’ di freschezza al tutto, yogurt naturale e lamponi freschi da aggiungere a cascata su questo dolce delizioso.

La mia ricetta su IlCucchiaio.it

Cialde al cacao con mele alla cannella e nocciole

Un altro dolce nato un pezzetto alla volta, dall’idea di preparare le tuilles, le cialde insomma. Ho sempre paura di farle e poi metterle ancora tiepide sugli stampi per fare cestini e forme varie, temo sempre di rovinare tutto. Preferisco preparare le cialde e lasciarle raffreddare così, come sono, senza diventare pazza. E’ un po’ come la roba del cake design, io riconosco la bravura di chi fa vere e proprie opere d’arte, ma non potrei mai mettermici. Ore e ore per fare petali di fiori che nessuno mangerà mai, anche no, lascio quest’incombenza a chi è più bravo – e paziente – di me.

Poi le tuilles sono bellissime anche semplicemente alternate ad altri ingredienti per formare tanti strati croccanti e golosi, io le preferisco così (disse la volpe che non arrivava all’uva).

Gli ingredienti si sono accostati naturalmente nella mia mente: cacao, mele, cannella, nocciole. Sarebbe probabilmente bastato questo. Ma non ho resistito alla mia amata ricotta per aggiungere uno strato cremoso al limone e dare un po’ di freschezza. Il resto è stato facile: il cacao nelle cialde, la cannella nelle mele, le nocciole tostate qui e là. Metteteci anche un caminetto, i regali sotto l’albero, il profumo di spezie nell’aria e il calore degli abbracci delle persone a cui vuoi bene ed è fatta, è già Natale 🙂

La mia ricetta su IlCucchiaio.it

Crema di cachi allo zenzero e clementina

So per certo che qualcuno di voi odia i cachi. So di cosa parlo perché anche io, fino a qualche anno fa, non riuscivo a gestire la loro consistenza viscida e gelatinosa. A proposito di questo però devo chiedervi un paio di cose, tipo: siete sicuri che i cachi a cui vi siete approcciati fossero maturi (cioè molli in modo imbarazzante, magari anche implosi e veramente brutti da vedere)? Se vi schifa la consistenza, avete provato a frullarli per trasformarli in crema? Avete mai assaggiato il caco mela (che è tutta un’altra cosa ma è molto buono ed è sodo)?

Ecco giusto un paio di cose buttate lì perché è fondamentale capire che se il caco non è perfettamente maturo, fa cacare (scusateeeee non potevo trattenermiiii, la smetto subito). Però è vero ragazzi, il caco “lega” la lingua, “allappa”, è acido – ditelo come volete, sempre quello di prima è il concetto. Quindi torniamo sempre lì, se è brutto probabilmente è buono. Se è sodo e perfettino lasciate che imbruttisca prima di mangiarlo. Di cachi ce ne sono vari tipi, alcuni hanno dentro bellissime fettine arancioni, altri (quelli che mangio io) sono tutti spappolati. Per questo meglio frullarli e farci una crema da mangiare così o da usare per qualche dolce.

Io stavolta c’ho fatto un dolce al cucchiaio veloce e facilissimo, fresco e leggero: una crema di cachi profumata con zenzero e succo di clementina a cui ho aggiunto dello yogurt greco sempre alle clementine. La mia ricetta – potete facilmente proporla in versione vegan sostituendo il miele con l’agave o il malto e usando yogurt di soia – è su IlCucchiaio.it.

Dai su, non desistete, assaggiate i cachi brutti e magari un giorno scoprirete che non sono poi così male 🙂

Vegan crumble di mirtilli e goji berries con crema al lime

Un bel po’ di tempo fa mi sono innamorata del crumble. Non di un crumble qualsiasi, di un crumble profumato alla cannella con le briciole grosse e burrose, che si sciolgono in bocca. Il mio amore per il crumble era inversamente proporzionale alla sua bellezza perché, diciamocelo, l’aspetto di questo ammasso di frutta – tradizionalmente mele – cotto al forno e ricoperto di impasto non è particolarmente “fico”.

Su questo aprirei una parentesi perché effettivamente, nonostante io abbia un blog e dunque debba stare attenta anche all’aspetto dei miei piatti, non sono una in fissa con la presentazione. Credo che un bel piatto di pasta o un risotto stiano bene lì così, spalmati sul piatto senza troppa attenzione. Soprattutto perché quando si cucina a casa – e io questo faccio – non si ha tempo e modo di stare ogni santo giorno a “leccare” i piatti. Non solo, vi svelo un retroscena: spesso qui i piatti preparati in modo carino, dopo essere stati fotografati (ed essersi quindi congelati mentre il resto della famiglia batte le forchette sul tavolo reclamando cibo) finiscono in padella o in forno per essere riscaldati, senza star tanto lì a guardare…e addio presentazione. Perché anche se è vero che l’occhio vuole la sua parte, spesso il  tempo è poco, la fame tanta, e la mia principale preoccupazione resta sempre e comunque il gusto, il sapore dei miei piatti.

C’è poi un’altra questione, quella relativa all’inevitabile bruttezza di alcuni piatti di una bontà esagerata. Penso ad esempio alle zuppe dai colori improbabili, alle verdure gratinate (ragazzi io mi scuso ma il tempo per mettere ogni verdura in acqua e ghiaccio dopo averla sbollentata non ce l’ho), alle lasagna sfatte o a dolci al cucchiaio troppo cremosi per stare in forma eppure assolutamente libidinosi. Insomma a volte l’apparenza inganna, anche in cucina.

Ma torniamo a noi e alla bruttezza del crumble di mele di cui mi sono innamorata molto tempo fa. Da allora fra noi ci sono state delle incomprensioni, ci siamo allontanati e ci siamo un po’ persi. Tutta colpa delle mele che non posso più mangiare per un’intolleranza che qualcuno osa ancora definire “immaginaria”.

Io però non mi sono arresa e partendo dal ricordo di quell’amore indelebile mi sono lasciata ispirare per creare delle variazioni sul tema, certamente più leggere, certamente più “composte”. Insomma non preparate questo crumble sognando quello burroso e zuccheroso alle mele, rimarreste delusi. Preparatelo se avete voglia di un dolce alla frutta appagante ma non troppo peccaminoso, perfetto da fare all’ultimo minuto con la frutta che avete e da portare in tavola – con o senza crema – appena sfornato, ancora tiepido.

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Crostata alle mandorle, crema allo zenzero e fichi

Mi hanno chiesto una ricetta con i fichi, ma io quest’anno non li avevo ancora mangiati. Ho lanciato anche un’appello su Facebook, ho chiesto che qualcuno con un albero carico di fichi maturi in giardino venisse a suonare alla mia porta portandone un cestino in dono. Niente. Il nulla. No ma grazie eh.

In testa avevo chiara l’immagine del nonno che torna con il bagagliaio della macchina carico di cesti di fichi raccolti chissà dove, e la nonna che si porta le mani al viso sapendo che il suo destino è solo uno: produrre marmellata come se non ci fosse domani.

Con quei bei ricordi nella mente, triste e rassegnata, mi sono convinta a comprarli sti fichi, ma sapevo che non sarebbe stato lo stesso, ne ero certa.

Allora quei fichi ho deciso di cuocerli con un po’ di zucchero di canna (veramente poco nel mio caso, ma ognuno faccia ciò che crede, più i fichi sono buoni meno zucchero serve) e li ho usati per farcire una crostata con frolla alle mandorle e crema allo zenzero (la frolla è all’olio e la crema si può preparare anche con un latte vegetale, però ho messo le uova sto giro, ndr).

Ho amato subito il retrogusto fresco e pungente della crema allo zenzero e la croccantezza della frolla alle mandorle. Perché a me la frolla piace quando è scrocchiarella, come questa. Tutto questo insieme ai fichi ci sta un gran bene, secondo me, tuttavia se i fichi fossero stati quelli dell’albero….che ve lo dico a fare.

La mia ricetta – che vi consiglio di preparare in monoporzioni per facilitarvi nella lavorazione della frolla – la trovate su IlCucchiaio.it.

Adesso però portatemi un albero di fichi. Grazie.

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