Dolci

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Parfait al caffè

Prima di cominciare a scrivere questo post voglio dare un avviso ai naviganti: occhio, questa ricetta non è senza un bel niente, è una ricetta tradizionale pescata dal librone dei dolci della nonna, una di quelle ricette cult della mia famiglia.

Dunque se siete a dieta o cercate un dolce leggerino, senza zucchero, senza panna eccetera eccetera scorrete il menù qui a destra alla ricerca di qualcos’altro. Non continuate a leggere, non fatevi del male, daterettaammia, so di cosa sto parlando.

E’ che ogni tanto un dolce di quelli che tutti chiamano “dolci” ci vuole. Senza modifiche, senza riduzioni, senza variazioni. Questo parfait non lo preparo da molto ma è una di quelle ricette che la nonna ha consumato, l’ha preparato miliardi di volte a tutti i gusti possibili e immaginabili, e ogni volta è finito prima ancora che riuscisse a pronunciare questa frase “e di dolce? vuoi un po’ di semifreddo?”. Ciao. Andato, finito, caput. Neanche una goccia.

Ora però dovrei dirvi dei ricordi che porta alla mia mente questo dolce, altro che la madeleine (Proust pardonnez-moi). Di quei pomeriggi a casa della nonna con il gelato appena fatto, la vaschetta della gelatiera avvolta in un canovaccio perché non si attaccasse alle mani e il cucchiaino che affondava nel gelato, prima ai bordi e poi verso il centro… Il gelato appena fatto è pura libidine, credetemi.

Ma per chi non ha la gelatiera e non c’ha voglia di stare lì a dannarsi l’anima per non far ghiacciare il suo gelato fatto senza gelatiera, questo parfait è perfetto. Appunto.

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Biscotti della Gilda glutenfree

 

Come promesso mi sono messa in cucina per cercare di rielaborare – ancora? – la ricetta dei deliziosissimi biscotti della Gilda. Essendo diventati i miei biscotti preferiti, ho già testato diverse varianti con più o meno successo, sostituendo le farine e le farciture, ma il tentativo vegan si è arenato dopo una sfornata di palline gommose che non potevano essere neanche vagamente avvicinate ai biscotti della Gilda.

Questa è la versione senza glutine* preparata con farina e amido di riso, olio di mais e acero. La consistenza che si ottiene è unica, i biscotti sono friabili ma croccanti, uno tira l’altro. Come potete vedere sono riuscita a modificare la ricetta per fare in modo che questa versione sia anche senza latticini e senza zucchero, ma l’uovo ancora, non sono riuscita a sostituirlo con risultati soddisfacenti. Work in progress, stay tuned!

*come al solito è importante precisare che i celiaci e tutti coloro che soffrono di gravi intolleranze al glutine devono sempre controllare che ciascuno degli ingredienti utilizzati per la preparazione delle ricette sia certificato glutenfree e non contenga tracce di glutine.

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Cheesecake cioccolato e limone

Questa meravigliosa cheesecake l’ho preparata per il compleanno della mia nonna. Lei, quella con cui ho imparato a montare gli albumi a neve, quella che da nana affiancavo in cucina aggrappandomi al bancone, quella che per anni ha preparato la pasta fresca ogni Natale.

Ho trovato questa ricetta in uno dei quaderni che popolano la cucina e la libreria sputando da ogni parte pagine strappate, appunti e post it colorati e mi è subito venuto in mente che l’avevo già testata qualche anno prima per un altro compleanno e aveva avuto un gran successo.

Così ho deciso di riproporre questo cavallo di battaglia per fare un omaggio alla nonna e alla sua cheesecake, quella che preparava a ogni compleanno della Bebe (la Cugina maggiore che ne sapeva a pacchi già allora, ndr) nella sua versione originale, in bianco, e che da piccola snobbavo (pazza me). Il tempo è passato e io mi sono innamorata della cheesecake, l’ho preparata in mille modi ma nel cuore mi resta sempre quella della nonna <3.

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Biscotti della Gilda

Prendi una ricetta e stravolgila. Comincia a modificarla poco per volta, sperimenta, cambia le farine, le proporzioni, le spezie. Tenta e ritenta, cerca di capire come cambia il risultato in funzione delle tue modifiche.

Quando ho recuperato questa ricetta ero – ovviamente – dalla nonna e stavamo parlando del “biscotto ideale”. Si sa che io sono una vera appassionata di biscotti e si sa anche che sono costantemente alla ricerca del biscotto perfetto, quello croccante ma friabile, quello che si inzuppa ma non si scioglie, quello profumato ma non troppo dolce (eccetera eccetera).

La nonna mi ha fatto appuntare su un post-it la ricetta dei biscotti della Gilda, un’amica di Torino che le aveva passato la ricetta che nella trascrizione sul libro della nonna aveva già subito numerose modifiche (quando si dice “vizio di famiglia”). Ma lei si ricordava bene cos’aveva cambiato, mi ha fatto lo spiegone e io sono tornata a casa con la ricetta della Gilda e le sue variazioni insieme alla curiosità di testare questi biscotti.

A mia volta – ovviamente – ho fatto delle modifiche inserendo le farine integrali al posto di quella di frumento, lo zucchero di canna al posto di quello raffinato e riducendo il quantitativo di burro. Ma non volevo stravolgere la ricetta perché dovevo capire quale fosse il risultato (più o meno) originale prima di poterla modificare.

Che dire, questi biscotti – che sono biscotti tradizionali quindi hanno uova burro e zucchero – sono una vera delizia. Croccantissimi, friabili, delicati. Da non riuscire a smettere di mangiarli.

Ma questo è solo l’inizio, prossimamente vi svelerò come ho cambiato ancora la ricetta e qual è stato il risultato. I lavori sono tuttora in corso per ottenerne anche una versione totalmente vegan 🙂

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Vegan pan di spagna alle uvette

Lo Chef Salvini, come sapete, è spesso fonte d’ispirazione per le mie ricette, soprattutto per la pasticceria vegana. Mi piace molto sfogliare il suo libro e sperimentare, così in questi mesi ho già trovato alcune ricette che ho preparato più volte, con grande successo. Nonostante un grande Chef sia una garanzia, non so resistere alla tentazione di fare sempre e comunque una serie di modifiche alle ricette, sia per evitare di spendere a ogni spesa una fortuna per comprare ingredienti specifici, che per evitare di utilizzare ingredienti off limits per la dieta o per il mio gusto personale.

Così ho preso ispirazione da un “pan di spagna” di Salvini per creare questo dolce – perché sì,  è un vero golosissimo dolce, non immaginatelo come una base – che si prepara in pochissimo tempo ed è un successo anche fra gli onnivori, rivedendo a modo mio la ricetta.

L’ho preparato a Pasqua per poter avere un dolce da sbocconcellare mentre gli altri si sfondavano di colomba e mentre incartavo le fette rimaste la nonna, indicandole con due dita come solo lei sa fare, mi ha detto  “ma…questa te la porti a casa allora? non è che me ne lasci qualche fettina?”. Vedete un po’ voi, ma per me questa sì che è una garanzia.

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