Vegan

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Focaccia alle patate con olive e rosmarino


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Quest’anno Babbo Natale mi ha fatto un regalo bellissimo, mi ha regalato una planetaria. Sognavo da anni questo momento ma non avevo mai avuto il coraggio di fare l’acquisto perché, fondamentalmente, sapevo di poter vivere anche senza. Preparando quasi sempre piccole quantità di impasti ed essendo terrorizzata dai lievitati, a conti fatti un acquisto così importante non era giustificato. Così ho rimandato e rimandato, ma poi quel momento è arrivato! Che gioia.

Per fare onore a questo super regalo mi sono fatta coraggio e ho sperimentato subito un paio di ricette – fra le quali quella del rotolo – ma, soprattutto, ho preparato una focaccia e una pizza (coming soon) e, siccome sono una donna coraggiosa, l’ho fatto nientepopòdimenoche…per la sera di Capodanno.

Vi ho già raccontato che non sono voluta entrare nel tunnel della pasta madre ma conosco bene il fascino dei lievitati e la mia intolleranza al grano è un ottimo motivo per sperimentare perché – non so se da voi sia diverso ma – qui non è facile trovare pane, pizze e focacce che siano preparate al 100% con altre farine, per motivi piuttosto ovvi.

Mi è toccato sperimentare dunque, ovviamente mi sono affidata al classico lievito di birra – fra l’altro mi hanno pure detto che io sono intollerante al lievito madre ma vabbè – e sono partita da una vecchia ricetta segnata sul quadernone di mamma, modificandola a mio piacimento cominciando, appunto, dalla farina di kamut al posto della manitoba.

Bene, signore e signori, io sono ignorante in materia di lievitati, come vi ho raccontato fino a qui, ma la focaccia di patate ci ha sfamati la sera di Capodanno, con grande gioia e soddisfazione. Croccante fuori e soffice all’interno, buona da sola al posto del pane e pure farcita (sempre coming soon), crepi l’avarizia. Ovviamente non l’abbiamo mangiata tutta perché c’era pure la pizza (abbasso i carboidrati eh!), quindi l’ho congelata e posso garantirvi che resta perfetta.

E allora via, andate, impastate e cuocete focacce. Poi ditemi!

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Riso rosso con barbabietola e radicchio

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Il Natale è praticamente dietro l’angolo e siccome non ho fatto i compiti per casa tento di rimediare proponendovi al volo un’altra ricetta che potrebbe stupire i vostri commensali, particolare ma molto scenografica, nata un giorno seguendo il richiamo dei colori: quello del mio radicchio di Treviso, salvatore di pranzi e cene per tutto l’inverno, quello del meraviglioso riso rosso e quello delle barbabietole che sempre più ho imparato ad apprezzare. Un tripudio di bordeaux che oltre a essere sinonimo di un piatto ricco di antiossidanti è anche bellissimo.

Noi non porteremo un risotto in tavola perché siamo in tanti e ci piace goderci la giornata insieme, facciamo un gran lavoro nei giorni che precedono il Natale proprio per evitare di spignattare come pazze durante il pranzo. Ma se avete voglia di tentare – anche, perché no, il giorno di Santo Stefano – questo riso saprà stupirvi.

Non vi aspettate un risotto all’onda, il riso rosso non è adatto per questo, lo vedete anche dalle foto. Dovrete avere pazienza e dargli il tempo di cuocere lentamente, senza fretta, ma il profumo del mandarancio invaderà la cucina e saprà bilanciare alla perfezione l’amaro del radicchio e la dolcezza della barbabietola.

E mentre vi lascio alla scelta degli ultimi dettagli per il vostro menù (Come siete messi? Avete già definito tutto? Qui sono ancora in alto mare!) io corro a stendere la frolla per i biscotti, a impacchettare i regali e a fare la spesa. Domani sarà una giornata campale, tutta dedicata alla cucina, ma la famiglia si è riunita e noi siamo pronti a trascorrere un meraviglioso Natale!

PS: ricordatevi di mettere sotto l’albero anche il mio libro “Diario di una vegetariana“, sarà bellissimo trascorrere il Natale con voi 🙂

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Millefoglie di ceci e radicchio con quinoa croccante

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Anche quest’anno il Natale mi ha presa alla sprovvista. Ho fatto l’albero per tempo ma ho comprato i regali di corsa (grazie grazie grazie a chi ha inventato lo shopping online) e ho ancora tutti i pacchetti da fare. Non ho preparato biscotti da regalare perché mi è mancato il tempo materiale e perché il mio forno mi vuole male (e soprattutto vuole male ai miei biscotti). Non ho ancora scritto nessun biglietto ma ho ricevuto una lettera bellissima, mi hanno regalato un ramo di vischio e ho cucinato dolcetti cioccolatosi da Opus insieme a tante belle persone. Ho salutato l’anno con 108 saluti al sole e così mi sono resa conto di quanto poco tempo mancasse alla fatidica data. Non ho molto potere sul menù di Natale sebbene ci siano altri vegetariani a tavola, ad ogni modo restano sempre da preparare “le alternative veg” dunque mi sto tirando su le maniche e mi preparo a stendere la sfoglia integrale di farro.

Nel frattempo aspetto con ansia che la famiglia si riunisca, finalmente, perché è vero che l’importante è sentirsi vicini ma se ci si può abbracciare è ancora più bello.

Perché per noi il Natale non è mai stato un mega pranzo da mille portate ma più che altro un momento, un’occasione per stare insieme, un rito. Perdonatemi allora se non vi ho offerto tanti spunti per i regali commestibili o per il menù delle feste ma quel che conta davvero – davvero, mica per salvarmi in corner –  è che stiate insieme e che intorno al tavolo ci siano allegria, sorrisi e felicità, è questo che vi auguro di cuore.

Oggi intanto vi lascio una ricetta che secondo me potrebbe essere perfetta per un antipasto delle feste, la mia proposta è vegan ma si può preparare anche in versione vegetariana con un formaggio a vostra scelta.

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Cake cremosa di zucca e nocciole

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Come spesso capita nella mia cucina, quando ho infornato questo dolce non sapevo quale sarebbe stato il risultato. Ero reduce da un esperimento poco riuscito, una torta alla zucca buona ma decisamente poco dolce e con una consistenza simile alla pinza veneta che non sono sicura avrebbe convinto tutti. Io amo la pinza, le torte di pane e tutti quei dolci un po’ “gnucchi” che forse mi riportano alle mie origini, i dolci del recupero, i dolci tradizionali delle feste. E infatti quella torta me la sono mangiata. Ma visto che non cucino per me stessa ma anche per voi, o per lo meno quello che condivido sul blog sono ricette testate, riuscite e approvate anche dagli onnivori di casa, mi sono rimessa ai fornelli. Zucca e nocciole, un’accoppiata vincente. Il profumo che arrivava dal forno mentre il dolce era in cottura era irresistibile. Quando ho sfornato ho scoperto di aver dato vita a un dolce cremoso, un golosissimo compromesso fra una torta e un dolce al cucchiaio, un po’ soufflé e un po’ budino di pane. Si potrebbe forse dire moelleux per fare un po’ i fighi? Mah. Doveva davvero venire così? Non lo scopriremo mai.

Come ben potete vedere non so spiegarvelo meglio di così ma dalle foto potreste riuscire a intuire la consistenza. Il succo è: era buono, mamma se l’è spazzolato in un attimo. Io l’ho preparato nello stampo da plum come vedete in foto ma anche nelle monoporzioni, che sinceramente vi consiglio. Perché io questo dolce più che affettarlo lo mangerei con il cucchiaino, aggiungendo magari al centro dello yogurt alla vaniglia o, perché no, una pallina di gelato.

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Miglio speziato alle verdure

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Ci sono dei giorni, nella vita di tutti, in cui non c’è tempo per fare niente. Ci sono giorni in cui ci sono tanti impegni di lavoro, tante cose da fare e a cui pensare, tante persone di cui prendersi cura. Ci sono giorni in cui vorrei mettere la testa sotto un cuscino e dire a tutti adieu. Eppure quei giorni arrivano, regolarmente, e poi passano. E noi siamo ancora qui, survivor dei tempi moderni.

Ho quasi trent’anni, un lavoro a tempo pieno da freelance – con tutti i pro e contro del caso che certamente sa raccontare meglio di me, ad esempio, il team di C+B (se non li conoscete, conosceteli!) -, tante passioni che mi riempiono la vita, una casa di cui prendermi cura, un cane (saltuariamente, perché di norma vive con i miei) e una piccola, minuscola famiglia. Non ho visto ancora niente, come direbbe Jovanotti, eppure già così devo ammettere che non sempre è facile incastrare tutto, che a volte mi tocca fare a meno di passare l’aspirapolvere, che lo specchio dietro il lavandino del bagno è sempre pieno di goccioline e che no, non mangiamo tutti i giorni piatti ricercati super gourmet. Non lo facciamo per vari motivi: perché non sono una Chef ma una semplice appassionata, perché convivo con una persona da sfamare con gusti diversi dai miei, perché cucino tutti i pasti 365 giorni l’anno e non sempre ho il tempo/la voglia/la fantasia/la dispensa piena per mettermi a fare chissà cosa.

Mi piace però, tutto questo. A volte avrei voglia di una pausa, di mettere in tavola un piatto caldo senza doverlo prima fotografare e far congelare per poi distruggere l’impiattamento e versare tutto in padella mentre qualcuno batte le forchette sul tavolo in preda a un attacco di fame. Ma va bene così.

La mia ricetta vegan di oggi racconta questo: è un miglio speziato alle verdure preparato (di corsa) l’altro giorno a pranzo e fotografato (di corsa, come si può ben vedere) prima che finisse divorato. Non avevo deciso di pubblicarlo e nemmeno di fotografarlo quando ho cominciato a cucinare ma poi l’ho assaggiato ed era davvero buono, era un piatto semplice e abbastanza veloce da fare con quello che il frigorifero e la dispensa mi avevano messo a disposizione e ho pensato che probabilmente, nel mondo, ce ne sono molte di donne come me a cui può far comodo avere nel repertorio un paio di ricette facili ma non banali da preparare al volo. Il miglio speziato con finocchi carote e piselli forse sembra un piatto un po’ primaverile, da fine inverno, invece io l’ho preparato proprio qualche giorno fa usando anche alcune verdure surgelate per comodità (e perché non avevo alternative). E oggi ho voluto raccontarvi un po’ di dietro le quinte 🙂

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