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Crostata vegan alle mandorle con pesche e marmellata ai frutti di bosco

crostata vegan mandorle pesche

Se dovessi associare un frutto all’estate non potrei che pensare alle pesche: succose, dolci e screziate. Le mie preferite sono le pesche noci con il loro concentrato di sapore anche se devo ammettere che una parte di cuore è con le tabacchiere, leggermente schiacciate alle estremità, candide e con una polpa super profumata.

Le pesche sono la merenda che ho sempre portato in spiaggia, fin da quando ero bambina: dopo il bagno, seduta sul bordo dell’asciugamano con la mia pesca in mano annaffiavo la sabbia con il succo profumato che mi colava sulle mani a ogni morso. Sono tanti i miei ricordi legati al mare, sono tante le giornate che ho trascorso lì come se fosse una seconda casa in cui mi trasferivo per il mese di luglio fra compiti per le vacanze, castelli sul bagnasciuga, amiche del cuore e amori estivi. E’ stato un po’ traumatico – per così dire – interrompere quel ciclo, quella tradizione, e dover smettere di traslocare nell’appartamento in condivisione del mare. E’ stato un grosso cambiamento, le estati sono diventate più corte e meno emozionanti, le giornate al mare si sono ridotte drasticamente e sono diventate un vero e proprio vizio da regalarsi di tanto in tanto.

Ma il mare resta il mio posto del cuore, il luogo in cui mi sento più in pace, in cui mi riesco a rilassare e mi immergo in una dimensione diversa sentendomi più leggera, più serena e più centrata.

E mentre il mare è diventato un ricordo io sono rimasta qui, con le mie pesche fra le mani, e ho cominciato a metterle nei miei dolci, nelle mie macedonie, nei ghiaccioli e nei miei piatti salati, per ricordarmi che l’estate ora è diversa è vero, ma è qui.

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Tartara di pesche all’Earl Grey

Adoro le pesche. Sono pazza di loro, sono belle, rotonde, succose e hanno dei colori meravigliosi. La merenda perfetta per una giornata al mare, la farcitura per una crostata deliziosa, la base per una marmellata che racchiude tutta l’estate in un vasetto di vetro.

Le mie preferite sono, da sempre, le pesche noci gialle. Ditemi quello che volete, loro restano in cima alla lista. Quest’anno però ho scoperto le tabacchiere e me ne sono innamorata: sono schiacciate alle estremità e pelosine, polpa bianca succosissima che profuma di fiori.

L’altra cosa che adoro è l’Earl Grey. Il profumo del bergamotto è irresistibile, scalda il cuore in ogni stagione.

Così un pomeriggio, al posto della solita pesca mangiata a morsi in piedi, appoggiata alla cucina, sbrodolandomi fino ai gomiti, ho deciso di creare qualcosa di più chic. Ho preparato un’infusione di Earl Grey l’ho fatta ridurre, poi c’ho condito le mie pesche.

E’ nata una piccola tartara di pesche con tanti profumi dentro che mi ha davvero conquistata.

La ricetta (vegan) è su IlCucchiaio.it

Albicocche ripiene con crema al formaggio

Credo che dirvi che due persone su tre alla vista della mia teglia di albicocche ripiene hanno esclamato “ah, hai fatto i pomodori ripieni!” non giochi a mio favore. Eppure è andata proprio così, forse dipende dal fatto che siamo abituati a pomodori e pesche farcite e al forno, mentre le albicocche sono meno usuali. Forse sono tutti cecati. Non lo so, ma mentre la prima volta ho riso al secondo giro non ho potuto trattenermi e invece che esclamare “eh no, anche tu?” mentre appoggiavo la teglia sul tavolo ho risposto “si esatto, sono pomodori e li mangiamo con una crema a fine pasto” 😉

Questo però significa anche un’altra cosa, ovvero che in una settimana le albicocche sono state preparate e portate in tavola due volte. E’ che è una ricetta facile e veloce, c’è tanta frutta, poco zucchero e una punta di burro che, a pensarci bene, potevo addirittura evitare rendendo questo piatto vegan (escludendo ovviamente la crema di accompagnamento e scegliendo magari un sorbetto o un gelato vegan da mangiarci insieme).

Io direi, se avete comprato al mercato a kilometro zero un sacco di albicocche e non siete portati per la marmellata mettetele insieme a mandorle, uva passa e cioccolato fondente e cacciatele in forno. Ci vorrà davvero poco e potrete portare trionfanti in tavola i vostri “pomodori” ripieni.

La ricetta su IlCucchiaio.it!

Rucola uva e mirtilli. Noci e pane di segale.

Credo di avervi già storditi tutti con sto discorso dell’insalata, quanto è buona la verdura ma basta con ste insalatone bomba che trovi al bar e pensi di star leggera, invece dentro ci mettono di tutto, svuotano i vasetti e tu al ritorno dalla pausa pranzo ti addormenti sul pc. Non è vita.

L’insalata meglio farsela a casa, che poi chissà perché anche se la fai identica a quella del bar la tua è sempre millemilavolte più buona. Mah.

Perché son convinta che l’insalata se è fatta con un po’ d’amore e condita come si deve può essere davvero una bontà. Non una roba da dieta. Da vegetariani. Da intolleranti. No, una roba buona per tutti.

E’ il caso dell’insalata che oggi trovate sul Cucchiaio.it, che mescola frutta fresca e secca, verdura e pane. Ed è condita con il succo d’uva. Ciao insalata banale, adieu.

Marmellata di albicocche e pesche senza zucchero

Non posso mangiare zuccheri semplici. Si, insomma, niente zucchero nel caffè, thè, me. Niente brioche, pasticcini, gelati. Nada. I dolci che mi concedo – raramente – li preparo in casa e sono zuccherati con succo d’agave o sciroppo d’acero normalmente.

Poi c’è la questione mela/pectina. Con la mela non vado molto d’accordo. Cioè, io la adoro, ma lei non mi vuole bene. Nada, otra vez. Quindi anche la mela è bandita.

La marmellata però la volevo proprio fare, adesso che c’è un sacco di frutta buona volevo riuscire a metterla in vasetto per rendere più dolci le mie colazioni assurde. Ma come, come??? Senza zucchero e senza mela/pectina, possibile?!?

Lo sentite il rumore del criceto che gira nella ruota? Ecco, a un certo punto si è fermato e mi ha dato delle dritte pazzesche. Così è nata la mia marmellata, è venuta al primo tentativo anche se sulle dosi ero andata a occhio, ed è buona per davvero. Non è dolce dolce, ma si sente tutto il sapore della frutta. E poi io ho lasciato i pezzettoni perché tutto liscio non mi piace. Ma potete anche frullare la frutta, nel caso magari aggiungete una punta – ma proprio una punta – di agar agar in più per aumentare la consistenza.

L’unica raccomandazione – che faccio a voi perché qui da me non serve proprio – è di non tenerla per troppo tempo aperta in frigorifero perché avendo pezzi grossi ed essendo senza zucchero è sicuramente più delicata della marmellata industriale. Potete fare tanti piccoli vasetti come me, così li aprite uno per volta e state tranquilli. Poi come sempre, più la cuocete, più sicuri siete che regga nel tempo.

Ma, dico io, perché non mangiarla subito?!

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