Articoli marcati con tag ‘vegetariano’

Quiche senza glutine con crema di piselli finocchio e barbabietola

 

Primavera, Pasqua. Gli ultimi giorni sono stati giorni di sole caldo e di cielo azzurro, una meraviglia.

Ed è su questo che dobbiamo concentrarci, sempre, sulle cose belle.

Non mi è mai piaciuto fare la super eroina, mostrarmi invincibile, fare la parte di chi non ha paura di nulla, non si fa toccare da niente e rimane sempre in perfetto equilibrio al comando della propria vita. Non è proprio così. Per tutti ci sono gli alti e i bassi, ci sono le giornate tutte sorrisi, fiocchi e fiorellini e quelle in cui vedi tutto nero.

Possiamo attraversare queste fasi con consapevolezza, osservarle, imparare, conoscerci un po’ di più, lasciar andare quando serve. Fa tutto parte di un percorso, un percorso che ognuno di noi è chiamato ogni giorno ad affrontare, un piede davanti all’altro, per crescere. Quel che è certo è che ogni momento a un certo punto passa e che anche nelle giornate più dure c’è qualche motivo per sorridere, stringere i denti, trovare una scintilla di positività.

Magari per voi quel motivo per sorridere sono queste giornate di sole, magari l’idea che domenica (vicini o lontani) vi riunirete con le persone a cui volete bene per il pranzo di Pasqua, magari il fatto di poter preparare il vostro piatto preferito (qui uno dei miei perfetto per la stagione, facile e veloce). Non importa quale sia il vostro motivo, trovatelo ogni giorno!

E se proprio vi manca lo spunto, mettetevi in cucina e preparate qualche piatto goloso come questa quiche senza glutine con crema di piselli finocchio e barbabietola che rallegrerà sicuramente le vostre tavole e magari, anche i vostri cuori <3

Se poi non vi basta preparatevi perché domani troverete tanti altri spunti per Pasqua e Pasquetta online!

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Un weekend nelle Marche

sirolo spiaggia

Bisognerebbe scrivere dei viaggi appena rientrati, con in testa ancora le immagini nitide dei luoghi visitati, i profumi delle piante fiorite nel naso, il sapore dei piatti tipici in bocca, la nostalgia nel cuore.

Ho avuto l’enorme fortuna di poter cominciare a viaggiare presto. In casa mia c’è sempre stata la regola non scritta di risparmiare su altro per potersi concedere un viaggio, una vacanza, una fuga. Tutto è cominciato con il mio viaggio a Parigi, in treno, in cuccetta. Il massimo per una bambina che fra libri di Agatha Christie e immaginazione ha dormito su un letto che usciva dalla parete e si è lavata i denti in un lavandino minuscolo nell’attesa di incontrare Mickey Mouse a Euro Disney!

Ho visto posti bellissimi, di alcuni ho ricordi nitidi, di altri mi è rimasta impressa una sensazione, un’emozione. Non so quanto questo cominciare a mettere il naso fuori dalla porta di casa presto abbia inciso sulla mia passione per i viaggi ma ho continuato a farlo, seguendo la regola del salvadanaio.

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Insalata di miglio al limone con feta e mandorle

miglio insalata feta limone

Agosto non è mai stato il mese delle vacanze, per me. Troppo caro viaggiare, troppa gente in giro, troppo caldo, io – potendo, ovviamente – sono una da vacanza fuori stagione. Agosto è sempre stato il mese della calma in città, delle strade vuote e dell’asfalto rovente, il mese del lavoro pigro ma costante, del recupero delle cose da fare mai fatte, il mese del riordino delle idee, delle cose, della casa. Il mese in cui ti vedi a cena con gli altri “sfigati” che come te affrontano ogni mattina un giorno come un altro, quelli con cui condividi la frustrazione e parli di quando arriverà il tuo turno, quando tutti saranno rientrati e tu potrai finalmente partire.

E se il tuo turno quest’anno non dovesse arrivare? Se davanti a te avessi mesi di fatica fisica e mentale, mesi intensi di duro lavoro, esami, prove da superare? In tal caso non pensarci ora, goditi quel che resta di quest’estate italiana, cucina quello che ti va e cena seduto sul divano mentre senti l’aria della sera entrare dalle finestre senza dover alzare il volume per sovrastare il rumore del traffico, metti il sole nei tuoi piatti e goditi la tintarella di luna, perché domani sarà un altro giorno, sì, ma potrebbe essere bellissimo.

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Spiedini di cavolini e l’appuntamento con il mio libro “Diario di una vegetariana” a Food&Book

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Da un po’ di tempo non vi racconto più niente sul mio libro di cucina (e non solo) DIARIO DI UNA VEGETARIANA e sulle ricette vegetariane e vegan che ci trovate dentro, e siccome è pur sempre figlio mio – e mica dei figli si parla solo alla nascita – oggi torno a bomba sul tema.

Perché udite udite, signore e signori, come qualcuno già saprà è arrivato il momento di presentare il mio libro al mondo: venerdì 23 ottobre 2015 sarò al Food & Book Festival di Montecatini insieme (per mia grande fortuna) a Carlo Ottaviano, giornalista ed ex Direttore del Gambero Rosso – solo per sintetizzare – grande esperto di enogastronomia che oltre a dirigere il Festival e ad avermi invitata sarà anche con me a raccontarvi qualcosa di questa creatura.

Food&Book Festival del libro e della cultura gastronomica, alla sua terza edizione, si terrà dal 23 al 25 ottobre e vedrà la partecipazione di scrittori e Chef da tutta Italia. Tre giorni dedicati al mondo del cibo e non solo (anche il vino e l’acqua faranno la loro parte) durante i quali le presentazioni si alterneranno a eventi, degustazioni, showcooking e cene.

Questo quello che era doveroso dire per spiegarvi un po’ dove sarò.

Ora possiamo passare allo stato d’animo della sottoscritta, un misto di emozione e ansia mescolate in un nodo che ancora non si è sciolto (e speriamo non si sciolga proprio quel giorno). Il panico di una che con la comunicazione ci mangia ma che di solito non ha riflettori puntati addosso, anzi, sta dietro le quinte ben nascosta. La gioia per questo piccolo/grande traguardo che mi da la possibilità di raccontare il mio libro con i cuore, perché dentro c’è un pezzetto di me. L’incredulità di vedere il proprio nome in un programma pieno di grandi nomi e la voglia di prendersi qualche minuscola rivincita verso chi ha tentato di demolire la mia già scarsa autostima in ogni modo, nel tempo, che si mescola alla mia ormai tradizionale tendenza a mantenere un profilo basso. Della serie “stai calma”. Poi ci sono le questioni tipo cosa dico/ma se mi impappino/se mi viene l’ansia e non riesco a parlare e le non trascurabili cosa mi metto/come mi pettino/come mi trucco, cose da femmine insomma.

Ecco, questo in sintesi quello che mi sta capitando.

Io sono qui ancora una volta a dire grazie a voi che mi leggete, perché questo progetto è nato come una sfida ma senza grandi aspettative, è stato coltivato con amore e passione ogni giorno ma poi, in fondo, se non ci foste voi a leggermi non avrebbe molto senso. E sono qui anche a dirvi: venite! Dai io vi aspetto, ci sono una sacco di professionisti di altissimo livello, ci sono tante cose interessanti da vedere e da ascoltare, ci sono le terme. E poi ci sono io che avrò un gran bisogno di abbracci 🙂

L’ultima cosa che vi dico è: comprate il mio libro! Dai su, lo trovate anche su Amazon e sui vari circuiti di vendita online, potete ordinarlo e riceverlo comodamente a casa. Sarà bello stare fra le vostre mani, nelle vostre librerie, sulle vostre tavole ed essere scribacchiati e riempiti di appunti. Spero che il mio libro diventi un po’ anche vostro.

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E per non lasciarvi con la bocca asciutta vi lascio la ricetta (che trovate a pagina 172 di Diario di una vegetariana) dei miei cavolini di Bruxelles arrostiti alle erbe provenzali che io ho adorato negli spiedini con pere e prugne (che trovate a pagina 34).

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Una vegetariana in cucina goes to Mexico

Sono in Messico da un po’. Sono nella Penisola dello Yucatan per essere precisi. Cieli azzurri, colori intensi, sole caldo e gente affettuosa. Ero già stata in Messico qualche anno fa  – un bel po’ di anni fa a dire il vero – in vacanza, solo sulla costa, ed ero anche stata a San Diego, che non è in Messico ma ne subisce fortemente le influenze dal momento che è sul confine e molti degli abitanti sono messicani d’origine.

Stavolta però facendo base in città, pur essendo sempre e comunque una “turista”, la vivo con occhi diversi. La vivo come una città che mi sta ospitando per un periodo della mia vita, come un pezzo di strada che sto percorrendo qui invece che dove cammino di solito.

Potrei raccontarvi molte cose, molte forse ve le racconterò. Potrei raccontarvi di persone gentili e sorridenti che ti accolgono con gioia, potrei raccontarvi di ritmi lenti e rilassati, di “case” senza pareti e senza elettricità. Potrei raccontarvi di maggioloni sgangherati e di macchinoni nuovi di zecca, di centri commerciali enormi e di botteghe minuscole, da ripulire e da ridipingere, eppure aperte e funzionanti. Potrei raccontarvi di ragazze con le zeppe e ragazzi a piedi scalzi, di donne in abiti tradizionali, di municipi con le pareti turchesi e di piazze fatte di chiese, panchine e giochi per i bambini. O di anziani seduti in strada, fuori dalle porte di casa, a chiacchierare.

Oppure potrei raccontarvi, forse più banalmente, di cosa mangia “una vegetariana in Messico”. Se vi immaginate tacos, tortillas e burritos, immaginate bene. Se pensate a ripieni di carne cotti in sughi rossi e piccanti, pensate bene. Ma non è tutto qui.

Una vegetariana nella penisola dello Yucatan, in città, mangia messicano, yucateco, vegano, raw, cinese o giapponese. Da quando sono arrivata non c’è stato un solo pasto in cui io mi sia trovata realmente in difficoltà. Insomma i piatti vegetariani non mancano, quasi tutti i locali hanno un paio di proposte senza carne e pesce, alcuni anche vegan, basta saper scegliere ed entrare nell’ordine di idee che questa NON è Italia. Di certo ci sono alcuni pilastri e il menù può sembrare un po’ ripetitivo, ma si parla di cucina tradizionale, è normale: tortillas (o tostadas o nachos), formaggio, verdure e salse non mancano mai. Ma non mancano neanche le insalate di frutta e verdura fresche, spesso più creative della classica “insalatona con dentro tutto” che si trova da noi. In alcuni posti è possibile anche farsi da sé la propria insalata sommando gli ingredienti a piacere e scegliendo il condimento, quindi quando si ha voglia di una tregua dal cibo messicano, di qualcosa di semplice e leggero, lo si trova.

Poi insomma, intendiamoci, chi vuole la pasta – che io AMO alla follia ma che non cerco qui – deve restare in Italia 🙂

E allora ecco qualche dritta, alcune delle cose che ho mangiato in questi giorni e che posso cercare di “raccontarvi”, sai mai che qualcuno di voi abbia in programma un viaggio qui:

Guacamole: partiamo dal top, dalla mia dipendenza in Italia e – tanto più – qui, dalla salsa più cremosa, più versatile e più buona del mondo (per me ovviamente). Il guacamole qui si trova ovunque e si mangia spesso come accompagnamento o come antipasto, insieme alle tostadas di  mais, mentre si aspetta il resto. Questa crema di avocado arricchita di pomodoro a dadini, succo di lime e cipolla (chiedendo si può avere senza cipolla senza problemi) viene preparata al momento per evitare che l’avocado annerisca e può essere fatta al coltello o frullata, quindi più o meno liscia. Ordinatela a prescindere, andrà sempre e comunque finita.

–  Tortillas: la tortilla è un po’ l’equivalente della nostra piadina – solo per darvi un’idea banalizzando – e si può avere di grano, mista mais e grano o solo di mais, bianco o giallo (quindi senza glutine!). In base al tipo di farina il sapore sarà più o meno intenso, la gialla è decisamente più forte.
La tortilla si può mangiare come accompagnamento a salse e altri ingredienti o farcita con quello che vi pare – diventerà così un taco, un burrito, una quesadilla eccetera – la servono calda e resta morbida anche quando si raffredda.

– Queso fundido: il queso fundido è una fonduta di formaggio – di solito Oaxaca, un formaggio prodotto con il processo della pasta filata come la mozzarella o un mix di formaggi che si serve calda accompagnata da tortillas di mais o di grano. Si può usare per farcire le tortillas insieme al guacamole e altre delizie.
 
–  Platanos fritos: il platano, quella specie di grossa banana verde che si mangia solo cotta, qui si frigge e diventa uno snack o un antipasto golosissimo, leggermente dolce e più o meno croccante a seconda di quanto sottile lo si taglia.

– Enchiladas de queso e/o verduras: una tortillas farcita con formaggio o verdure servita con salse più o meno piccanti, spesso gratinata leggermente al forno.
 
– Frijoles refritos: una deliziosa crema di fagioli neri da accompagnare con i nachos di cui sopra o da mangiare con le tortillas (tradizionalmente preparata con grassi animali oggi si trova prevalentemente preparata con olio, al limite chiedete).
 
– Quesadillas: uno dei piatti più semplici della cucina messicana a base di tortillas di mais o grano farcite con formaggio e servite con salse varie.
 

– Fajitas vegetarianas: le fajitas sono un’altra variante e di solito vengono servite “scomposte” con le tortillas calde e da parte le farciture, ad esempio verdura e frutta alla piastra (buonissima!)

– Jicama: un tubero dolce e rampicante che si pela e si condisce con sale, pepe e succo di lime e si lascia marinare. Croccante e succoso, ricorda la rapa e si serve come antipasto o nell’insalata. Si può anche saltare o servire nelle zuppe.

Ecco insomma, qualche suggerimento ve l’ho dato. Poi io mica ho già scoperto tutto, altrimenti che gusto c’è?

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DIARIO DI UNA VEGETARIANA, il mio libro, è in vendita su ordinazione in libreria, su Amazon oppure da 11 a Treviso, in via Diaz!

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