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Crema di zucca cannellini e carote allo zenzero

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Dopo un paio di settimane in cui ogni momento libero – anche mezz’ora – era buono per cucinare, sono passata a un periodo in cui non c’è neanche mezz’ora libera e, dopo un piiiiiccccccccoooolissssiiiimo incidente fra i fornelli (mi sono ustionata con l’olio di cocco ma sono stata letteralmente miracolata, ndr) ho appeso i mestoli al chiodo per un po’. Non sono a dieta, continuo a cucinare e a mangiare eh, solo non sto preparando i piatti carini carini e quindi non li sto neanche fotografando. E’ materiale per sfamarsi, non per il blog, per intenderci.

Per fortuna ho messo da parte qualche ricettina per voi e visto che queste sono giornate fredde e umide con il cielo grigio e bianco e l’aria gelida, non potevo che scegliere una crema, una delle mie amate zuppette.

Continuo a comprare ogni settimana una zucca perché da grande appassionata sono già in paranoia per quando non ci sarà più – anche se quest’anno le zucche non le ho trovate poi così buone – e siccome il tempo è poco finisco sempre per usarla nel modo più comodo e metterla nella minestra. E se a quella cremosità pazzesca che regala la zucca aggiungiamo anche i cannellini e la dolcezza delle carote allora il gioco è fatto. Sì, io sono sempre una da piatti dolci, lo sapete, ma per riequilibrare questa zuppa ho usato lo zenzero fresco, pungente e piccantino, e la salvia che con il suo aroma inconfondibile rende tutto perfetto.

Una rivisitazione di questa ricetta è  presente nel libro di cucinaMancina “Mangiare bene, dormire meglio – idee, consigli e ricette della buonanotte” edito da Gribaudo/Feltrinelli in uscita il 17 ottobre 2019.
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Zuppa di spinaci piselli e broccoli con yogurt e nocciole

zuppa spinaci piselli broccoli

E abbiamo voltato pagina. Più o meno insomma, perché anche se vorremmo un po’ tutti che l’anno nuovo fosse sinonimo di vita nuova e nuovi inizi, non è che la notte fra il 31 dicembre e l’1 gennaio sia proprio un colpo di spugna. Non è che il primo giorno del nuovo anno tutto sia perfetto, le cose da buttare andate, sparite, le cose da cominciare partite alla grande, le cose da mantenere migliorate. Ci vuole tempo.

Il tempo è una materia preziosa e al tempo stesso è una fregatura. Passa, non rallenta, non si ferma, non torna indietro. E allora bisogna imparare a starci dentro, a questo tempo. Bisogna imparare a gestirlo, a sopportarlo, a usarlo. A modo nostro, che non è il modo giusto né quello sbagliato, ma è semplicemente il nostro. E magari imparare anche dedicarne un po’ alla cura di noi stessi.

Io, che predico bene e razzolo male, non posso che partire dalla tavola, con qualche ricetta sana, colorata e buona come questa zuppa di spinaci piselli e broccoli servita con una crema di yogurt allo zenzero, paprica dolce e nocciole tostate.

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Crema di finocchi piselli e sedano al limone

crema finocchi limone vegan

Non so bene spiegarvi quando ho deciso di cominciare a sperimentare con la cucina vegan. Non sono vegana, eppure il passo dalla cucina vegetariana a quella vegana è stato abbastanza breve per me tanto che oggi, spessissimo, preparo ricette vegan. Mi sono abituata a pensare senza derivati animali, a pensare alle sostituzioni, a mettere insieme i piatti cercando di mantenere un equilibrio fra i nutrienti. A chi mi dice sempre che “eh ma ci vuole tanto tempo per mangiare bene/vegan io non ce l’ho” vorrei dire che no, neanche io ce l’ho. Le mie giornate, negli ultimi mesi sono più caotiche che mai, giro come una trottola, passo da un lavoro all’altro, parto presto (prestissimo), rientro tardi. Spesso per cucinare come si deve ho bisogno di sfruttare il weekend, per preparare qualcosa in anticipo, magari anche da surgelare. Ma in generale quello che serve è un po’ di impegno e un po’ di tempo per cambiare schemi mentali, per riorganizzare la dispensa e imparare a pensare alla cucina diversamente. “Eh ma per i legumi ci vuole un sacco di tempo”. Dipende. Le lenticchie non hanno praticamente bisogno di ammollo. L’ammollo si può fare la sera, andare a letto, cambiare l’acqua la mattina e poi pensare a cuocere. Si possono usare le verdure surgelate. Si possono scegliere i vasetti per avere un aiuto in caso di emergenza, in vetro (non le lattine), e sciacquare molto bene i legumi prima di usarli. Insomma ci sono diverse alternative e la cucina vegan davvero potrebbe stupirvi con una grande varietà di sapori, con nuovi ingredienti, consistenze particolari, prodotti fatti davvero bene.

Come il CICIONI, un fermentato (potrei chiamarlo “formaggio” per darvi un riferimento e semplificare, anche se un formaggio non è) messo a punto nientepopodimenoche dalla Chef Daniela Cicioni che seguo da tempo e fa un lavoro eccezionale usando i prodotti della natura creando piatti che sembrano opere d’arte. Ecco perché quando mi hanno chiesto se avessi voglia di assaggiare il suo fermentato a base di anacardi e mandorle non ho resistito. Il CICIONI, a base di frutta secca, viene sottoposto a una fase di fermentazione e poi essiccato. Il risultato è qualcosa di unico che non so assimilare a nulla: la consistenza compatta alla vista ma morbida al tatto, si sbriciola, il sapore è pungente e ben si abbina con note dolci e gusti pieni che sanno smorzare la sua nota acidula finale che in purezza risulta prevalente. È qualcosa di diverso da tutto il resto, non aspettatevi qualcosa di convenzionale ma piuttosto qualcosa di nuovo. Io l’ho aggiunto alla mia crema di finocchi piselli e sedano, come avrei potuto fare con una robiola, ma prossimamente magari sperimenterò anche altri utilizzi.

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Crema di cannellini al radicchio

crema cannellini radicchio

Chissà se succede anche a voi di affrontare dei periodi in cui si è stanchi, fisicamente ma non solo, mentalmente ma anche proprio dentro. C’è una stanchezza profonda che ti pervade e ti fa sentire il bisogno di prenderti una pausa da tutto, di mettere un punto e andare a capo. Di rallentare i ritmi e goderti poche cose al massimo, fino in fondo, senza fretta e senza paura.

Di solito da me arriva dopo un periodo denso di impegni e di sfide o quando sono in un momento di down emotivo e magari mi riempio le giornate di cose da fare pur di non dovermi fermare e pensare ma a un certo punto il mio corpo mi urla basta! così forte che mi tocca ascoltarlo. Capita spesso in questo periodo dell’anno, forse perché questa non è la mia stagione, patisco il freddo, le giornate corte, i cieli grigi.

E quest’anno anche il Natale sembra lontano, niente magia, niente lucine, niente canzoni di Bing Crosby. Forse sarebbe l’anno giusto per passare il Natale ai Caraibi. Ma fra un po’ la famiglia sarà riunita, la piccola di casa arriverà e sono sicura che l’atmosfera del Natale si farà sentire…e non vedo l’ora!

Nell’attesa mi consolo con qualche bella zuppa calda, cremosa e profumata, una vera dipendenza per me nell’ultimo periodo (insieme a biscotti e cioccolato, ahimè) che mi dà la possibilità di sbizzarrirmi con mille ingredienti e abbinamenti diversi. Poi finisce che decido di frullare tutto e trasformarla in una crema perché a quella consistenza no, non so resistere.

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Crema di patate viola e asparagi con mozzarella

crema patate asparagiSe non conoscessi la storia dietro questa ricetta penserei che chi l’ha fatta è un pazzo: con quello che costano – e considerato quanto sono buoni – gli asparagi bianchi non puoi farci una crema, sei fuori?

Non tutte le ciambelle però vengono col buco e non tutti i mazzi di asparagi valgono il prezzo che costano, anche io che sono abituata a comprare montagne di frutta e verdura a volte mi faccio fregare, se poi uno non è proprio avvezzo o compra per la prima volta in un posto che non conosce la fregatura è dietro l’angolo.

Così un giorno mi sono ritrovata fra le mani un mazzo di asparagi bianchi che non erano in forma perfetta, mi sono messa a pulirli per bene e quando è stato il momento di decidere cosa farci non ho potuto non pensare ai consigli delle nonne, delle mamme, delle donne, a tutti quei trucchetti che si usano per evitare gli sprechi e ho deciso: frulliamo tutto e bon.

Se voi avete un bel mazzo potete comunque usare parte dei gambi, quelle parti un po’ più durine che magari accantonereste ma che sono piene di sapore, mentre con le punte potete farci un risotto. Il sapore dunque , è merito degli asparagi. Il colore invece, delle patate viola, diamo a Cesare quel che è di Cesare. 

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