Author Archives: GcomeCarolina

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Plumcake al limone e semi di papavero e il nuovo Taste

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Dal momento in cui sono diventata vegetariana e ho iniziato ad approfondire il tema dell’alimentazione per capire come integrare la mia dieta in modo bilanciato, i semi sono diventati protagonisti della mia cucina. Ho sempre amato il pane nero che compravano i miei quando andavamo a sciare, coperto di semi di girasole, zucca e papavero, profumato e ricco di sapore. Già allora avevo in dispensa alcuni semi ma li usavo senza una logica, secondo l’ispirazione.

Oggi è tutto diverso. Uso i semi praticamente ogni giorno: nella granola a colazione, nell’insalata o sulla pasta a pranzo, nei muffin a merenda, sulla zuppa a cena. C’è sempre un momento buono per usare i semi oleosi, per arricchire i piatti di sapore e sfruttarne tutte le proprietà. Senza contare che ci sono semi come quelli di lino o di chia che ci aiutano anche nella preparazione dei dolci.

Ecco in questo numero di Taste&More ci siamo sbizzarrite con i semi e io ho preparato un dolce semplice ma delizioso, un lemon poppy seed (plum)cake. Ma ovviamente non è tutto qui, fra le pagine del primo magazine dell’anno nuovo trovate anche zuppe, pani speciali, tisane e tartufini. Cosa aspettate a sfogliare?

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Crema di zucca e patata dolce con polenta al curry

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Quando un anno non si chiude nel migliore dei modi l’anno nuovo si carica di aspettative, di buoni propositi e di speranze. È normale, è l’animo umano che cerca sollievo.

Poi arriva gennaio ed è tutto un alternarsi di cieli grigi e cieli azzurri, tiepidi raggi di sole e folate di vento gelido, giornate limpide e giornate in cui delicati fiocchi di neve danzano nell’aria. Sarà che sono meteoropatica, sarà semplicemente che in questo periodo sono iper sensibile, ma tutto sembra ripetere uno schema che ben conosco, quello della vita: un passo avanti e due indietro, una mezza certezza e milioni di insicurezze, una decisione presa e mille da rivalutare, un libro che pareva già scritto tutto da cancellare.

È una fatica. Non che ci sia da lamentarsi, ci sono tante fortune e tante cose belle di cui non scordarsi mai, ma è una vera fatica. Fisicamente e mentalmente sto subendo le conseguenze di questi mesi. Sto cercando rifugio sul tappetino da yoga per cercare un po’ di quiete e tentare di bilanciare la mia spasmodica ricerca di conforto che mi porta in altre direzioni, ad aprire il barattolo dei biscotti troppe volte in un giorno, ad addentare la tavoletta di cioccolata mentre sto in piedi appoggiata alla cucina con lo sguardo smarrito e tante domande nella testa.

Per fortuna il conforto non è tutto dolce ma è anche cremoso e profumato, avvolgente e speziato. È fatto di zuppe colorate arricchite in modo speciale, come questa crema di zucca, patate dolci e ceci servita con cubetti di polenta profumati al curry, irresistibili.

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Salame al cioccolato vegan

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Succede che un anno vola via veloce e porta con sé cambiamenti inaspettati. Succede che ti distrai un attimo ed è già Natale, un Natale che non senti ma ti sforzi un po’ e cerchi di fartelo andare bene, impasti i biscotti e sorridi come ti hanno insegnato, perché i sorrisi non costano niente e fanno un gran bene a chi li fa e a chi li riceve, anche quando sono un po’ forzati.

A volte funziona, a volte cercare di fare tutto lo stesso, di fare buon viso a cattivo gioco, di ripetere gli stessi schemi pur temendo che non funzioneranno è la soluzione, le cose lentamente e quasi magicamente si sistemano, le ferite si rimarginano e tu torni (quasi) come nuova, ammaccata ma pronta a voltare pagina. Altre volte invece no. A volte arriva un Natale che proprio non è tuo, tu ti ostini a preparare biscotti, ti ostini a fidarti di una ricetta pescata online sapendo che mai – M A I – fino ad ora nella vita le ricette trovate online ti sono venute ma tu vuoi credere che sia la volta buona. E invece sforni dei biscotti apparentemente bellissimi eppure duri e di un sapore indefinito, un po’ come il tuo Natale.

E mentre i giorni passano e l’anno va a rotoli decidi ancora una volta di non mollare e dare nuova vita a quei biscotti usandoli per un salame al cioccolato, perché anche dalle cose peggiori – ti dici – può venire fuori qualcosa di buono. Ripeti a te stessa di stringere i denti e di non smettere di sorridere mentre picchi forte con il mattarello su quei biscotti e poi ci aggiungi un po’ di cioccolato, che in certi momenti sulla dolcezza non si può essere avari, e mescolando gli ingredienti senza troppa attenzione ripensi al salame al cioccolato che faceva la nonna, il più buono del mondo.

Si, ok, questo non sarà il più buono del mondo ma se la cava benone, è nato dalle ceneri di una teglia di biscotti che non promettevano niente di buono a cui ho voluto dare una seconda chance e beh, se la cucina è un po’ come la vita, voglio sperare che il risultato stavolta possa davvero essere lo stesso.

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Biscotti pan di zenzero

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E poi succede così che all’improvviso, quando meno te l’aspetti, un po’ di spirito del Natale si fa largo a gomitate fra le tue ansie e le tue insicurezze, ti prende per mano e ti mostra gli stampini per i biscotti a forma di stella e di pino, ti fa sentire il profumo della cannella e quello dello zenzero, ti mostra la bellezza dei ricami di glassa bianca. È un attimo ma resistere è quasi impossibile e così per quanto tu non ne sia convinta al mille per mille, per quanto tu non senta l’atmosfera friccicarella e la voglia di canticchiare Santa Claus is coming to town, ti ritrovi senza quasi rendertene conto con le mani in pasta immersa fino al collo nella preparazione dei biscotti al pan di zenzero.

Io non so quanti di voi possano dire di aver mangiato gli originali, quelli veri, e di sapere perfettamente quale dev’essere il sapore e quale la consistenza, io sinceramente no. Ma devo dire che quelli che ho mangiato erano molto simili ai miei che – ovviamente – sono un esperimento vegan preparato con crema di cocco e spezie. Croccantini fuori e leggermente morbidi all’interno, con quel colore dorato caratteristico e con quei meravigliosi decori di glassa. Ecco, sui decori stenderei un velo pietoso visto che io, nota per la mia scarsa pazienza, ne ho decorati un pochini più o meno come avrebbe fatto un bambino di tre anni e poi ho abbandonato la glassa per una più semplice, seppur scenografica, cascata di zucchero a velo.

Insomma dopo il mio sogno che si è realizzato lo scorso weekend quando ho visto Lo Schiaccianoci ora ho anche fatto i biscotti…un passo alla volta il Natale si avvicina e io aspetto che la famiglia si riunisca per farmi scaldare il cuore e farmi contagiare dalla magia.

Buone feste a tutti, che siano piene di gioia, d’amore e siano all’insegna di famiglie riunite e di sorrisi regalati.

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Maltagliati alle castagne con zucca e pera

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Ho imparato a fare la pasta all’uovo da nonna. In realtà ho anche un lontano ricordo di una piccola me che imparava a fare i tortellini insieme al mio prozio, bolognese, un omone che teneva l’impasto con delicatezza fra le sue mani grandi mentre mi spiegava come ripiegare il triangolo per formare il tortellino perfetto. Ma forse ero davvero troppo piccola e le immagini di me che apprendo – nel vero senso della parola – l’arte della pasta fresca mi vedono al bancone della cucina insieme alla nonna. In un giorno come questi, probabilmente, poco prima del Natale, mentre lei impasta tonnellate di pasta per preparare tagliatelle e ravioli di ogni tipo. Da quel giorno ho sempre usato le sue dosi e le sue proporzioni per preparare la pasta, tornando con la mente a quei momenti ogni volta che sento l’impasto diventare corposo ed elastico fra le mie mani, ogni volta che mi bagno i palmi per dargli un po’ più di umidità, ogni volta che cospargo di farina il mio tagliere di legno chiaro.

maltagliati castagne zucca pera

Ora non preparo spessissimo la pasta all’uovo ma di tanto in tanto mi dedico a questo rituale, tiro fuori la Nonna Papera – la macchina per tirare la sfoglia di nonna – e mi preparo a impiastricciare la cucina e imbiancarla di farina. Il Natale è spesso una di quelle occasioni, sarà perché i ritmi sono più lenti o perché c’è la voglia di viziarsi un po’ di più a tavola con qualche piatto speciale.

Così ho preparato questi maltagliati – il formato preferito da chi come me non ha troppa pazienza – rustici, con farina di segale e farina di castagne, e ho scelto di non condirli con un sugo avvolgente ma con qualcosa di più inaspettato: zucca e pera saltate in padella, profumo di salvia e nocciole croccanti.

Magari vi verrà voglia di metterli in tavola durante le feste.

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