Vegan

Crema di zucca lenticchie rosse e miglio alla curcuma

crema zucca lenticchie miglio

La primavera è un periodo dell’anno che amo particolarmente. Essendo un’amante del sole e del caldo l’inverno per me è sempre durissimo e quando le giornate si allungano e il sole diventa un po’ più caldo comincio a sentirmi meglio. Certo, la primavera non è amica degli allergici, come me. Ma io non riesco a non amarla. E’ proprio come un risveglio, una rinascita. Si riparte, e c’è un motivo in più per sorridere.

Mai come quest’anno sento il bisogno di ripartire. Ma anche se è quasi Pasqua questa primavera è un po’ incerta ancora, giornate tiepide si alternano a cieli grigi e venti forti, pioggia, freddo. Come in tutti i cambi di stagione io mi ritrovo a vivere le conseguenze del meteo ballerino anche a tavola: un giorno ho voglia di insalate e di cibi freschi, l’altro darei il mio regno per una zuppa cremosa e confortante. E allora mi assecondo, cercando di ascoltare quello che mi chiedono corpo e mente.

I prossimi protagonisti di creme e zuppe saranno i carciofi, che adoro, ma nel frattempo mi sono regalata ancora un po’ di zucca, l’ultima della stagione. Il mio ingrediente preferito dell’inverno, senza dubbio. Quella che rende tutto cremoso, dolce e speciale. L’ho aggiunta alle lenticchie rosse, profumata con salvia e curcuma e poi ho unito un po’ di miglio. Per rendere il piatto completo ma anche perché a me la crema di verdure piace densa e il miglio assorbe moltissimi liquidi, quindi fa esattamente il mio gioco. E voi di che squadra siete, volete come me la crema densa o la preferite un po’ morbida?

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Pasta al pesto di foglie di rapa bianca e anacardi

pesto foglie rapa

Sapete che io sono un’appassionata di pasta e di tutti quei sughi assimilabili al pesto, facili, veloci e cremosi. Bene.

Sarà che è arrivata la primavera (e ha portato una ventata d’aria nuova finalmente), sarà che sono a dieta da un po’, sarà che sono sempre stata una pastasciuttara…non lo so, ma ultimamente ho sempre una gran fame. Non mi preparo un piatto di pasta “vera” da diverse settimane ormai e mi manca da morire. Cambiare tipo di alimentazione è come sempre un mezzo dramma all’inizio, fino a quando il corpo e la mente non si adeguano al nuovo regime: chili e chili di verdura cruda e cotta riempiono tutti i giorni il mio piatto insieme a tante proteine vegetali di cui ho estremo bisogno. Mi sento bene ma ogni tanto arriva il giorno X, quello in cui mancano – più per l’umore che per altro – i cereali e la cioccolata. Su Instagram non vedo altro che torte, dolci cioccolatosi e montagne di biscotti. E’ proprio vero che la mente è selettiva e a volte vede solo quello che vuole vedere, nel bene e nel male.

Io però mi sono imposta di selezionare solo pensieri positivi, mi sento un po’ meglio e mi sembra di aver ricevuto un dono enorme, non c’è tempo per lamentarsi e non si può farsi prendere dalla negatività e dalla paura. Affrontiamo un giorno alla volta – un altro senza carbo!! – e incrociamo – sì, anche voi per me – le dita sperando che vada sempre meglio.

Intanto in archivio mi ritrovo una serie di ricette irresistibili di pasta e di riso che non posso non condividere con voi, specialmente se non siete a dieta 🙂

Avete comprato una rapa bianca e non sapete come usarla? Bene, per prima cosa togliete le foglie che sarebbero le prime ad appassire e preparate questo pesto con foglie di rapa piselli e anacardi davvero buonissimo. L’ho preparato senza sapere bene cosa aspettarmi perché era la mia prima volta con la rapa bianca e mi ha conquistata. Delizioso, super saporito, ottimo anche sul pane per un antipasto fuori programma.

Provate e poi ditemi (mentre tenete le dita incrociate).

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Mini burger di azuki e riso rosso

burger azuki riso rosso

Mentre scrivo fuori piove a dirotto. Dopo un paio di giornate primaverili è tornato il cielo grigio e pare che tornerà anche il freddo. Oggi è una buona giornata la mia ma questi ultimi mesi sono stati un gran casino.

Non sono abituata a lamentarmi, non mi piace, eppure ultimamente sembra che non riesca a fare altro. In un momento in cui la mia vita era già un macello mi sono ritrovata a gestire un peggioramento significativo della mia salute. Ho sempre avuto un sacco di piccoli disturbi – le “magagne” come si dice in Veneto – tante piccole cose che ho imparato a gestire per avere una vita normale. Ho sempre convissuto con le mie magagne in modo pacifico, c’erano periodi peggiori e altri migliori ma io le conoscevo e sapevo come prenderle. Fino a quando la dermatite atopica si è aggravata. Ora so che qualcuno di voi starà pensando Scusa ma cosa le fa pensare che ci interessi il suo bollettino medico? Noi siamo qui per le ricette! La risposta è Perché ho bisogno di parlarne. Il mio blog è diventato un compagno di viaggio negli anni e anche un posto in cui sfogarmi un po’. Ci sono stati momenti di puntualità assoluta nella pubblicazione delle ricette e altri di silenzi dietro cui si nascondevano periodi più bui. Come questo. Chi conosce la mia malattia sa bene di cosa parlo. Conosce la stanchezza infinita dopo notti insonni, conosce il disagio e la difficoltà a guardarsi allo specchio e a uscire di casa, conosce l’imbarazzo, conosce l’insofferenza, conosce il dolore di un corpo che non sembra voler guarire, in un circolo vizioso. Conosce la sensazione che si prova ogni mattina, aprendo gli occhi sperando che sia tutto sparito, sapendo che invece è un altro giorno no.

La mia malattia non mette a repentaglio la mia vita, no. Ci sono malattie molto più gravi, mostri peggiori, lo so bene, l’ho visto con i miei occhi. E in questi giorni un po’ più neri in cui si fa fatica a immaginare che domani andrà meglio, ho pensato spesso a quei guerrieri – tantissimi – che combattono ogni giorno con la malattia. Che trovano la forza di alzarsi dal letto e portare a casa un’altra giornata, magari dispensando anche qualche sorriso. Ho pensato a quanto siamo scemi a non renderci conto della fortuna che abbiamo quando stiamo bene. Sono cose che suonano banali, mi rendo conto, ma sono esattamente le cose che penso. Quando stai male e finalmente hai un giorno di tregua pensi Oddio, sto troppo bene. Pensi Devo fare un milione di cose oggi, perché sto bene. Pensi Devo sorridere fino a quando mi farà male la faccia oggi, perché sto bene. E così prima che quella stronza della mia mente mi faccia pensare Tanto domani starò male di nuovo, io corro in cucina, accendo il forno, preparo qualcosa, magari proprio questi mini burger vegan e senza glutine di azuki e riso rosso alla paprica affumicata. Cerco conforto dove l’ho sempre cercato, in cucina. Perché a volte avresti bisogno del conforto di un abbraccio, ma stai male e non te la senti di chiederlo. Ed è una fortuna enorme avere delle persone che ti sostengono e che ti vogliono bene, che ti stanno vicino anche quando sei più acida del peggiore dei limoni. Ed è una fortuna avere una passione – o magari due, tre – che ti tengono in piedi e ti riempiono la mente prima che faccia viaggi strani.

Io sono fortunata, perché ho entrambe le cose.

Posso cucinare, incrociare le caviglie sul mio tappetino da yoga e lasciarmi scaldare dai sorrisi di chi mi vuole bene e continua a dirmi Credici, domani andrà meglio.

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Crema di zucca cannellini e carote allo zenzero

crema zucca cannellini carote

Dopo un paio di settimane in cui ogni momento libero – anche mezz’ora – era buono per cucinare, sono passata a un periodo in cui non c’è neanche mezz’ora libera e, dopo un piiiiiccccccccoooolissssiiiimo incidente fra i fornelli (mi sono ustionata con l’olio di cocco ma sono stata letteralmente miracolata, ndr) ho appeso i mestoli al chiodo per un po’. Non sono a dieta, continuo a cucinare e a mangiare eh, solo non sto preparando i piatti carini carini e quindi non li sto neanche fotografando. E’ materiale per sfamarsi, non per il blog, per intenderci.

Per fortuna ho messo da parte qualche ricettina per voi e visto che queste sono giornate fredde e umide con il cielo grigio e bianco e l’aria gelida, non potevo che scegliere una crema, una delle mie amate zuppette.

Continuo a comprare ogni settimana una zucca perché da grande appassionata sono già in paranoia per quando non ci sarà più – anche se quest’anno le zucche non le ho trovate poi così buone – e siccome il tempo è poco finisco sempre per usarla nel modo più comodo e metterla nella minestra. E se a quella cremosità pazzesca che regala la zucca aggiungiamo anche i cannellini e la dolcezza delle carote allora il gioco è fatto. Sì, io sono sempre una da piatti dolci, lo sapete, ma per riequilibrare questa zuppa ho usato lo zenzero fresco, pungente e piccantino, e la salvia che con il suo aroma inconfondibile rende tutto perfetto.

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Riso venere con cavolfiore, carote e batate viola

Ciao febbraio.

Ieri era Natale, oggi è già Carnevale. Com’è che mi perdo sempre i pezzi mentre i giorni passano inesorabili? Chi mi conosce o mi legge da un po’ sa che io e il Carnevale siamo come due linee parallele: non ci incontreremo mai. O meglio, ci siamo incontrati in tenera età (la mia, non quella del Carnevale), non ci siamo piaciuti e la nostra storia è finita. Capitolo chiuso. Ho chiuso la porta e ho buttato la chiave. Se non fosse che…dalla serratura di quella porta arriva ogni tanto il profumo di frittelle alla crema. E niente, lo so che Proust lo cito un po’ troppo spesso – è che sono una capra, non ho molti riferimenti letterari e quelli che ho me li devo giocare spesso – ma per me addentare una frittella alla crema vuol dire entrare in un tunnel che mi porta dritta dritta in cucina a casa della nonna, seduta al bancone sullo sgabello alto, con lei che riempie di crema e di zabaione le frittelle ancora calde. Le frittelle più buone ever, inutile dirlo. Prendetevi tutti i crostoli (o chiacchiere o come li volete chiamare) del mondo, non me ne faccio niente di quelli e neanche delle castagnole o delle cose vuote, alle mele, alle uvette…io voglio solo le cose ciccione e ripiene. Io che non ho mai amato i dolci fritti e non sono un’appassionata di crema darei il mio regno per un vassoio di frittelle della nonna.

Ma sto divagando perché no, quella di oggi non è una ricetta di frittelle. Io non friggo mai, non mi sento a mio agio con la frittura, ecco perché quest’anno – indebolita dalla dermatite nel corpo e nello spirito – ho ceduto al richiamo delle sirene e dopo anni di astinenza sono andata in pasticceria già due volte a mangiarmi una grossa frittella strapiena di crema. Io le cose, se le faccio, le faccio bene. Insomma sì, io sono una che sgarra. Non sono una che mangia bene sempre e che non si concede niente, nou nou nou. Sono nata golosa e golosa morirò.

Ma fra una frittella e l’altra cerco di fare le cose per benino e preparo piatti di riso pieni pieni di verdure e tuberi che fanno bene. Stavolta riso venere, quello nero, integrale. Verdure e tuberi viola: cavolfiore, carote, patata dolce (o batata). Poi tante spezie e i miei amati agrumi.

PS: Lo sapete quanto fanno bene le patate dolci? Sono da preferire alle classiche, hanno un indice glicemico più basso e non sono neanche della famiglia delle solanacee, poco simpatiche agli allergici e gli intolleranti come me. Non le avete mai provate? E’ tempo di redimervi.

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