Senza latticini

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Muffin vegan senza zucchero alle noci

muffin sugarfree noci
Amo la cucina perché mi fa fare scoperte meravigliose. La amo perché a ogni nuova ricetta, a ogni esperimento, a ogni nuovo tentativo, mi insegna a essere tenace, a crederci, a non mollare. E mi insegna anche che tutto è possibile. Non credete a chi cerca di infrangere i vostri progetti e i vostri sogni, a chi pensa di avere tutte le risposte in tasca. Non credete a chi vi dice che un dolce “senza” non sarà mai buono perché non è vero, sarà certamente nuovo, differente, diverso. Ma da quando essere diversi è un difetto o una caratteristica negativa?

Sono da sempre molto sensibile a questo tema, sono sensibile alla discriminazione come ai pregiudizi. Sarà perché, come forse tutti nella vita, nel mio piccolo sono stata discriminata anch’io, sono stata vittima di pregiudizi, sono stata emarginata.

Ecco perché sono stufa di chi giudica senza sapere e senza provare, di chi non si mette mai nei panni degli altri perché non ha il coraggio di farlo, di chi parla di verità assolute e di certezze, di chi è convinto che le cose vadano bene solo fatte in un modo.

La mia cucina è come un laboratorio, un campo di battaglia, un posto in cui posso provare, cambiare, sbagliare. Sono abbastanza severa con me stessa e in cucina posso sgridarmi e giudicarmi e arrabbiarmi in libertà. Sono una testarda e nella mia cucina posso fare e rifare la stessa ricetta anche mille volte, variando un solo ingrediente per ogni tentativo. Posso fare un milione di disastri e poi finalmente veder nascere qualcosa che funziona, come questi muffin alle noci senza zucchero dolcificati solo con la frutta essiccata – come i muffin agli agrumi e zenzero – di certo non saranno uguali ai muffin tradizionali (ma in quanti, poi, possono dire con certezza di aver mangiato un muffin tradizionale e di sapere come “deve” essere un muffin?) ma sono buoni, umidi e compatti e mi permettono di concedermi un dolce anche se sono costretta a escludere alcuni alimenti dalla mia dieta. Questo non è meraviglioso? Non sto dicendo che un muffin tradizionale non sia buono o che i miei muffin senza zucchero siano migliori, sto dicendo che i miei muffin potrebbero rendere felici un po’ tutti. E vi pare poco?

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Biscotti di farro vegan con le gocce

biscotti vegan gocce

La mia storia d’amore, di dipendenza e di conforto con i biscotti con le gocce è ormai più che nota. Sostengo da sempre lo strettissimo legame fra il cibo, la convivialità e i rapporti interpersonali, amo incontrare i miei amici davanti a un tè, un caffè, una spremuta. Amo gli aggiornamenti che facciamo sul divano davanti alla tv con un barattolo di biscotti fra le mani. Amo guardare le persone a cui voglio bene ripetere quel gesto, afferrare un altro biscotto – quello con più gocce – morderlo raccogliendo le briciole con l’altra mano a coppetta sotto la bocca e poi masticare più velocemente per continuare il racconto o per ricominciare a ridere. Qualcuno sa meglio di altri di cosa parlo perché fa parte della mia vita e questi appuntamenti davanti a una tazza di cioccolata e biscotti con le gocce li conosce bene, concretamente e virtualmente.

Ed è proprio da lì che parte la mia ossessione per la ricerca di ricette sempre nuove, la ricerca della ricetta perfetta, della croccantezza giusta, dalla capacità di superare la prova dell’inzuppo. Ciclicamente mi metto in cucina e sperimento, improvviso, mescolo, cambio le dosi, faccio la stessa ricetta con piccole variazioni fino a trovare quella che mi soddisfa di più e per un po’ diventa un “mai più senza”. Poi, come sempre, ho bisogno di cambiare e di dedicarmi a un nuovo progetto, così arriva il turno del nuovo esperimento, e via, in un vortice biscottoso e cioccolatoso che mi fa sentire quasi a disagio quando qualcuno capita a casa e mi becca impreparata, con il barattolo vuoto. “Ma come niente biscotti?” EEEEHHMM.

Ora è il turno di questi, e mentre li impasto penso già alla prossima ricetta 🙂

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Crema vegan alla cannella con fichi e uva

crema vegan cannella

Avevo promesso che mi sarei arresa all’arrivo dell’autunno, che avrei messo da parte le melanzane e i peperoni e tirato fuori nuove ricette per lasciarmi coccolare dai sapori avvolgenti di questa stagione, godendomi gli ultimi sprazzi di sole nell’attesa del temuto inverno.

E così ho fatto, ho mantenuto la promessa e pur avendo poco tempo da dedicare alla cucina ultimamente, ho approfittato di qualche fico (comprato, che come ogni anno nessuno ha bussato alla mia porta con un cesto di fichi maturi!) per preparare un dolce al cucchiaio vegan con tutti i colori dell’autunno.

Così oggi, mentre io sono in un altro Paese a proseguire un percorso cominciato qualche mese fa, mentre continuo a spingermi fuori dalla mia comfort zone e non smetto di credere nei sogni, voi potete affondare il cucchiaio in questa crema liscia che profuma di cannella e ha il colore del caramello.

Una crema che mi ha sorpresa per il suo sapore delicato che ha conquistato anche chi non è un vero amante della cannella – a differenza della sottoscritta che dopo un periodo di odio si è innamorata profondamente di questa spezia – che si sposa benissimo con la dolcezza dei fichi e il sapore asprigno dell’uva. Si prepara davvero in un attimo, non avete scuse.

Benvenuto autunno.

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Crostata vegan alle mandorle con pesche e marmellata ai frutti di bosco

crostata vegan mandorle pesche

Se dovessi associare un frutto all’estate non potrei che pensare alle pesche: succose, dolci e screziate. Le mie preferite sono le pesche noci con il loro concentrato di sapore anche se devo ammettere che una parte di cuore è con le tabacchiere, leggermente schiacciate alle estremità, candide e con una polpa super profumata.

Le pesche sono la merenda che ho sempre portato in spiaggia, fin da quando ero bambina: dopo il bagno, seduta sul bordo dell’asciugamano con la mia pesca in mano annaffiavo la sabbia con il succo profumato che mi colava sulle mani a ogni morso. Sono tanti i miei ricordi legati al mare, sono tante le giornate che ho trascorso lì come se fosse una seconda casa in cui mi trasferivo per il mese di luglio fra compiti per le vacanze, castelli sul bagnasciuga, amiche del cuore e amori estivi. E’ stato un po’ traumatico – per così dire – interrompere quel ciclo, quella tradizione, e dover smettere di traslocare nell’appartamento in condivisione del mare. E’ stato un grosso cambiamento, le estati sono diventate più corte e meno emozionanti, le giornate al mare si sono ridotte drasticamente e sono diventate un vero e proprio vizio da regalarsi di tanto in tanto.

Ma il mare resta il mio posto del cuore, il luogo in cui mi sento più in pace, in cui mi riesco a rilassare e mi immergo in una dimensione diversa sentendomi più leggera, più serena e più centrata.

E mentre il mare è diventato un ricordo io sono rimasta qui, con le mie pesche fra le mani, e ho cominciato a metterle nei miei dolci, nelle mie macedonie, nei ghiaccioli e nei miei piatti salati, per ricordarmi che l’estate ora è diversa è vero, ma è qui.

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Curry di patate carote e ceci al pomodoro (e di comfort zone…)

curry patate carote ceci pomodoro

Ho sempre pensato di essere una persona che aveva bisogno di restare all’interno della sua zona di comfort. Mi sono sempre sentita un po’ a disagio con me stessa, mi sono sempre considerata fortunata e allo stesso tempo in debito, ecco perché in tutto quello che ho fatto ho sempre cercato di dare il massimo. A volte la vita ti mette davanti a situazioni – o a persone – dure, ti mette alla prova, ti fa soffrire e ti fa cambiare, ti fa crescere mentre vedi le ferite rimarginarsi e cerchi di guardare avanti.

Tante persone mi hanno detto che no, non ero abbastanza. Abbastanza brava, abbastanza sicura, abbastanza simpatica, abbastanza bella, che non sembravo abbastanza grande, che non ero abbastanza “ubbidiente”. Mi hanno fatto sentire a disagio quando non volevo essere parte del gruppo ma anche quando non mi hanno fatta essere parte del gruppo in cui volevo entrare, mi hanno tagliata fuori e io mi sono sentita sbagliata.

Ho tirato su qualche muro, ho mandato giù qualche rospo e mi sono ricavata una zona di comfort in cui sentirmi protetta, in cui rifugiarmi nei momenti di tempesta, con le mie sicurezze. Ma le mie insicurezze sono sempre state lì, nella penombra, pronte a venire fuori in ogni momento. Ho cercato di puntare sulle cose che sapevo fare e che mi venivano abbastanza bene, cercando di migliorarmi per non sentirmi troppo poco. Ma un giorno ho capito che la zona di comfort non poteva essere la mia casa per sempre così ho deciso di uscire da guscio, di affrontare sfide nuove, di affrontare la paura, il fallimento, l’angoscia, il tormento, di affrontarle a testa alta, di passarci dentro e sprofondarci per provare a uscirne più forte, più grande, più serena forse. Oggi, ancora una volta sto cercando di trasformare quella penombra in luce, per ampliare la mia zona di comfort includendo anche cose e situazioni che mai avrei pensato di poter affrontare.

Questo blog e la mia cucina sono casa ora, ma sono stati una grande scuola, una grande occasione per imparare e migliorare, per affrontare i fallimenti e le sfide. Oggi quando sono in crisi mi rifugio in cucina e preparo qualcosa che so fare a memoria, senza bisogno di dosi e ricette. Mi lascio sopraffare dal profumo delle spezie e dalla cremosità del latte di cocco mentre il mio amato curry borbotta sul fuoco e la mia mente vola lontano. Tutto è naturale, tutto è spontaneo e io mi sento al mio posto.

Ma spero che un giorno potrò sentirmi così sicura e a mio agio anche altrove 🙂

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