Senza latticini

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Crostata vegan alle mandorle con pesche e marmellata ai frutti di bosco

crostata vegan mandorle pesche

Se dovessi associare un frutto all’estate non potrei che pensare alle pesche: succose, dolci e screziate. Le mie preferite sono le pesche noci con il loro concentrato di sapore anche se devo ammettere che una parte di cuore è con le tabacchiere, leggermente schiacciate alle estremità, candide e con una polpa super profumata.

Le pesche sono la merenda che ho sempre portato in spiaggia, fin da quando ero bambina: dopo il bagno, seduta sul bordo dell’asciugamano con la mia pesca in mano annaffiavo la sabbia con il succo profumato che mi colava sulle mani a ogni morso. Sono tanti i miei ricordi legati al mare, sono tante le giornate che ho trascorso lì come se fosse una seconda casa in cui mi trasferivo per il mese di luglio fra compiti per le vacanze, castelli sul bagnasciuga, amiche del cuore e amori estivi. E’ stato un po’ traumatico – per così dire – interrompere quel ciclo, quella tradizione, e dover smettere di traslocare nell’appartamento in condivisione del mare. E’ stato un grosso cambiamento, le estati sono diventate più corte e meno emozionanti, le giornate al mare si sono ridotte drasticamente e sono diventate un vero e proprio vizio da regalarsi di tanto in tanto.

Ma il mare resta il mio posto del cuore, il luogo in cui mi sento più in pace, in cui mi riesco a rilassare e mi immergo in una dimensione diversa sentendomi più leggera, più serena e più centrata.

E mentre il mare è diventato un ricordo io sono rimasta qui, con le mie pesche fra le mani, e ho cominciato a metterle nei miei dolci, nelle mie macedonie, nei ghiaccioli e nei miei piatti salati, per ricordarmi che l’estate ora è diversa è vero, ma è qui.

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Curry di patate carote e ceci al pomodoro (e di comfort zone…)

curry patate carote ceci pomodoro

Ho sempre pensato di essere una persona che aveva bisogno di restare all’interno della sua zona di comfort. Mi sono sempre sentita un po’ a disagio con me stessa, mi sono sempre considerata fortunata e allo stesso tempo in debito, ecco perché in tutto quello che ho fatto ho sempre cercato di dare il massimo. A volte la vita ti mette davanti a situazioni – o a persone – dure, ti mette alla prova, ti fa soffrire e ti fa cambiare, ti fa crescere mentre vedi le ferite rimarginarsi e cerchi di guardare avanti.

Tante persone mi hanno detto che no, non ero abbastanza. Abbastanza brava, abbastanza sicura, abbastanza simpatica, abbastanza bella, che non sembravo abbastanza grande, che non ero abbastanza “ubbidiente”. Mi hanno fatto sentire a disagio quando non volevo essere parte del gruppo ma anche quando non mi hanno fatta essere parte del gruppo in cui volevo entrare, mi hanno tagliata fuori e io mi sono sentita sbagliata.

Ho tirato su qualche muro, ho mandato giù qualche rospo e mi sono ricavata una zona di comfort in cui sentirmi protetta, in cui rifugiarmi nei momenti di tempesta, con le mie sicurezze. Ma le mie insicurezze sono sempre state lì, nella penombra, pronte a venire fuori in ogni momento. Ho cercato di puntare sulle cose che sapevo fare e che mi venivano abbastanza bene, cercando di migliorarmi per non sentirmi troppo poco. Ma un giorno ho capito che la zona di comfort non poteva essere la mia casa per sempre così ho deciso di uscire da guscio, di affrontare sfide nuove, di affrontare la paura, il fallimento, l’angoscia, il tormento, di affrontarle a testa alta, di passarci dentro e sprofondarci per provare a uscirne più forte, più grande, più serena forse. Oggi, ancora una volta sto cercando di trasformare quella penombra in luce, per ampliare la mia zona di comfort includendo anche cose e situazioni che mai avrei pensato di poter affrontare.

Questo blog e la mia cucina sono casa ora, ma sono stati una grande scuola, una grande occasione per imparare e migliorare, per affrontare i fallimenti e le sfide. Oggi quando sono in crisi mi rifugio in cucina e preparo qualcosa che so fare a memoria, senza bisogno di dosi e ricette. Mi lascio sopraffare dal profumo delle spezie e dalla cremosità del latte di cocco mentre il mio amato curry borbotta sul fuoco e la mia mente vola lontano. Tutto è naturale, tutto è spontaneo e io mi sento al mio posto.

Ma spero che un giorno potrò sentirmi così sicura e a mio agio anche altrove 🙂

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Insalata di riso e miglio al pesto con fagiolini e piselli

insalata riso fagiolini olive

Ci sono stati anni in cui l’estate non era estate senza insalata di riso. L’insalata di riso “classica” che si vedeva sulle tavole e le spiagge d’Italia era quella fatta con i vasetti e arricchita con una lista infinita di ingredienti, un mischione colorato con un sapore poco definito ma riconoscibilissimo.

A casa mia però l’insalata di riso era una cosa diversa, un insieme di verdure e qualche altro ingrediente che mamma preparava la sera prima e lasciava insaporire in frigorifero per il pranzo del giorno dopo. La “mia” insalata di riso, quella di mamma insomma, è sempre stata la migliore per me, con meno ingredienti e più sapore, con tanto basilico e una pioggia di pomodorini.

Ho imparato a prepararla così e da lì sono partita per creare mille e più variazioni sul tema: cereali diversi, verdure diverse, colori diversi. Oggi la “mia” insalata di riso ha un’identità meno definita e segue – come tutti i piatti della mia cucina – l’umore della cuoca e la disponibilità degli ingredienti, senza formalizzarsi su quale sia LA ricetta, lasciandosi guidare dall’istinto e chiudendo la noia della routine fuori dalla porta.

Cosa dite di questa nuova visione del mondo dell’insalata di riso? Anche voi sperimentate come me o siete dei tradizionalisti?

Qualche settimana fa ne ho preparata una versione freschissima con avocado, cetrioli e pomodori per Cosebelle, oggi vi propongo quella al pesto con fagiolini e piselli. Facile variare a tavola, no?

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Friggitelli ripieni alla mediterranea

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Se esiste qualche valido motivo per accendere il forno nelle calde sere d’estate quel motivo è fare le verdure ripiene (o la parmigiana, ça va sans dire).

Gli ortaggi estivi hanno quel non so che che li rende speciali, io amo le verdure e le consumo tutto l’anno in base alla stagionalità ma d’estate tutto sembra più buono. Sarà che fuori splende il sole, sarà che la luce è completamente diversa, la temperatura più alta, la pelle più abbronzata. Fra melanzane zucchine peperoni e pomodori io mi sento la reginetta del ballo, mi muovo con disinvoltura sapendo che comunque abbini questi meravigliosi ortaggi, che io li usi crudi o cotti, che li mangi di contorno o li trasformi nei protagonisti del piatto, sarà un successo. Bramo il momento io cui qualche amico mi dice “ho delle verdure dell’orto, le vuoi?” e io con gli occhi a cuore sbatto le ciglia e dico “sì, lo voglio”.

Ed è proprio quando mi ritrovo con tanta meravigliosa verdura, poco tempo e due sole bocche da sfamare che decido di accendere il forno e preparare qualche teglia, è un sistema ottimo per ottimizzare e avere della verdura profumata e saporita pronta da mangiare da sola o da usare per condire una pasta veloce o un’insalata di riso. Se volete restare su qualcosa di super easy e veloce allora fate i friggitelli insieme ai pomodori al forno, se avete un po’ – ma basta poco poco, giuro – di tempo in più farciteli con pane ed erbe aromatiche e godetevi lo spettacolo.

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Quinoa thai alle spezie con taccole e ravanelli

quinoa verdure peperoncino

Sto attraversando un periodo molto intenso, denso di emozioni, di fatica, di cose da fare, di obiettivi e di sogni. Mentre questo post va online io sono in una città che non è la mia a fare qualcosa che non ho mai fatto prima, a sudare e a studiare, a sfidare i miei limiti.

Scrivere questo post in anticipo mi consente di fare una riflessione ad alta voce, una riflessione che ha senso ora, mentre scrivo, ma forse non ne avrà più oggi, mentre voi lo leggete. O forse ne avrà anche di più.

Nelle ultime settimane per una lunga serie di motivi non ho avuto molta voglia di cucinare: il caldo, la stanchezza, l’ansia per la partenza, una lunga lista di cose da chiudere prima di andare. Ho cucinato ogni giorno, ma ho dimenticato il forno e acceso i fornelli di rado, solo per lessare cereali e saltare velocemente qualche verdura. Una cosa strana per una come me, che anche con 30° ha voglia di parmigiana di melanzane e di plum cake alle pesche e accende il forno, sfidando le temperature.

Sto cercando di trovare un ordine a una serie di cose, una serie di priorità sulle quali negli anni, o meglio in una vita intera, sto cercando di focalizzarmi. Ma un ordine non c’è, perché nel caos che caratterizza la mia vita ogni giorno è diverso, ogni ora, ogni minuto. Così oggi trascuro un po’ la cucina, domani sarà il turno di qualcos’altro. Ma sono felice perché le mie stelline, le mie priorità, sono sempre più chiare, e nonostante i cambiamenti d’umore, la stanchezza e tutte le variabili del caso, stanno lì davanti a me. Sono persone, valori, principi, azioni, attività: cose importanti per me che mi fanno stare bene e nelle quali trovo un equilibrio ogni giorno, seppur precario.

E’ un po’ strano quest’anno, l’anno dei miei 30, ma è bello: un mattoncino alla volta sto costruendo delle fondamenta, delle basi, sto mettendo delle bandierine e mi sto regalando la possibilità di crederci che sì, a volte le cose belle succedono davvero, a volte la vita ti porta dove sogni di stare.

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