Castagnaccio al cioccolato e fichi

castagnaccio cioccolato

Se solo la farina di castagne non costasse un occhio della testa penso che potrei affrontare l’autunno e l’inverno nutrendomi di castagnaccio. È un dolce che ho scoperto da grande, una passione che mamma mi ha trasmesso e che abbiamo riportato in tavola quando – causa dieta da intolleranze – le alternative non erano molte. Preparare il castagnaccio è un rituale, si va sempre un po’ a occhio e poi si aspetta di scoprire il risultato. La qualità della farina e il quantitativo di acqua che richiederà renderanno l’impasto più asciutto o più morbido, più secco o più elastico una volta cotto. Insomma ci vogliono un po’ di chimica, un po’ di occhio, un po’ d’istinto.

Credo fosse il nonno, in realtà, il primo appassionato di questo “dolce non dolce” che racconta storie e rievoca immagini passate, come quella della famiglia intorno al camino a sbucciare le caldarroste con le mani nere, le pance piene e i sorrisi stampati in faccia.

Ed è proprio questo suo non essere molto dolce a renderlo irresistibile, a non farti mai stancare di mangiarlo, a costringerti a tagliarne un pezzetto tutte le volte che capiti davanti alla teglia.

La tradizione lo vorrebbe preparato con olio d’oliva, uvette, pinoli e rosmarino. Amo la versione classica quanto quella di casa mia con scorzette d’arancia candite, molto natalizia.

Ma stavolta ho voluto rendere più golosa questa ricetta e ho aggiunto agli ingredienti classici anche del cioccolato extra fondente, sia all’interno che sulla superficie. Trovo che il cioccolato si sposi a meraviglia con le castagne, il profumo della scorza d’arancia e quello dei semi di finocchietto, che adoro e che mi ricorda un’isola di cui sono innamorata.

Un dolce che si ama o si odia, ma da provare.

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Insalata di cavolo e finocchio con burrata melagrana e noci

Insalata burrata melagrana

Tante volte, da quando ho aperto questo blog, ho usato la scusa delle ricette per raccontare piccoli frammenti di vita. Ho usato metafore con la cucina, ho espresso stati d’animo, ho infilato pensieri fra una lasagna e un muffin. Questo blog è diventato una parte integrante della mia vita, fa parte di me e mi accompagna. Mi accompagna nei cambiamenti e nella crescita ed è come uno specchio, riflette la mia immagine attraverso le ricette che cambiano, le foto che si modificano, le parole che si mescolano, un passo avanti, tre passi indietro.

Mai come quest’anno ho sperimentato la precarietà, il cambiamento. Mai come quest’anno ho desiderato non invecchiare mai ma crescere per sempre. Mai come quest’anno mi sono trovata tante volte al limite, come quando sei sull’orlo di un burrone e oltre quella crepa vedi il sole, vedi un posto meraviglioso, più bello e più luminoso ma sei divisa fra il desiderio di saltare, rischiare pur di godere di quella bellezza, e la paura di non farcela che ti attrae come una calamita indietro, per farti tornare sui tuoi passi.

Questo turbine di emozioni, questa confusione e quest’inquietudine sono tutti qui, in mezzo ai miei post. Raccontati dalle foto su cui continuo a lavorare, che sono cambiate e stanno cambiando – grazie all’aiuto di una preziosissima Maestra che si chiama Monique – ma non hanno ancora trovato LA luce, in tutti i sensi. Raccontati dalle mie ricette, nuovi esperimenti fra insalate d’inverno e forni accesi d’estate in una confusione creativa (?) che mi ha imposto ritmi più lenti. Raccontati dalle mie parole che parlano di viaggi e di nuove esperienze, senza svelare troppo perché sono fatta così, da sempre, ma dandomi la possibilità di mettere nero su bianco un po’ di emozioni per cercare di fare ordine, di capire. Proprio come quando ho iniziato a scrivere dopo una pessima giornata di parecchi anni fa e ho scoperto il potere della scrittura.

E in questo caos volevo dire grazie a chi legge, a chi cucina e a chi mangia in un modo o nell’altro piccoli pezzetti della mia vita rendendo tutto un po’ speciale ❤

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Frittata vegan di castagne con zucca e broccoli

frittata vegan castagne

Due giornate di cielo grigio e pioggia questo weekend, due giornate che hanno chiarito bene che l’autunno è arrivato e si è comodamente sistemato nonostante la mia riluttanza. Per una meteoropatica (o meteropatica? o metereopatica? mah…) come me, la pioggia perde il suo fascino dopo i primi due minuti, mi rende malinconica e spesso anche più fastidiosa della norma. Così, se posso, mi rifugio in cucina e mi lascio confortare dal calore del forno acceso, la minestra sul fuoco, i biscotti da impastare.

Oppure cerco di mettere insieme alcune delle cose buone che l’autunno ci regala, lo riconosco, come zucca e castagne ad esempio. Così è nata questa frittata deliziosa, mai provata prima, vegan, morbida e saporita. La ricetta la trovate fra le pagine del nuovo numero di Taste&More insieme a tante ricette e spunti per incamminarci verso Natale.

frittata vegan castagne zucca

Ho preparato la frittata di castagne con zucca e broccoli e me ne sono innamorata, ho deciso che la riproporrò ancora e ancora, in alternativa alla più “classica” preparata con la farina di ceci, che ormai è un cavallo di battaglia a casa. Se amate la farina di castagne e avete voglia di provare questa ricetta scoprirete un vero concentrato di sapori autunnali e una cremosità inaspettata. Anche quando fuori torna – finalmente – il sole!

Correte a leggere il nuovo Taste&More!

 

Muffin vegan senza zucchero alle noci

muffin sugarfree noci
Amo la cucina perché mi fa fare scoperte meravigliose. La amo perché a ogni nuova ricetta, a ogni esperimento, a ogni nuovo tentativo, mi insegna a essere tenace, a crederci, a non mollare. E mi insegna anche che tutto è possibile. Non credete a chi cerca di infrangere i vostri progetti e i vostri sogni, a chi pensa di avere tutte le risposte in tasca. Non credete a chi vi dice che un dolce “senza” non sarà mai buono perché non è vero, sarà certamente nuovo, differente, diverso. Ma da quando essere diversi è un difetto o una caratteristica negativa?

Sono da sempre molto sensibile a questo tema, sono sensibile alla discriminazione come ai pregiudizi. Sarà perché, come forse tutti nella vita, nel mio piccolo sono stata discriminata anch’io, sono stata vittima di pregiudizi, sono stata emarginata.

Ecco perché sono stufa di chi giudica senza sapere e senza provare, di chi non si mette mai nei panni degli altri perché non ha il coraggio di farlo, di chi parla di verità assolute e di certezze, di chi è convinto che le cose vadano bene solo fatte in un modo.

La mia cucina è come un laboratorio, un campo di battaglia, un posto in cui posso provare, cambiare, sbagliare. Sono abbastanza severa con me stessa e in cucina posso sgridarmi e giudicarmi e arrabbiarmi in libertà. Sono una testarda e nella mia cucina posso fare e rifare la stessa ricetta anche mille volte, variando un solo ingrediente per ogni tentativo. Posso fare un milione di disastri e poi finalmente veder nascere qualcosa che funziona, come questi muffin alle noci senza zucchero dolcificati solo con la frutta essiccata – come i muffin agli agrumi e zenzero – di certo non saranno uguali ai muffin tradizionali (ma in quanti, poi, possono dire con certezza di aver mangiato un muffin tradizionale e di sapere come “deve” essere un muffin?) ma sono buoni, umidi e compatti e mi permettono di concedermi un dolce anche se sono costretta a escludere alcuni alimenti dalla mia dieta. Questo non è meraviglioso? Non sto dicendo che un muffin tradizionale non sia buono o che i miei muffin senza zucchero siano migliori, sto dicendo che i miei muffin potrebbero rendere felici un po’ tutti. E vi pare poco?

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Biscotti di farro vegan con le gocce

biscotti vegan gocce

La mia storia d’amore, di dipendenza e di conforto con i biscotti con le gocce è ormai più che nota. Sostengo da sempre lo strettissimo legame fra il cibo, la convivialità e i rapporti interpersonali, amo incontrare i miei amici davanti a un tè, un caffè, una spremuta. Amo gli aggiornamenti che facciamo sul divano davanti alla tv con un barattolo di biscotti fra le mani. Amo guardare le persone a cui voglio bene ripetere quel gesto, afferrare un altro biscotto – quello con più gocce – morderlo raccogliendo le briciole con l’altra mano a coppetta sotto la bocca e poi masticare più velocemente per continuare il racconto o per ricominciare a ridere. Qualcuno sa meglio di altri di cosa parlo perché fa parte della mia vita e questi appuntamenti davanti a una tazza di cioccolata e biscotti con le gocce li conosce bene, concretamente e virtualmente.

Ed è proprio da lì che parte la mia ossessione per la ricerca di ricette sempre nuove, la ricerca della ricetta perfetta, della croccantezza giusta, dalla capacità di superare la prova dell’inzuppo. Ciclicamente mi metto in cucina e sperimento, improvviso, mescolo, cambio le dosi, faccio la stessa ricetta con piccole variazioni fino a trovare quella che mi soddisfa di più e per un po’ diventa un “mai più senza”. Poi, come sempre, ho bisogno di cambiare e di dedicarmi a un nuovo progetto, così arriva il turno del nuovo esperimento, e via, in un vortice biscottoso e cioccolatoso che mi fa sentire quasi a disagio quando qualcuno capita a casa e mi becca impreparata, con il barattolo vuoto. “Ma come niente biscotti?” EEEEHHMM.

Ora è il turno di questi, e mentre li impasto penso già alla prossima ricetta 🙂

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