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Il mio menù di Natale

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Il fatto che io non senta il Natale non vuol dire che debba privarvi di qualche idea per le feste, così ho pensato di mettervi insieme un piccolo menù per pranzi e cene di Natale, Capodanno e chi più ne ha più ne metta, ogni occasione è buona per ritrovarsi intorno a un tavolo a festeggiare.

A me non piacciono troppo quei pranzi eterni, con 8 milioni di portate, quelli in cui è tutto un riempire i piatti mentre ci si accarezza la pancia gonfi, stanchi di stare a tavola, appesantiti. Preferisco situazione un po’ meno impegnative, con qualche piatto da cui piluccare nell’attesa che arrivino tutti gli invitati con in mano un calice di vino, un’insalatina e una portata principale un po’ più sostanziosa. Inutile per me mettere secondi, contorni, frutta e intermezzi vari, è davvero troppo. Meglio fare una pausa, sgranchirsi le gambe, sparecchiare la tavola, aprire i regali e poi tornare a sedersi per il dolce e il caffè, il momento più bello per i golosi come me.

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Risotto carletti e mozzarella

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In questi giorni mi sono chiesta spesso in quante case si mangi il risotto così frequentemente, come capita da noi. E’ una specie di attrazione fatale a cui non so resistere, un desiderio che si fa via via meno intenso con l’arrivo della bella stagione ma che fino a primavera resta protagonista della nostra cucina. Di certo i ricordi giocano un ruolo importante in tutto questo, ma la verità è che ci sono degli ingredienti che non riesci a non immaginare dentro un risotto cremoso e saporito.

Come ormai sapete il mio è un risotto sui generis che si discosta sicuramente dalla ricetta tradizionale, ne sono consapevole e non me ne pento. La mia versione è senza cipolla e senza vino – lo uso solo sporadicamente -, il brodo è rigorosamente di verdure fresche e la mantecatura è ogni volta differente ma tendenzialmente non prevede l’uso del burro. Nulla vi vieta, ovviamente, di prendere spunto da qui e poi preparare il risotto a modo vostro, con tutti i crismi.

Ma torniamo a quegli ingredienti irresistibilmente legati all’idea del risotto e pensiamo alla primavera: gli asparagi, senza dubbio, ma anche le erbe spontanee e le erbette. E i protagonisti della nostra tavola in questo periodo sono i carletti – con cui tempo fa avevo preparato dei golosi anelli di crepes – anche detti sciopeti in Veneto, profumati e delicati con un retrogusto erbaceo. A mazzetti dentro un bicchiere decorano meravigliosamente la tavola ma ascoltate me, metteteli in pentola!  continua >>

Amsterdam fra passeggiate, abbracci e (ovviamente) cibo

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Come forse avrete intuito dai post sui social dei giorni scorso, sono da poco rientrata da un breve viaggio ad Amsterdam. Non ero mai stata in Olanda se non di passaggio e sono volata fino a lì per qualche giorno ospite di un pezzetto di famiglia che da qualche mese si è trasferito, con l’obiettivo principale di stare insieme e godermi mia nipote che vedo troppo poco e che sta crescendo troppo in fretta <3

La premessa è d’obbligo perché non è stato un viaggio denso di visite e di pranzi e cene fuori, pianificato nel dettaglio, ma piuttosto un vagare per una città sconosciuta per poi tornare di corsa a casa a giocare e gattonare al fianco della piccola e cucinare qualcosa al volo.

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Sono state giornate gelide ma clementi, giornate trascorse in una casa con grandi finestre e scale strette, giornate trascorse a camminare fino a non farcela più nascosti sotto strati di sciarpe e berretti.

Mi è piaciuta Amsterdam? Molto. Una città profondamente diversa dalle nostre in cui ogni angolo assomiglia a una cartolina, con i suoi canali costeggiati da case alte e strette di mattoncini colorati, una in fila all’altra. Una città in cui il sole e la pioggia convivono e si alternano nel giro di pochi secondi per poi fare spazio a una nevicata inaspettata sotto un vento gelido. Una città in cui le biciclette sono il mezzo di trasporto per eccellenza, qualsiasi tempo faccia.

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Ma andiamo al dunque: cos’ho mangiato e dove ho mangiato?

(grazie a Bebe e Gianlu per l’ospitalità e per le dritte! <3 )

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Credo nel confronto e nel rispetto. E anche nel riso speziato alle carote :)

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Sono reduce della presentazione di DIARIO DI UNA VEGETARIANA al Food & Book Festival di Montecatini. Parlare di una propria “creatura” è sempre emozionante, tanto più quando si parla di un libro che non racconta solo la tua cucina ma anche un po’ di te. Abbiamo parlato di ricette della tradizione e di ricette di famiglia, abbiamo parlato di curiosità e di sostenibilità, ci siamo confrontati – insieme a Carlo Ottaviano che ringrazio per l’ospitalità, Irene Rizzoli e Roberto Perrone – partendo da punti di vista diversi e quel che è venuto fuori, per fortuna, è che un punto d’incontro c’è, sempre. Basta volerlo trovare. Il bilancio? Super positivo.

Questa bella esperienza mi ha fatto però riflettere per l’ennesima volta su alcuni temi. Non amo dare adito alle polemiche o infilarmi in discorsi scomodi visto che spesso il solo fatto di essere vegetariana basta a farmi guardare con diffidenza e a far decidere agli altri che ho torto, che sono un’invasata, che sono un’ignorante (può essere) eccetera eccetera.

Ci sono delle cose però di cui sono convinta, da sempre, e che sempre sosterrò mostrando sorrisi anche ai più agguerriti: io credo nel confronto e nel rispetto. Non credo di aver la soluzione al male dell’umanità in tasca, non credo di valere più di altri e non ho la pretesa di convertire nessuno. Nella mia vita ho fatto delle scelte, non ditemi che sono rinunce, per me non lo sono. Le ho fatte per mille motivi che potrei stare qui a raccontarvi ma che potrebbero non valere nulla per tutti voi. Infatti questi sono i miei motivi e non mi è ancora chiaro quale sia l’obiettivo di chi si impegna costantemente per creare schieramenti e fazioni opposte, sempre e comunque, solo per alimentare le polemiche. Di chi strumentalizza ogni parola, ogni pensiero. Di chi giudica. Sono convinta dell’importanza della riduzione del consumo di carne? Assolutamente. Penso che la mia vita, la mia alimentazione, il mio comportamento, le mie scelte siano perfette e inattaccabili? Assolutamente no. Penso che tutti quelli che non la vedono come me siano delle brutte persone? Nemmeno.

Non lo so se questo mio mondo ideale sia irreale eppure mi hanno educata e cresciuta così. Ecco perché sono felice quando posso parlare liberamente senza dover pesare ogni parola con qualcuno che, pur avendo fatto scelte diverse dalle mie e avendo una visione differente, mi ascolta e mi rispetta. Ecco perché credo che da tutti si possa imparare qualcosa. Ascoltare è bello, credetemi. Quel che è certo poi è che chi non vuol capire non capirà, su questo mettiamoci pure l’anima in pace.

Oggi mi sono lasciata andare, abbiate pazienza. Ma non vi lascio a bocca asciutta anzi, sono pronta con una ricetta veloce e facile che preparo spesso. E’ una ricetta piena di profumi e di sapori lontani, di quelle che ti sanno portare altrove e regalare un momento di gioia e appagamento anche nella pausa pranzo più complicata. E’ una ricetta di quelle per cui bastano un paio di ingredienti – che io ho sempre a disposizione – eppure ti sembra super cool. Il segreto è tutto nelle spezie, le mie amate spezie, che rendono speciale anche il piatto più banale. E fanno bene.

E allora dai, credete anche voi nei potere magici del mio riso alle carote 🙂

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Caro diario…questo è un giorno che non dimenticherò

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Oggi sono qui per un’altra puntata di CARO DIARIO… per raccontarvi il perché di tanta agitazione.

Oggi sono qui con la tremarella più forte di ieri e le mani che battono sui tasti con un’insolita incertezza, come a ricordarmi che se invece di scrivere stessi parlando ogni parola detta sarebbe una conquista.

Oggi sono qui con tutto il pudore di chi ha la possibilità di lavorare a un progetto inaspettato e bello, per la prima volta, con il pudore di chi sa che ha avuto un’occasione da non perdere e che si sente troppo felice, nervosa e fortunata per riuscire a formulare frasi di senso compiuto.

Oggi sono qui per condividere con voi – perché senza di voi non ci sarebbe neanche tutto il resto – questo progetto, il progetto che mi ha assorbita e tenuta impegnata negli ultimi sei mesi, che mi ha fatto capire quanto possano essere poche 24 ore, che mi ha insegnato che la perfezione non esiste e che si può sempre fare meglio, è vero, ma che lungo la strada a volte è bene fermarsi e trovare il tempo per essere felici di quel che si è fatto. Questo è quello che mi è successo: ho cucinato, fotografato e scritto senza sosta e ogni volta volevo spostare l’asticella più in alto, ogni volta volevo fare di più e meglio.

Questo progetto mi ha spronata e mi ha incoraggiata, è stato come la scalata di una montagna altissima in cui a ogni passo vorresti tornare indietro e rifarlo di nuovo, meglio, con più sicurezza e con meno paura. E quando arrivi in cima e guardi giù, nonostante la fatica, nonostante i dubbi e tutto il resto, non riesci a non sentirti felice.

Sto tergiversando, lo so, ma non trovo le parole. Le sento risuonare nella mia mente ed è come se sentissi parlare qualcun altro.

Oggi esce in libreria il mio libro. A partire da oggi le mie ricette, i miei pensieri e i miei appunti non saranno solo online ma anche su carta. E questa per me, che pur avendo un blog non posso rinunciare al piacere di sfogliare un libro, è una gioia.

Il libro si chiama Diario di una vegetariana proprio per questo, perché è la trasposizione su carta di alcuni post del blog uniti ad altre ricette nuove di zecca, pensate e realizzate solo per il libro. E’ il frutto di tanti mesi con il cervello a mille, di tante sperimentazioni in cucina, di ricette fatte e rifatte, di foto che non erano mai ‘abbastanza’ e di testi riscritti mille volte. E’ come un figlio, lo sento mio tanto quanto sento mio il blog e mi auguro che in ogni pagina possiate sentire l’amore e la passione che ci sono dentro. E spero che chi di voi avrà voglia di comprarlo lo userà come faccio io con i miei libri, senza paura di macchiarlo, stropicciarlo, evidenziarlo, riempirlo di post-it e di appunti.

Sogno che questo libro riesca a raccontare quello in cui credo, ovvero che la cucina vegetariana è una cucina per tutti. Sogno che possa finire anche fra le mani degli scettici più convinti e che sappia mostrare con semplicità e delicatezza che un piatto di spaghetti al pomodoro resta un piatto delizioso sempre, anche se è ‘vegano’. Dentro ci troverete tante ricette semplici da preparare tutti i giorni, nelle vostre cucine di casa, con ingredienti di stagione e senza bisogno di attrezzature da Chef, perché io Chef non sono. Ma appassionata, di certo.

E allora non importa che siate onnivori, vegetariani o vegani, mettetevi a tavola, oggi cucino io 🙂

(PS: io vi aspetto in libreria eh!)

 

IN LIBRERIA

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DIARIO DI UNA VEGETARIANA, il mio libro, è in vendita su ordinazione in libreria, su Amazon oppure da 11 a Treviso, in via Diaz!

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