Dolci

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Gelato vegan ai mirtilli

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La vita di chi deve escludere o limitare i latticini nella sua dieta d’estate è dura: “cosa dici prendiamo un gelato?” “Siii! […] Buongiorno, volevo chiederle…il gelato alla frutta è fatto con l’acqua?” “No, tutti i nostri gusti sono a base latte”….

E’ così che in un caldo pomeriggio d’estate una coppetta di gelato può rivelarsi un miraggio, un sogno, una pura illusione.

Partiamo da un presupposto: il gelato, per me, è sempre e solo stato il gelato alla crema. Nocciola, pistacchio, vaniglia, sono questi i gusti che mi fanno andare fuori di testa. Poi c’è una variazione yogurt e liquerizia che nelle giornate super hot può farsi largo ma è finita lì. Per anni non ho neanche vagamente considerato l’ipotesi di prendere i gusti alla frutta, anche perché – diciamolo – spesso non sapevano minimamente di frutta ma piuttosto di aspirina, di sciroppi e altre cose. La goduria vera è il gelato alla crema, punto.

Poi è arrivata la dieta, le intolleranze, la rotazione degli alimenti bla bla. All’inizio rinunciavo al gelato e fine della storia. Oggi finalmente ho un paio di gelaterie di fiducia che fanno i gusti alla frutta (base acqua) buonissimi, e cerco conforto fra il fico e la pesca mentre guardo con la bava alla bocca chi riempie il suo cono di palline di sette veli. CIAO.

Ma la svolta è arrivata con il gelato homemade – che purtroppo non è più quello che faceva nonna e che mangiavamo appena fatto direttamente dalla gelatiera, con le mani che si incollavano alla ciotola d’acciaio – ma è una soluzione golosa, facile, versatile e velocissima da preparare. Gli ingredienti base? Le banane. E stavolta anche il latte di cocco per un tocco cremoso. E poi la frutta, quella vera.

Signore e signori, il gelato è servito.

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Crema di ricotta al cocco e mirtilli

crema ricotta cocco mirtilli

Ci sono giorni in cui quando arrivi a sera tutto quello di cui hai bisogno è un letto. Giorni in cui ti ci vuole un film, una cena fuori, una serata fra amiche. E poi ci sono giorni in cui su quel letto, con un film alla tv, hai bisogno di qualcos’altro. Questa cosa di finire i pasti con un dolce è un vizio di famiglia che mi resta incollato addosso. E’ una coccola, una carezza, una pacca sulla spalla. E’ un modo per farmi un piccolo regalo a fine giornata. A volte mi basta un frutto, un biscotto, qualche quadretto di cioccolata. Altre invece ci vuole qualcosa di più strutturato, un “dolce”  vero che però si prepari in pochissimo tempo – la pazienza che non ho – con quei tre ingredienti tre che ci sono in casa: ricotta, cocco, mirtilli. Lime menta e agave ci sono sempre, non si rischia. Il tempo che ci vuole? 5-10 minuti in tutto. La gioia che vi da? Mille milioni di miliardi di gioia.

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Granola ai semi con noci brasiliane e cioccolato

granola semi sugar free

Il rito della colazione mi accompagna fin da quando ero bambina, a prescindere dall’orario in cui suona la sveglia. Non fare colazione per me significa far partire male la giornata, è un modo per caricarsi e prendersi cura di sé con dolcezza (io sono per la colazione dolce).

Da piccola la mia colazione era rigorosamente a base di biscotti, prima con il latte o trasformati nella famosa pappetta, poi con il tè causa intolleranza. C’è stato poi il tempo dello yogurt, soprattutto con la bella stagione, accompagnato dai cereali. In tempi più austeri le fette con la marmellata, poi a causa della mia dieta le crepes proteiche con la frutta e nelle giornate libere la mia gioia: pane tostato, ricotta o formaggio fresco, marmellata. Negli ultimi tempi mi piace variare ma quello che mangio più spesso è il mio mappazzone di frutta, latte o yogurt vegetali, semini e cereali. Un mappazzone che diventa speciale quando invece di aggiungere cereali soffiati e in fiocchi pescando a casaccio dai miei barattoli di vetro posso aggiungere allo yogurt la granola home made. La preparo spesso perché è facilissima da fare oltre che veloce e da uno sprint in più alla mia colazione. Ma siccome in questa cucina – e in questa vita – non si smette mai di sperimentare, ho pensato di testare anche una granola senza zuccheri aggiunti, preparata con la frutta essiccata e il cioccolato fondente. Il risultato è un po’ meno croccante della granola tradizionale proprio perché manca lo zucchero, ma altrettanto golosa. Se proprio non potete farcela a rinunciare, allora aggiungete un po’ di agave ma prima assaggiate, potreste restare stupiti!

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Muffin vegan sugarfree agrumi e zenzero

muffin vegan sugarfree agrumi

La mia storia con i muffin è ormai nota a tutti, un po’ come il mio amore per i biscotti con le gocce. In fondo tutti hanno delle ricette che amano particolarmente e che diventano parte della vita di tutti i giorni ed è un bene visto che quello di cui si lamentano qui è che i piatti variano di continuo per permettermi di sperimentare e proporvi cose sempre nuove. Mai una volta che io rifaccia quel risotto che era piaciuto tanto o quella torta salata speciale… 🙂

Per le colazioni però muffin e biscotti non mancano mai e le mie esperienze presenti e passate – le intolleranze, la dieta rigida, la necessità di limitare gli zuccheri eccetera eccetera – mi portano sempre a provare ricette “senza” che vadano incontro a esigenze particolari ma che possano soddisfare un po’ tutti. Così dopo tante modifiche e correzioni, dopo teglie di muffin gnucchi, secchi o mezzi crudi, ho trovato un equilibrio per creare dei dolcetti senza zucchero, dolcificati con la frutta essiccata. L’impasto risulta umido ma morbido, di certo c’è differenza con i muffin americani e le ricette tradizionali ma ogni tanto cambiare fa bene no? Come dico sempre io non sono un’integralista, non sono una che non si concede mai nulla o che non mangia mai fuori ma per le abitudini di tutti i giorni e quelle ricette semplici che si possono fare in casa quando posso preferisco scegliere delle alternative.

Io con le mie ultime scorte di arance e limoni siciliani sono riuscita a mettere da parte un bel po’ di scorzette non trattate così potrò portare anche nelle ricette dell’estate il profumo degli agrumi!

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Crema al cioccolato

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Cosa succede quando, quasi per caso, prepari una crema al cioccolato facilissima e buona sopra ogni aspettativa? Succede che quella crema diventa il tuo cavallo di battaglia, la tua sicurezza ogni volta che devi cucinare per qualcuno e non sai dove sbattere la testa. Ma quella crema diventa anche il tuo dolce conforto, un rifugio, un posto dove andare a infilare il cucchiaino quando la malinconia rende l’aria pesante o quando – più semplicemente – hai bisogno di una dose di cioccolata.

Così, proprio come succede nella vita, fra mille ricette nuove e mille esperimenti più o meno riusciti, fra mille confronti e mille scontri, quando ti metti in discussione e non sei più sicura di niente, hai bisogno di qualche certezza, di qualche sicurezza che ti faccia tornare nella tua comfort zone e ti faccia sentire forte e capace di affrontare il mondo.

Perché è proprio così, capita spesso che leggendo o sentendo pareri e punti di vista diversi dal mio, sentendomi attaccata per le mie scelte o semplicemente scoprendo percorsi lontanissimi dai miei, io mi metta in discussione chiedendomi se sto facendo la cosa giusta. Sì perché credo che mettersi in discussione sia un ottimo modo per crescere, per sperimentare altri percorsi, per provare a uscire dalla nostra zona di comfort. Eppure è immensamente faticoso. Sono orgogliosa delle mie solide radici ma a volte ho la sensazione che rendano i miei piedi pesanti. Mi ritengo una persona aperta e curiosa eppure ci sono abitudini, punti di vista e azioni che fanno parte di me e della mia routine che faccio davvero fatica ad abbandonare. Mi accorgo di essere piena di contraddizioni.

Ma nonostante questa presa di coscienza sto cercando di fare pace con me stessa e mi faccio aiutare in questo percorso dal cioccolato che abbonda in questi giorni nelle nostre case reduci dalla Pasqua. E se le uova come me ve le siete ormai magnate tutte non temete, sempre di cioccolato si parla, uscite e andate a comprare una tavoletta di fondente. Perché questa è una di quelle ricette che farete faremo e rifaremo ancora un sacco di volte.

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