Articoli marcati con tag ‘focaccia’

Flatbread senza glutine alle zucchine

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Ok, chi di voi è celiaco o mangia senza glutine lo sa: le consistenze delle preparazioni glutenfree sono diverse dalle tradizionali – perché, per l’appunto, manca il glutine – e le pietanze in cui questa componente si sente di più sono di solito i panificati. Certo, esistono miscele per fare pane e dolci senza glutine, esiste la possibilità di aggiungere chili di amidi e addensanti ma diciamo che io sono per le cose semplici. Quindi sono pronta a inventarmi di tutto pur di portare nel piatto qualcosa che soddisfi la mia voglia di carboidrati.

Il desiderio è sempre un grande motore, e infatti è grazie a quello se sono arrivata a sperimentare fino ad approvare a questa ricetta. L’ho chiamato flatbread ma il nome è un po’ improprio perché si parla più di qualcosa a metà fra una focaccina e una farinata, da mangiare al posto del pane o da farcire a piacere.

Uno snack, chiamiamolo così, senza glutine e senza latticini che è un po’ un compromesso ma che in certe giornate diventa davvero un salva vita e soprattutto un salva umore 🙂

Provatelo anche a quadrettoni tostato sulla griglia con un filo d’olio e sale in fiocchi!

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Focaccia dolce alle uvette vegan

focaccia dolce farro uvetteDella mia scarsa preparazione sui lievitati abbiamo già diffusamente parlato. Della mia avversione per il lievito madre in tutte le sue forme più o meno liquide e della necessità di curarlo come un Tamagochi anche. Detto questo però, io amo i lievitati. Amo in particolare le focacce, dolci o salate che siano.

Così quest’anno, sotto Natale, con la voglia di panettone e le difficoltà a trovare qualcosa di commestibile e con un prezzo umano che non contenesse grano (ottima la focaccia di cui vi ho parlato qui) ho rispolverato una ricetta che mamma aveva usato l’anno scorso, ho aggiunto qui, tolto là…solite cose insomma.

Ho rifatto la focaccia almeno 5 volte. 2 volte è stato un flop. Una non è proprio lievitata (ma la colpa è mia e del mio pressapochismo), l’altra è lievitata molto poco e poi non si è cotta bene. Con i lievitati basta sbagliare un passaggio, essere distratti (aaaaaah, ecco perché non mi vengono mai), non dedicargli abbastanza amore e CIAO, il fallimento è assicurato.

Stavolta pare che sia riuscita a trovare l’incastro dei passaggi corretto, non lo so. Fatto sta che viene buona, poco dolce (ve lo dico, abbondate con le uvette o cospargetela di zucchero a velo se non volete cambiare la proporzione nell’impasto) morbida. Questa nella foto è uno dei primi tentativi riusciti ma l’ultima è venuta ancora più morbida nonostante abbia usato la farina di farro integrale.

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Zuccotto vegan al cioccolato e cocco

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Natale sta arrivando, io continuo a non essere pronta ma, nel mio piccolo, sento di aver fatto la mia parte. Ho preparato teglie infinite di biscotti? No. Ho decorato tutta la casa con lucine e addobbi colorati? No. Ho messo in loop le canzoni di Bing Crosby? No. Ho preparato pacchetti con mille decorazioni che neanche Giovanni Mucciaccia? No.

E quindi cos’ho fatto per questo Natale? Ho preparato uno zuccotto. Ma non uno zuccotto qualsiasi, no. L’ho preparato con la focaccia alle uvette. Ed è tutto vegan.

Ed è buonissimo <3

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È andata così: mentre io impastavo e guardavo lievitare diverse versioni della mia focaccia vegan (che come mi avete chiesto posterò prossima settimana) ho avuto il piacere di ricevere un pacchettino con dentro il pandolce alle uvette di Fraccaro*, un’azienda del mio territorio che già conoscevo, che da qualche anno si è aperta alla produzione di dolci da forno con farine alternative e in versione vegan. Avendo ben in mente la bontà dello loro brioches vegan di fatto immaginavo che questa focaccia non potesse che essere deliziosa. E in effetti non mi ha delusa: soffice, profumata, non troppo dolce. Una fetta tira l’altra. Ma mica potevo accontentarmi di mangiarla così, scherziamo? Così ho pensato di preparare lo zuccotto e  dentro ho preparato una crema di cocco e cioccolato che stando in frigo (o in freezer) somiglierà un po’ a un semifreddo. E chevelodicoafare, è una bomba.

Ora vado a impastare la mia focaccia vegan, perché il prossimo zuccotto lo preparo con quella 🙂

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Farinata di lenticchie

farinata lenticchie

Mi cospargo il capo di cenere e alzo le mani perché a quanto pare ancora non ho capito bene bene se ci sia e quale sia la differenza fra farinata, cecìna, 5 e 5. Ogni volta che preparo queste torte di ceci leggo, faccio ricerche, confronto ricette, ma poi il dubbio mi rimane. Ho capito che la farinata ligure si fa nel testo, che è una teglia in rame. C’è chi mette solo l’olio (a litri, chevvelodicoaffà) e chi anche l’acqua. Chi la mangia nella schiacciata, chi da sola. In sostanza parliamo sempre di una torta bassa preparata con la farina di ceci, deliziosa, che prende nomi diversi in base alle zone. Però voi, gente che ne sa a pacchi, toscani, liguri, ditemi, illuminatemi, mandatemi scatole di cecìne, farinate, e 5 e 5 per aiutarmi a capire.

Io intanto, visto che sono una ribelle e mi piace scombinare le carte in cucina, dopo aver preparato una mia versione della cecìna ho preparato anche una “farinata” di lenticchie, totalmente anarchica, I know (per questo uso le virgolette, però almeno ci capiamo). Mi avevano regalato della farina di lenticchie e non sapevo bene come usarla. Ho avuto un’illuminazione e l’ho sostituita a quella di ceci per preparare questa torta a cui ho aggiunto salvia e rosmarino.

Ragazzi, è di una bontà assurda. Esattamente come l’originale di ceci, è qualcosa a cui è impossibile resistere. Tagliatela a pezzi piccoli perché ne mangerete una montagna. E scaldatela per bene prima di mangiarla se la preparate in anticipo, in modo che recuperi la croccantezza della crosticina che si forma.

No allora non potete capire il livello di salivazione mentre scrivo. La vorrei ora, calda, profumata, morbida dentro. Provate e poi ditemi. Anzi, provate e poi speditemela 🙂

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Focaccia con ricotta, friggitelli e pomodori al forno

focaccia friggitelli

Ci sono poche cose nella vita che mi danno  serenità più del sole, il mare, la bella stagione. Ho percorso lo stivale dal Veneto alla Puglia e appena ho avvistato uno spicchio di mare dal finestrino mi sono sentita a casa. #Dovevonascerealmare ho detto, uno frase che da anni ormai ripeto e che fa parte di me, la consapevolezza che vivere in un luogo di mare mi aiuterebbe a essere più serena, più centrata, più felice. C’è qualcosa di unico nei posti di mare, l’aria che si respira, l’umore della gente, lo spirito. Non importa che sia la Puglia, la Sicilia, la Spagna, il Messico…infilare i piedi sotto la sabbia calda, sentire il sole sulla pelle e stare a guardare il mare che si muove senza sosta è come una medicina, ripulisce la mente e riossigena il cervello, ma soprattutto riempie il cuore. E nei posti di mare i sorrisi sembrano sempre più larghi, i vestiti più allegri, i pomodori più rossi e più dolci. Cambiano le prospettive, cambiano le priorità, le cose che prima mi sembravano importanti e mi creavano ansia prendono contorni sfumati e quando sento il cuore battere troppo in fretta faccio un respiro profondo e mi perdo nell’azzurro.

Sarà per l’amore spropositato che ho per il sole che amo così tanto gli ortaggi estivi: colorati, succosi, croccanti, sempre uguale eppure sempre diversi. Sarà per l’amore che ho per l’estate che quando metto insieme pane, pomodori e ricotta sono felice. Se poi ci sono anche i friggitelli, siamo a un passo dalla beatitudine.

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Quiche senza glutine con asparagi e crema di piselli
Insalata con asparagi al timo patate arrostite e ricotta
Gnocchi di patate senza glutine agli asparagi
Spaghetti di riso con verdure e anacardi alle spezie

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