Zucca in teglia con pomodoro e mozzarella

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Quanto vi piacciono le cose semplici? A me tantissimo. Me ne rendo conto ogni giorno, nella vita come in cucina. Non sto dicendo che i piatti complessi, raffinati, con mille preparazioni e tanti ingredienti non siano buoni, ma sono un po’ lontani dalla mia filosofia, dal mio stile. La mia cucina di tutti i giorni non è così.

Ci provo a volte a fare dolci più complessi e ricette che prevedono milioni di passaggi complicati ma di solito la soddisfazione è media e il rischio di fallimento è altissimo. E il fallimento – già l’ho detto – non mi va.

Cucino per passione, è una sfida con me stessa e cerco sempre di migliorare, ma non mi piace sentirmi sotto pressione. In generale mi sono accorta che preferisco usare pochi ingredienti, verdure di stagione, preparazioni semplici che conosco e abbinarle in modi sempre differenti in base all’ispirazione e a quello che c’è in casa, per variare, perché a fare sempre le stesse cose un po’ mi annoio.

E infatti non condivido molto il pensiero di quelli che “lo strudel si fa solo con la cannella” o “nel sugo al pomodoro ci va la cipolla” e via dicendo. Ok, ci sono delle ricette che sono veri pilastri della cucina, quelle tradizionali, e lì va bene, ci sta che ci siano delle regole più o meno rigide a cui attenersi, siamo d’accordo. Ma per il resto, tutti i giorni, a casa vostra…godetevi gli attimi di creatività che si possono sperimentare ai fornelli, provate sapori nuovi, azzardate, mescolate, è questo il bello. Il bello è imparare le basi e poi stravolgerle a modo proprio, il bello è riuscire a preparare qualcosa di buono anche se è diverso.

Se così non fosse che vita farebbe chi come me deve rinunciare ad alcuni ingredienti e alimenti per problemi di salute? Se nella ricetta ci sono le mele ma non posso mangiarle perché non dovrei provare a farla con le pere, o con le albicocche, o le prugne? Perché non dovrei svegliarmi un giorno con una gran voglia di parmigiana di melanzane e rendendomi conto che siamo in pieno inverno non dovrei preparare delle teglie di zucca con pomodoro e mozzarella che s’ispirano proprio a quella ricetta? L’ho fatto, non l’ho chiamata parmigiana perché non mi andava, ma devo confessarvi che se l’avessi fatto non mi sarei sentita troppo in colpa 🙂

PS: se c’è qualche ricetta che vi piace particolarmente o che vorreste provassi a fare scrivetemelo nei commenti, via mail o sui social!

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Pasta al forno con topinambour zafferano e nocciole

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La mia mamma, da buona piemontese, mi ha introdotta anni fa al mondo dei topinambour (topinambur) e me ne sono innamorata. Si sa che io per i ‘brutti ma buoni’ ho un debole e questi tuberi bitorzoluti che sono sempre piaciuti un sacco a lei sono stati subito simpatici anche a me, ecco perché ancora mi stupisco quando al mercato sento chiedere “ma quelli cosa sono?” o quando chiedo i topinambour e mi rispondono “ne vuoi solo due o tre vero? Non li vuole nessuno”.

FERMI TUTTI: coltivatori di tutto il mondo di topinambour, se non li vuole nessuno dateli a me!

La verità secondo me è che sono ancora pochi quelli che conoscono questi tuberi e la maggior parte delle persone sono sconfortate dall’aspetto e dalla rottura che costa pulirli. Ci vuole un po’ di pazienza, è vero, ma ne vale la pena. Poi c’è chi fatica a digerirli e a voi suggerisco di non mangiarli interi ma di frullarli e di non abbinarli a legumi o patate. Potete farci una vellutata, delle polpette, dei tortini, degli gnocchi oppure condirci una pasta al forno come ho fatto io, golosa e filante.

Sarà che qui la pasta al forno non la mangiamo quasi mai e a me sembra tanto un piatto delle feste, ma secondo me dovreste provarla 🙂

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Focaccia alle patate con olive e rosmarino


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Quest’anno Babbo Natale mi ha fatto un regalo bellissimo, mi ha regalato una planetaria. Sognavo da anni questo momento ma non avevo mai avuto il coraggio di fare l’acquisto perché, fondamentalmente, sapevo di poter vivere anche senza. Preparando quasi sempre piccole quantità di impasti ed essendo terrorizzata dai lievitati, a conti fatti un acquisto così importante non era giustificato. Così ho rimandato e rimandato, ma poi quel momento è arrivato! Che gioia.

Per fare onore a questo super regalo mi sono fatta coraggio e ho sperimentato subito un paio di ricette – fra le quali quella del rotolo – ma, soprattutto, ho preparato una focaccia e una pizza (coming soon) e, siccome sono una donna coraggiosa, l’ho fatto nientepopòdimenoche…per la sera di Capodanno.

Vi ho già raccontato che non sono voluta entrare nel tunnel della pasta madre ma conosco bene il fascino dei lievitati e la mia intolleranza al grano è un ottimo motivo per sperimentare perché – non so se da voi sia diverso ma – qui non è facile trovare pane, pizze e focacce che siano preparate al 100% con altre farine, per motivi piuttosto ovvi.

Mi è toccato sperimentare dunque, ovviamente mi sono affidata al classico lievito di birra – fra l’altro mi hanno pure detto che io sono intollerante al lievito madre ma vabbè – e sono partita da una vecchia ricetta segnata sul quadernone di mamma, modificandola a mio piacimento cominciando, appunto, dalla farina di kamut al posto della manitoba.

Bene, signore e signori, io sono ignorante in materia di lievitati, come vi ho raccontato fino a qui, ma la focaccia di patate ci ha sfamati la sera di Capodanno, con grande gioia e soddisfazione. Croccante fuori e soffice all’interno, buona da sola al posto del pane e pure farcita (sempre coming soon), crepi l’avarizia. Ovviamente non l’abbiamo mangiata tutta perché c’era pure la pizza (abbasso i carboidrati eh!), quindi l’ho congelata e posso garantirvi che resta perfetta.

E allora via, andate, impastate e cuocete focacce. Poi ditemi!

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Risotto allo zafferano con pere e finocchi su Taste&More

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Finite le feste si torna alla routine, agli appuntamenti che scandiscono le giornate, le settimane, i mesi. E così arriva anche il momento del nuovo numero di Taste&More che trovate online da oggi, ricco di ricette e di proposte dolci e salate per tutti i gusti.

Per questo numero mi sono messa ai fornelli per preparare un risotto allo zafferano. Detta così non sembra niente di nuovo, un grande classico. E invece no, si tratta di un risotto colorato e pieno di sapore che saprà sorprendervi perché è arricchito da finocchi e pere, condito con un’abbondante macinata di pepe nero e mantecato con sua maestà la burrata.

Si è vero, le feste sono appena finite e sarebbe tempo di detox ma io non cambio idea, ogni tanto uno strappo alle regole non può che fare bene e noi ce lo siamo concesso con questo piatto goloso. Non l’avevo mai preparato prima ma ci ha conquistati subito per il suo equilibrio: la freschezza del finocchio, la dolcezza della pera, il profumo intenso dello zafferano e la ricchezza del formaggio che sostituisce alla grande la classica mantecatura e, sono sicura, saprò convincere anche i tradizionalisti.

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Non avete mai messo frutta e verdura insieme nel risotto? Correte a sfogliare il nuovo numero, è tempo di sperimentare 🙂

Rotolo integrale con crema al cioccolato e frutti di bosco

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Benvenuto 2016, non pensavo che ti avrei accolto sul blog con un dolce, considerato che in questi giorni post abbuffate tutto quello di cui ho voglia sono frutta e verdure. E invece, da inguaribile golosa, eccomi qua, con una ricetta della nonna rivisitata, preparata con farina integrale e zucchero di canna, senza latticini e senza farina di frumento. Io non sono una che ripete le stesse ricette, preferisco sperimentare, cambiare, fallire (anche se i fallimenti fanno male e io alla soglia dei 30 non ho ancora imparato bene a gestirli).

Nonostante tutto però questa ricetta l’ho fatta due volte nel giro di pochi giorni, è strano e forse l’ho scelta proprio per questo, per fare una riflessione, per  dire a me stessa certe cose. Perché quello che succede in cucina, per me, racconta un po’ la vita.

La prima cosa da dirmi: tutti sbagliano. Gli errori spesso pesano e “contano” più dei successi, tutti (o forse solo tu) li ricordano molto meglio. Che sia una torta venuta male o un insuccesso sul lavoro, sono sempre molto dura con me stessa, non accetto il fallimento. C’è da lavorare, ci sto lavorando, ma è una strada lunga.

La seconda: non possiamo fare tutti felici, piacere a tutti, accontentare tutti. Ho sempre avuto quest’inclinazione e non mi è mai pesato. Mi piace vedere le persone che ho vicino soddisfatte e contente, mi piace vedere i loro sorrisi mentre addentano un biscotto dei miei o leggono un progetto su cui ho lavorato. Ma non sempre sorridono, non sempre quello che faccio piace agli altri. E’ un dato di fatto, siamo tutti diversi ed è giusto così.

La terza: ognuno ha le sue priorità, il suo punto di vista. Quando mi hanno chiesto se diventando vegetariana, aprendo un blog e scrivendo un libro avessi “convinto” qualcuno della mia famiglia a diventarlo a sua volta ho detto di no, e mi sono resa conto che non ci ho neanche mai provato. Perché credo nella libertà di pensiero e nel rispetto, certo. Ma devo ammettere che a volte mi piacerebbe che tutti capissero il valore che ha un dolce senza lo zucchero, una maionese senza le uova. Per la salute, ma non solo.

La quarta: le conferme e l’approvazione degli altri sono importanti, ma è più importante imparare a farne anche a meno. Per quanto tu cerchi delle conferme, potrebbero non arrivare mai e non ha senso farsene una colpa. Niente è più vero di quello che mi hanno insegnato: fai le cose per bene per te stessa, mettici tutto il tuo impegno e poi sii contenta di quello che hai fatto, anche se agli altri non piace, anche se non è perfetto.

La quinta: ci sono tanti modi di volersi bene. Mi hanno detto tante volte “non serviva” e invece serviva. So bene quando una cosa va fatta e quando può essere fatta, ma quando vuoi bene a qualcuno anche lo sforzo più pesante diventa una passeggiata. Non importa quanto stanca io sia, se ho deciso di preparare i biscotti da regalare a Natale o una torta per ringraziare chi mi invita a cena, state certi che la preparerò. E’ il mio modo di amare. Ma non tutti lo capiscono e non si può starci male. Proverò con qualche teglia di biscotti in meno e qualche abbraccio in più, per incontrarci a metà strada.

Eccola qua allora la mia lista dei buoni propositi, quella che avevo deciso di non fare. Ma si sa, la vita è così, a volte fai cose che non volevi fare, altre non fai quello che avresti voluto fare.

Non ho mai voluto tanta gente intorno, ma non ho mai amato stare sola. Quest’anno proverò a essere meno severa con me stessa, a lasciare andare un po’ le cose, a prendermi più tempo invece di incastrare mille impegni in ogni momento libero.

Forse ho già cominciato, l’ho fatto quando ho deciso di rifare per la seconda volta questo rotolo, perché mi avevano detto che era buono, certo, e spero fossero sinceri (voglio che lo siate, amici!).

Ma soprattutto perché a me era piaciuto davvero 🙂

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