Zuppe e minestre

Zuppa di cannellini, patate e orzo allo zafferano

Prima di preparare questa zuppa non avevo mai pensato di mettere lo zafferano in una minestra. Nel risotto, nella pasta, ma nella zuppa proprio no. In dispensa però avevo gli ultimi meravigliosi stimmi e quando ho pensato agli ingredienti da usare mi sono immaginata una piatto di un bel giallo brillante, con un profumo e un sapore unici.

C’avevo visto giusto e me ne sono resa conto quando, mentre ancora era in cottura, ho assaggiato la mia zuppa e ho capito che lo zafferano era davvero perfetto.

In questo tiepido autunno sembra un po’ presto per dedicarsi a minestroni e vellutate ma in questo caso, vi dirò, vale la pena prendersi un po’ di tempo per stare in cucina e servire a cena uno dei comfort food per eccellenza. Non ho mai amato il classico minestrone perché preferisco le consistenze cremose – golosa io -, quindi largo alle vellutate e alle zuppe come questa, in cui legumi e patate rendono tutto più denso e avvolgente.

E lo zafferano – scusate se ci torno – che di solito nel risotto tende a essere piuttosto intenso e prevalente, in questa zuppa è presente ma con delicatezza, davvero buonissimo.

Se ancora non vi avessi convinti, sto per giocarmi la carta de “la pausa pranzo del giorno dopo”. Vi assicuro – perché l’ho provato io stessa – che questa zuppa è perfetta anche il giorno dopo. E vi avviso che l’orzo tende ad assorbire moltissimi liquidi pur tenendo la cottura, quindi potreste aprire la vostra pentola aspettandovi una minestra e trovarci dentro un orzotto. Don’t worry, se l’idea vi piace mangiatela così, come una piacevole variazione sul tema, sempre con un filo d’olio e tanto tanto pepe.

La ricetta vegan è su IlCucchiaio.it

Zuppa con verdure e tofu al latte di cocco

Tempo fa vi avevo parlato della mia diffidenza verso alcuni piatti orientali, della fatica che avevo fatto ad apprezzare spaghetti di riso, di soia, soba noodles & co. La cosa assurda – o forse no – è che mi piacciono di più quando li facciamo a casa, dosando i condimenti, scegliendo le verdure, modulando le cotture, piuttosto che quando li mangio al ristorante. Eppure il ristorante dovrebbe saperne più di noi, anzi, sono sicura che ne sa.

C’è da dire che io sono sempre stata attratta dai sapori e dai profumi lontani, mi piace assaggiare, scoprire piatti e trazioni diverse dalla mia e lasciarmi ispirare. Forse però non sono pronta per i piatti della tradizione e devo mediare, alleggerire, modificare. Forse per questo gli spaghetti di soia del ristorante non mi hanno mai conquistata fino in fondo.

L’idea per questa zuppa è nata in macchina chiacchierando con l’esperto in materia (non di zuppa ma di roba orientaleggiante) e si è concretizzata in una domenica mattina con il frigo mezzo vuoto, mentre fissavo il barattolo del latte di cocco, mio salvatore. Ho voluto metterci anche zenzero, peperoncino, lime. Un’associazione di ingredienti che mi è venuta istintivamente pensando al risultato che avevo in testa ma che non avevo mai assaggiato realmente, visto che l’unica zuppa vagamente simile l’avevo mangiata in un bel ristorantino thai e aveva così tanto zenzero da non riuscire a mandarla giù, sapeva di detersivo. Ho voluto mangiarne qualche cucchiaiata solo nella speranza che lavasse bene il mio stomaco, immaginavo tanta schiuma lì dentro e qualcuno che strofinava con vigore le pareti come faccio io quando pulisco il lavandino e faccio una, due, tre passate, perché non mi pare mai abbastanza. “Perché continui a mangiarla se non ti piace?” “Voglio uno stomaco lucente”.

Non so cos’abbia fatto al mio stomaco quella zuppa ma credo avesse delle potenzialità, così ho usato i ricordi buoni per lasciarmi ispirare.

Il risultato è un piatto vegan, una zuppa piuttosto liquida, saporita e profumata, leggera e veloce da preparare, che si presta a variazioni sul tema utilizzando verdure differenti in base alla stagione (e alla disponibilità del frigo). Riscalda lo stomaco e anche l’anima, vi farà sentire bene, ma non credo avrà il potere di far brillare i vostri stomaci.

Ciò detto, per scoprire la mia ricetta andate su IlCucchiaio.it.

Crema di daikon sedano rapa e ceci

Comprare il daikon e doverlo cucinare subito in tutti i modi in tutti i luoghi in tutti i laghi (perdonate questa citazione altissima). Questa sono io. Non so resistere, sono curiosa di provare nuovi sapori, di scoprire nuovi ingredienti e di inventare nuovi piatti. Ho trovato un bel daikon sodo e l’ho portato in cucina per prepararlo in tutte le salse: in insalata, in un riso (prossimamente tutto su questi schermi) e nella zuppa.

L’ho annusato ed era terroso, sapeva di funghi. I funghi non mi piacciono, ma non mi sono fatta abbattere. L’ho assaggiato: il sapore è proprio quello di un ravanello gigante.

L’ho unito al sedano rapa e ai ceci, per aggiungere cremosità a questo tubero scrocchiarello, e non ho aggiunto erbe aromatiche o spezie volutamente, per lasciarlo esprimere.

Mi sei piaciuto, daikon. E poi fai anche tanto bene, dunque grazie per essere entrato nella mia cucina. La ricetta della crema di daikon vegan e glutenfree (non fate il brodo con il dado!!) è su IlCucchiaio.it.

Crema di sedano rapa e finocchio alla liquerizia

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Questa crema non posso che dedicarla a Roberta, che dopo averla assaggiata a una cena da ultimo dell’anno non ha più smesso di dirmi quanto fosse buona.

Adoro la cremosità de sedano rapa – troppo spesso sottovalutato – e la freschezza del finocchio e trovo che insieme, uniti dal loro retrogusto che ricorda la liquerizia appunto, si sposino a meraviglia.

La ricetta è vegan e glutenfree ed è davvero semplice – pulite le verdure il grosso è fatto – ma vedrete che questa crema, con il suo sapore delicato e una consistenza super, in tavola farà un figurone.

Per completarla un po’ di polvere di liquerizia, semi di aneto e di finocchio, per caricare ancora un po’ il sapore e dare un tocco croccante.

Ingredienti (per 4 persone)

2 sedano rapa

2 finocchi

brodo vegetale

sale

pepe

olio evo

semi di aneto

semi di finocchio

Pelate il sedano rapa, togliete la parte delle radici, affettatelo e fatelo a cubotti.

Mettetelo a lessare coperto con il brodo vegetale e, dopo un quarto d’ora circa, unite anche il finocchio a fette e un filo d’olio.

Lasciate cuocere a fuoco lento fino a quando il sedano rapa sarà morbido, aggiungendo altro brodo se necessario.

Frullate la crema, regolate la densità, salate e pepate.

Servite con la polvere di liquerizia, i semi di aneto e finocchio e un filo d’olio.

Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua&Menta “Le nostre radici”

Crema di cannellini alla salvia con piada croccante

Siamo sempre lì, alla mia convinzione che la zuppa sia uno dei comfort food più comfort in assoluto. Quando torni a casa dopo una giornata fitta di impegni, con la punta del naso congelata, e infili i piedi a scaldarsi dentro vari strati di improbabili calzettoni, poter accendere il fuoco sotto il pentolone e sapere che in pochi minuti la tua cena sarà pronta, conforta.

Riempire il cucchiaio di crema bollente e soffiare per intiepidirla – che non si fa che è di cattivo gusto ma io sono a casa mia e soffio quanto mi pare – per poi scottarsi sempre e comunque la lingua e maledirsi per la propria, incorreggibile, ingordigia.

Tutti gesti che fanno molto “casa”, che gridano “inverno, non ti temo”, che nascondono pensieri tipo “è presto ma neanche così presto dopo sta zuppetta quasi quasi mi infilo sotto le coperte”…

Saranno anche cose banali, ma io son felice così 🙂

La crema che vi propongo oggi è di cannellini, profuma di salvia ed è accompagnata da spicchi di piada supercroccanti. Per i non vegan c’è anche un’aggiuntina di panna all’ultimo, ma è proprio un vezzo.

La ricetta è su IlCucchiaio.it!

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