Risotto con barbabietola e mela

Occhio alla rapa, o barbabietola, come vi piace. Occhio, perché dove la metti, lei tinge. Occhio alle mani, ai vestiti, ai contenitori, ai piatti. La barbabietola è una che lascia il segno, diciamo. Che poi fa anche un bel colorino eh, se volete le pareti rosa secondo me potete provare con un bel sugo di rapa rossa. Magari a spugnatura. Che finess.

Insomma è successo che sono andata in fissa con la rapa. Da piccola la mangiavo in insalata con una salsina – mamma ricordami com’era fatta che la posto sul blog – ed era fantastica. Forse mi piaceva così tanto anche per quel suo colore così rosa Barbie. Poi per secoli niente più rapa, era passata di moda. E ora, un ritorno ai favolosi Eighties. Sono ufficialmente entrata nel tunnel.

Eccovi una prima proposta in perfetto stile anni ’80, il risotto con la barbabietola e la mela. Tutto rigorosamente rosso-rosa. E un sapore delicato, dolce, bilanciato dalla leggera acidità della mela. Come direbbero gli ABBA, Voulez vous? (cit).

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Tofu al balsamico con finocchi e mele

Allora, diciamo le cose come stanno, il tofu, di per sé, non è il top. La mia prima esperienza con il suddetto, circa 5-6 anni fa, è stata tragica. All’epoca non c’era molta scelta, ho preso l’unico panetto esistente, mancostavanelbancofrigo. Mah. Una volta a casa l’ho aperto timorosa, ne ho preso un pezzetto così, “a crudo” (coraggiosa!) e l’ho assaggiato: oddio, è polistirolo. Credevo mi avessero spacciato per tofu un materiale per imballaggi. Dal nostro primo incontro ad oggi sono stati fatti passi da gigante. Oggi ci sono vari tipi di tofu al naturale e la consistenza è molto più piacevole, si tratta di trovare quello che preferite. Io cerco il sapore più neutro possibile (non è che si sbagli di molto eh) perché per mangiarlo volentieri DEVO caratterizzarlo. Due le mie strategie:  la prima – la mia preferita – è tritarlo e unirlo ad altri ingredienti per poi formare burger, polpette, crocchette&co, come ho fatto con le polpette alle melanzane; la seconda è quella che vi propongo oggi, ovvero farlo marinare. Ma marinare come se non ci fosse domani. E allora dai, che tofu sia.

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Biscotti sabbiosi al cacao e al limone, le varianti

Fuori programma della domenica. Per chi non ama il caffè ma vuole sperimentare i biscotti sabbiosi e la loro consistenza fondente ho voluto provare delle varianti. Volevo essere sicura che facendo delle modifiche il risultato non cambiasse, perché le proporzioni  in pasticceria sono fondamentali. E invece possiamo tirare un sospiro di sollievo: sfornati e mangiati 🙂

Ecco le alternative: mantenete la ricetta invariata e sostituite semplicemente il caffè con il cacao, sciogliendone qualche cucchiaino in 2 cucchiai d’acqua, oppure usate al posto del caffè del succo di limone. Aggiungete sempre gradualmente la parte liquida perché in base alla densità modificherà anche la consistenza dell’impasto che deve rimanere morbido e un po’ appiccicoso ma comunque lavorabile.

E occhio quando li cuocete, sfornateli appena i bordi sono dorati.

 

Biscotti sabbiosi al caffè

Sabato, tempo di dolci. Tempo di accendere il forno per preparare qualcosa con cui coccolarci nel week end. Vi dico subito che io sono un’appassionata di biscotti, tipo che se ne ho davanti 100, ne posso mangiare serenamente 100. Tipo che se mi faccio un tè, ne inzuppo almeno due per volta. Salvo poi rotolare giù dal divano lamentandomi perché sono “un po’ appesantita”. Si ok – starete dicendo – questa è appassionata di tutto. Eh vabbè, altrimenti cosa l’aprivo a fare un food blog? Insomma, dicevamo di questi biscotti…hanno una consistenza fondente, un po’ sabbiosa. Ma non tipo cozzanonlavata, tipo dolcechesiscioglieinbocca, tipo pasticcinodipasticceria. Probabilmente fate prima ad assaggiarli che a tentare di capire cosa intendo dire. E allora andiamo, su. E buon fine settimana.

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Maltagliati integrali con crema di stracchino e nocciole

Ieri vi ho detto cosa, oggi vi consiglio come. Li avete preparati i maltagliati? O siete rimasti sul divano con una tazza di cioccolata calda fra le mani e un film strappalacrime da guardare alla tv? Qualsiasi cosa abbiate fatto, avete fatto bene. Anzi, BENISSIMO.

Per quelli che tra voi si sono divertiti a impastare però, non potevo non proporre anche una ricettina facile facile per rendere merito ai nostri maltagliati. Non vi fermate al titolo pensando che i vostri mariti, fidanzati, amici, fratelli ecc. guarderanno stizziti quella cremina bianca che avvolge la pasta, le nocciole tostate e croccanti (che con grande gioia potranno spezzettare loro) faranno cambiare faccia – e sapore – a questo sugo così delicato. Da me hanno avuto successo anche fra quelli che “io la pasta fresca la mangio solo con il ragù”. Per dire.

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