Zuppe e minestre

Pagina 3 di 512345

Taste&More e ancora tanta voglia di mettersi alla prova

copertina-Taste&More-Magazine-gennaio-febbraio-2015-n°12

Le feste stanno per finire ma oggi c’è un valido motivo per prolungare i festeggiamenti: è online il nuovo numero di Taste&More, l’edizione con dentro tante ricette di stagione che fra gennaio e febbraio vi accompagneranno in cucina e vi daranno imperdibili spunti golosi.

Domani, quando sarete seduti davanti al caminetto mangiando mandarini (o carbone!) e scoprendo le leccornie che vi ha portato la Befana (santa donna), sfogliate il nuovo Taste&More e fatevi conquistare dall’atmosfera unica che caratterizza questo numero.

A questo numero io sono particolarmente affezionata perché è stato un lavoro duro, una sfida a suon di scatti, set da fare e rifare, obiettivi da testare, luci da regolare. E’ stato un modo per capire quali sono i miei limiti, quali sono gli aspetti su cui voglio e devo migliorare, per parlare di fotografia e per chiedere consigli agli esperti – ringrazio chi gentilmente mi ha fornito degli obbiettivi TOP che ho maneggiato con grande cura sentendomi carica di responsabilità!

Ora però bando alle ciance e largo alle ricette: fra pie, vellutate e dolci di Carnevale – su cui ahimè non sono ferratissima – troverete la mia padellata di zucca e pere alle spezie con crema di robiola alla vaniglia, cotta piano piano, delicata, una vera coccola per lo stomaco e per lo spirito (la trovate alle pagine 66-67 di Taste&More).

Taste&More12_unavegetarianaincucina_01

Fra i piatti salati invece vi lascio alla scoperta della ricetta vegan della crema di sedano rapa con semi di zucca e carciofi croccanti, un piatto semplice che scalda il cuore, perfetto per ogni momento (alle pagine 50 e 51 del nuovo Taste&More).

Taste&More12_unavegetarianaincucina_02

Per scoprire le mie ricette non vi resta che sfogliare il nuovo numero cliccando sull’immagine della copertina!

Zuppa di cannellini, patate e orzo allo zafferano

Prima di preparare questa zuppa non avevo mai pensato di mettere lo zafferano in una minestra. Nel risotto, nella pasta, ma nella zuppa proprio no. In dispensa però avevo gli ultimi meravigliosi stimmi e quando ho pensato agli ingredienti da usare mi sono immaginata una piatto di un bel giallo brillante, con un profumo e un sapore unici.

C’avevo visto giusto e me ne sono resa conto quando, mentre ancora era in cottura, ho assaggiato la mia zuppa e ho capito che lo zafferano era davvero perfetto.

In questo tiepido autunno sembra un po’ presto per dedicarsi a minestroni e vellutate ma in questo caso, vi dirò, vale la pena prendersi un po’ di tempo per stare in cucina e servire a cena uno dei comfort food per eccellenza. Non ho mai amato il classico minestrone perché preferisco le consistenze cremose – golosa io -, quindi largo alle vellutate e alle zuppe come questa, in cui legumi e patate rendono tutto più denso e avvolgente.

E lo zafferano – scusate se ci torno – che di solito nel risotto tende a essere piuttosto intenso e prevalente, in questa zuppa è presente ma con delicatezza, davvero buonissimo.

Se ancora non vi avessi convinti, sto per giocarmi la carta de “la pausa pranzo del giorno dopo”. Vi assicuro – perché l’ho provato io stessa – che questa zuppa è perfetta anche il giorno dopo. E vi avviso che l’orzo tende ad assorbire moltissimi liquidi pur tenendo la cottura, quindi potreste aprire la vostra pentola aspettandovi una minestra e trovarci dentro un orzotto. Don’t worry, se l’idea vi piace mangiatela così, come una piacevole variazione sul tema, sempre con un filo d’olio e tanto tanto pepe.

La ricetta vegan è su IlCucchiaio.it

Zuppa con verdure e tofu al latte di cocco

Tempo fa vi avevo parlato della mia diffidenza verso alcuni piatti orientali, della fatica che avevo fatto ad apprezzare spaghetti di riso, di soia, soba noodles & co. La cosa assurda – o forse no – è che mi piacciono di più quando li facciamo a casa, dosando i condimenti, scegliendo le verdure, modulando le cotture, piuttosto che quando li mangio al ristorante. Eppure il ristorante dovrebbe saperne più di noi, anzi, sono sicura che ne sa.

C’è da dire che io sono sempre stata attratta dai sapori e dai profumi lontani, mi piace assaggiare, scoprire piatti e trazioni diverse dalla mia e lasciarmi ispirare. Forse però non sono pronta per i piatti della tradizione e devo mediare, alleggerire, modificare. Forse per questo gli spaghetti di soia del ristorante non mi hanno mai conquistata fino in fondo.

L’idea per questa zuppa è nata in macchina chiacchierando con l’esperto in materia (non di zuppa ma di roba orientaleggiante) e si è concretizzata in una domenica mattina con il frigo mezzo vuoto, mentre fissavo il barattolo del latte di cocco, mio salvatore. Ho voluto metterci anche zenzero, peperoncino, lime. Un’associazione di ingredienti che mi è venuta istintivamente pensando al risultato che avevo in testa ma che non avevo mai assaggiato realmente, visto che l’unica zuppa vagamente simile l’avevo mangiata in un bel ristorantino thai e aveva così tanto zenzero da non riuscire a mandarla giù, sapeva di detersivo. Ho voluto mangiarne qualche cucchiaiata solo nella speranza che lavasse bene il mio stomaco, immaginavo tanta schiuma lì dentro e qualcuno che strofinava con vigore le pareti come faccio io quando pulisco il lavandino e faccio una, due, tre passate, perché non mi pare mai abbastanza. “Perché continui a mangiarla se non ti piace?” “Voglio uno stomaco lucente”.

Non so cos’abbia fatto al mio stomaco quella zuppa ma credo avesse delle potenzialità, così ho usato i ricordi buoni per lasciarmi ispirare.

Il risultato è un piatto vegan, una zuppa piuttosto liquida, saporita e profumata, leggera e veloce da preparare, che si presta a variazioni sul tema utilizzando verdure differenti in base alla stagione (e alla disponibilità del frigo). Riscalda lo stomaco e anche l’anima, vi farà sentire bene, ma non credo avrà il potere di far brillare i vostri stomaci.

Ciò detto, per scoprire la mia ricetta andate su IlCucchiaio.it.

Crema di daikon sedano rapa e ceci

Comprare il daikon e doverlo cucinare subito in tutti i modi in tutti i luoghi in tutti i laghi (perdonate questa citazione altissima). Questa sono io. Non so resistere, sono curiosa di provare nuovi sapori, di scoprire nuovi ingredienti e di inventare nuovi piatti. Ho trovato un bel daikon sodo e l’ho portato in cucina per prepararlo in tutte le salse: in insalata, in un riso (prossimamente tutto su questi schermi) e nella zuppa.

L’ho annusato ed era terroso, sapeva di funghi. I funghi non mi piacciono, ma non mi sono fatta abbattere. L’ho assaggiato: il sapore è proprio quello di un ravanello gigante.

L’ho unito al sedano rapa e ai ceci, per aggiungere cremosità a questo tubero scrocchiarello, e non ho aggiunto erbe aromatiche o spezie volutamente, per lasciarlo esprimere.

Mi sei piaciuto, daikon. E poi fai anche tanto bene, dunque grazie per essere entrato nella mia cucina. La ricetta della crema di daikon vegan e glutenfree (non fate il brodo con il dado!!) è su IlCucchiaio.it.

Crema di sedano rapa e finocchio alla liquerizia

Cremadisedanorapaefinocchioallaliquerizia_unavegetarianaincucina_00

Questa crema non posso che dedicarla a Roberta, che dopo averla assaggiata a una cena da ultimo dell’anno non ha più smesso di dirmi quanto fosse buona.

Adoro la cremosità de sedano rapa – troppo spesso sottovalutato – e la freschezza del finocchio e trovo che insieme, uniti dal loro retrogusto che ricorda la liquerizia appunto, si sposino a meraviglia.

La ricetta è vegan e glutenfree ed è davvero semplice – pulite le verdure il grosso è fatto – ma vedrete che questa crema, con il suo sapore delicato e una consistenza super, in tavola farà un figurone.

Per completarla un po’ di polvere di liquerizia, semi di aneto e di finocchio, per caricare ancora un po’ il sapore e dare un tocco croccante.

Ingredienti (per 4 persone)

2 sedano rapa

2 finocchi

brodo vegetale

sale

pepe

olio evo

semi di aneto

semi di finocchio

Pelate il sedano rapa, togliete la parte delle radici, affettatelo e fatelo a cubotti.

Mettetelo a lessare coperto con il brodo vegetale e, dopo un quarto d’ora circa, unite anche il finocchio a fette e un filo d’olio.

Lasciate cuocere a fuoco lento fino a quando il sedano rapa sarà morbido, aggiungendo altro brodo se necessario.

Frullate la crema, regolate la densità, salate e pepate.

Servite con la polvere di liquerizia, i semi di aneto e finocchio e un filo d’olio.

Con questa ricetta partecipo al contest di Acqua&Menta “Le nostre radici”

Pagina 3 di 512345

IN LIBRERIA

IN LIBRERIA

In libreria!
DIARIO DI UNA VEGETARIANA
Food District - Ultra

Il mio sito web

healthy food yoga communication
Biscotti morbidi nocciole e cioccolato
Pasta all’aloe con crema di spinacini e ricotta
Miglio in insalata con ceci neri e zucchine
Smoothie verde al cacao e nocciole

Seguimi via mail!

Follow on Bloglovin

Leggi le mie ricette su:

Leggi le mie ricette su: