Ciliegini con crema di panzanella

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Di recente ho avuto il piacere, per la prima volta, di assaggiare una panzanella preparata da un toscano. Ho sempre amato i sapori freschi ed estivi che caratterizzano questo piatto: pomodoro, tanto basilico, olio buono, pane. Potrei vivere tutta l’estate nutrendomi così, datemi una panzanella e sarò felice!

Pur non essendo una toscana anche io di tanto in tanto preparo una panzanella a modo mio – manco ci provo a sfidare la tradizione, se volete mangiare la “classica” trascorrete un fine settimana in Toscana e magnatevela là, è un ottimo motivo per prendersi una pausa e staccare la spina un paio di giorni –, una versione rivisitata e arricchita preparata con pane integrale ai cereali, avocado e capperi (la ricetta è sul libro DIARIO DI UNA VEGETARIANA a pagina 56!).

Qualche giorno fa però ero in cucina, stavo preparando una ricetta di ciliegini ripieni e mentre li svuotavo da polpa e semi ho acceso il cervello per pensare a un modo per riutilizzarla e non buttare niente. Si è accesa una lampadina: panzanella. Quella che avevo mangiato in Toscana era pastosa, il pane non era a pezzettoni ma si era completamente disfatto e aveva creato una crema. Così ho messo una crema di panzanella – o simil panzanella, sempre una mia versione – dentro i ciliegini. Ragazzi l’aspetto è quel che è, mi rendo conto, ma vi giuro che il risultato è spaziale. L’assaggiatore di fiducia saltellava per la cucina con il piatto in mano dicendo “me li mangio tutti io”. Ecco, che questo sia sufficiente per raccontarvi quanto sono buoni.

PS: trattandosi di una ricetta del riciclo in cui ho unito preparazioni diverse le dosi sono approssimative, regolatevi assaggiando il composto strada facendo e aggiustando i sapori secondo i vostri gusti.

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Fiori di zucchina ripieni con erbette e scorza di limone

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Da un po’ di tempo a questa parte mi sono arresa all’idea di weekend che somigliano sempre di più a tutti gli altri giorni della settimana. Uno dei miei desideri più grandi, ultimamente, sarebbe riuscire a trascorrere una giornata intera in panciolle, a non fare assolutamente niente.

C’è stato il libro, il lavoro e poi semplicemente la vita che ti scorre fra le mani e ti riempie le giornate. E, a quanto pare, dovrò continuare a sognare ancora per parecchio tempo. Eppure queste giornate così piene e così stancanti, che mi fanno arrivare sul divano a mezzanotte e crollare circa 5 minuti dopo, sono state – e mi auguro continuino ad essere – costellate di piccoli momenti di grande gioia che mi hanno riempito il cuore: tenere in braccio mia nipote e riempirla di baci, ricevere un messaggio che non ti aspetti, vedere il sorriso di nonna mentre legge una pagina del libro, avere i miei genitori ospiti a pranzo, mettere dei fiori sul tavolo della cucina. E svegliarsi presto il sabato per fare la spesa al mercato contadino, trovare le verdure più fresche di sempre e regalarmi un mazzo di fiori – di zucchina – meravigliosi. Quello che viene dopo è una corsa a casa per fotografarli, pulirli con delicatezza, farcirli e ripassarli in forno. Ah, quando si dice che la gioia sta nelle piccole cose.

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(Panino con) burger di fagioli alla curcuma

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Che è uscito il mio libro ve l’ho detto?! E’ USCITO IL MIO LIBRO. Sì cioè, è proprio in libreria, lì, fra gli scaffali insieme ai libri di Chef e superstar della cucina. E’ un po’ timido e si schernisce, proprio come sto facendo io, è un novellino e sa bene che ha ancora tanta, tantissima strada da fare e che c’è da migliorarsi, sempre e per sempre, ancora. Ma c’è, esiste. Vederlo lì, è un’emozione. E vederlo fra le vostre mani, è un’emozione ancora più forte.

Ecco perché a chi di voi avrà voglia e modo e tempo chiedo di farsi un bel selfie insieme al mio libro e poi di condividerlo sui social con gli hashtag #diariodiunavegetariana e #unavegetarianainlibreria. Che dite, avete voglia di metterci la faccia? Sarebbe bellissimo per me vedervi tutti, sarebbe più facile mettervi insieme per un mega abbraccio virtuale <3

Nei prossimi giorni vi racconterò di qualcuna delle ricette finite fra le pagine di DIARIO DI UNA VEGETARIANA, ora però bando alle ciance e si torna ai fornelli, perché il libro non ci sarebbe senza di voi ma neanche se io non amassi alla follia cucinare e mangiare.

Ci sono dei piatti di cui vado letteralmente pazza, sono una dipendente da biscotti e dolci in generale e quando qualcuno parla di confort food nella mia mente si affollano ricette su ricette. Sapete che prendo molto sul serio la questione panini e che sono un’amante dei burger vegetali che ritengo siano un ottimo sistema anche per far mangiare verdure e legumi a chi tenderebbe a evitarli. Ultimamente per forze di causa maggiore – leggi “trasferimento + dispensa da rimpinguare + operazione contenimento delle spese” – sto cucinando molto con la quinoa – leggi “avevo fatto una scorta di quinoa e ora va smaltita”. Trovo che sia perfetta anche nei burger per dare un po’ più di consistenza al tutto e la alterno, bianca, nera o rossa, a seconda di quel che mi suggerisce l’ispirazione del momento.

Per una cena di quelle davvero appaganti, in una domenica calda ma non troppo, ho preparato questi burger di fagioli alla curcuma che in forno sono diventati morbidi all’interno ma con una sottile crosticina all’esterno e li ho usati per farcire un panino che qui ha fatto la gioia di tutti.

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Caro diario…questo è un giorno che non dimenticherò

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Oggi sono qui per un’altra puntata di CARO DIARIO… per raccontarvi il perché di tanta agitazione.

Oggi sono qui con la tremarella più forte di ieri e le mani che battono sui tasti con un’insolita incertezza, come a ricordarmi che se invece di scrivere stessi parlando ogni parola detta sarebbe una conquista.

Oggi sono qui con tutto il pudore di chi ha la possibilità di lavorare a un progetto inaspettato e bello, per la prima volta, con il pudore di chi sa che ha avuto un’occasione da non perdere e che si sente troppo felice, nervosa e fortunata per riuscire a formulare frasi di senso compiuto.

Oggi sono qui per condividere con voi – perché senza di voi non ci sarebbe neanche tutto il resto – questo progetto, il progetto che mi ha assorbita e tenuta impegnata negli ultimi sei mesi, che mi ha fatto capire quanto possano essere poche 24 ore, che mi ha insegnato che la perfezione non esiste e che si può sempre fare meglio, è vero, ma che lungo la strada a volte è bene fermarsi e trovare il tempo per essere felici di quel che si è fatto. Questo è quello che mi è successo: ho cucinato, fotografato e scritto senza sosta e ogni volta volevo spostare l’asticella più in alto, ogni volta volevo fare di più e meglio.

Questo progetto mi ha spronata e mi ha incoraggiata, è stato come la scalata di una montagna altissima in cui a ogni passo vorresti tornare indietro e rifarlo di nuovo, meglio, con più sicurezza e con meno paura. E quando arrivi in cima e guardi giù, nonostante la fatica, nonostante i dubbi e tutto il resto, non riesci a non sentirti felice.

Sto tergiversando, lo so, ma non trovo le parole. Le sento risuonare nella mia mente ed è come se sentissi parlare qualcun altro.

Oggi esce in libreria il mio libro. A partire da oggi le mie ricette, i miei pensieri e i miei appunti non saranno solo online ma anche su carta. E questa per me, che pur avendo un blog non posso rinunciare al piacere di sfogliare un libro, è una gioia.

Il libro si chiama Diario di una vegetariana proprio per questo, perché è la trasposizione su carta di alcuni post del blog uniti ad altre ricette nuove di zecca, pensate e realizzate solo per il libro. E’ il frutto di tanti mesi con il cervello a mille, di tante sperimentazioni in cucina, di ricette fatte e rifatte, di foto che non erano mai ‘abbastanza’ e di testi riscritti mille volte. E’ come un figlio, lo sento mio tanto quanto sento mio il blog e mi auguro che in ogni pagina possiate sentire l’amore e la passione che ci sono dentro. E spero che chi di voi avrà voglia di comprarlo lo userà come faccio io con i miei libri, senza paura di macchiarlo, stropicciarlo, evidenziarlo, riempirlo di post-it e di appunti.

Sogno che questo libro riesca a raccontare quello in cui credo, ovvero che la cucina vegetariana è una cucina per tutti. Sogno che possa finire anche fra le mani degli scettici più convinti e che sappia mostrare con semplicità e delicatezza che un piatto di spaghetti al pomodoro resta un piatto delizioso sempre, anche se è ‘vegano’. Dentro ci troverete tante ricette semplici da preparare tutti i giorni, nelle vostre cucine di casa, con ingredienti di stagione e senza bisogno di attrezzature da Chef, perché io Chef non sono. Ma appassionata, di certo.

E allora non importa che siate onnivori, vegetariani o vegani, mettetevi a tavola, oggi cucino io 🙂

(PS: io vi aspetto in libreria eh!)

 

Caro diario…

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Ognuno di noi, nel corso della vita, si trova ad affrontare piccole grandi sfide che spesso coincidono anche con delle ‘prime volte’: il primo giorno di scuola, il primo lavoro, la prima casa. Alcune sono scritte nel nostro destino e sappiamo che arriverà il momento di affrontarle, altre invece ci sorprendono quando meno ce l’aspettiamo.

Gli ultimi anni per me sono stati densi di sfide e di prime volte. Ho affrontato una nuova vita piena di incertezza e di punti di domanda cercando di piantare radici ogni volta che mi era possibile, per quanto piccole e fragili. Ho imparato a fare cose che non avevo mai fatto, ho sfidato la mia paura e le mie incertezza, il timore di non farcela, e ho proseguito dritta per la mia strada mettendo da parte e al sicuro tutto quello che ho potuto imparare e raccogliere lungo quella strada.

Ci sono stati anche momenti di sconforto e allora mi sono aggrappata alle cose, alle persone, ai progetti e ai sogni che mi hanno dato la forza e il coraggio per continuare.

Non mi sono voltata indietro e non mi sono fatta bella quando sono arrivati i primi, microscopici segnali positivi. Ma ho pensato spesso, mio malgrado, a chi aveva lavorato per tanto tempo per insinuare altri dubbi e incertezze nella mia mente, a chi aveva cercato di farmi crollare, a chi aveva provato a farmi il vuoto intorno. Nessuna tragedia, sciocchezze, sono una persona davvero molto fortunata e lo so bene, eppure tutto questo è successo davvero, inutile negarlo.

Mi hanno insegnato a fare le cose per me stessa e per le persone che amo. Mi hanno insegnato a fare le cose per bene, al mio massimo, a cercare di migliorarmi e hanno provato anche a insegnarmi che ogni tanto voltarsi a guardare la strada percorsa e gli obiettivi raggiunti fa bene, che darsi un buffetto su una spalla e dirsi “sono arrivata fino a qua e non sto andando male” non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi. Ma ammettiamolo, su questo sto ancora lavorando.

Preferisco mantenere un profilo basso, nonostante quello che alcuni dicono. Faccio fatica a godermi al massimo e fino in fondo i miei piccoli successi e ogni volta che mi si presenta una nuova sfida, una nuova ‘prima volta’, sento la terra tremare sotto i piedi. Ma quando decido di cogliere l’occasione, di provarci, di andare, allora lo faccio con tutta me stessa, con anima e corpo. E arrivo al traguardo stremata, stanca, con un carico di emozioni pronto a esplodere ma, a modo mio, felice.

Niente ricetta oggi, oggi torniamo all’idea del blog rimasta incompiuta per la paura di raccontare troppo, di mostrare troppo, di stare troppo in vista e di uscire dagli argini del mio low profile.

Oggi torno al DIARIO per quello che per me è un ottimo motivo, per raccontarvi un po’ di emozioni e per condividerle con voi. Perché un’altra sfida è arrivata e io l’ho presa al volo, le ho dedicato tanta energia e ora che sta per diventare reale ho la tremarella.

Statemi vicini <3

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