Pasta con pesto di foglie di broccolo e nocciole

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Il sabato mattina il mio appuntamento fisso è quello con il mercato a kilometro zero. Mi piace curiosare fra i banchi, ascoltare i suggerimenti che si scambiano le signore, scoprire ortaggi mai visti. Mi piace riempire le borse di frutta e verdura e tornare a casa con foglie di sedano, broccoli e radicchio che spuntano qua e là. Mi piace perché ogni stagione ha i suoi ortaggi ed è bello correre a casa con i primi fiori di zucca, con i cachi dell’albero, con piccoli sedano rapa profumati e saporiti.

Fare la spesa al mercato accende la fantasia di chi, come me, ama cucinare. Si comincia a pensare a cosa fare, a come abbinare gli ingredienti, a quando cucinarne uno, quando l’altro. Certo, perché con la verdura fresca serve anche un po’ di organizzazione e un bel po’ di pazienza per lavare, pulire, riutilizzare anche gli “scarti” delle verdure che hanno un’aria un po’ selvaggia, molto diverse da quelle ordinate che si trovano di solito al supermercato.

Così capita di tornare a casa con due broccoletti piccoli piccoli pieni di foglie di un bel verde carico e non si può fare a meno di pensare a come utilizzarle per non sprecarle. Mentre le cimette si trasformano in una crema golosa perfetta per preparare la lasagna di carasau (trovate la ricetta sul mio libro Diario di una vegetariana), uno sformato dal cuore filante o una quiche con zucca uvette e pinoli, il torsolo (si dice torsolo o gambo? Correggetemi!) e le foglie diventano una crema saporita e piccante che profuma d’autunno, perfetta per condire la pasta e pronta in un attimo. Anche stavolta, zero sprechi 🙂

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Granola con cereali, frutta secca e cioccolato

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Ok ragazzi, se per caso qualcuno mai si fosse chiesto (non credo ma, sai mai?) cosa c’è nella mia dispensa per la colazione la risposta è QUESTA GRANOLA VEGAN. Me ne sono innamorata e non sono più riuscita a smettere di farla. L’ho addirittura portata in vacanza con me – in viaggio non è sempre facilissimo trovare prodotti e alternative “senza” che mi consentano di colazionare senza preoccupazioni – e chiusa in un sacchettino ermetico mi ha salvata per 15 gg restando perfetta.

Allora, non  vi aspettate la granola super crunchy che si compra, quella con lo sciroppo di zucchero che poi cristallizza e diventa croccantissima, no. Non voglio intristirvi ma questa rimane più morbida per un’ottima ragione, cioè perché non ha zucchero, per l’appunto. Ma è molto golosa e se le date fiducia sono certa che non vi deluderà. Sono qui che fremo per la voglia di provare a prepararne altre mille versioni ma sono talmente affezionata a questa che non riesco a concentrarmi su altro.

Io sono una vera addicted della colazione, sono una di quelle che fa colazione anche alle 4 di mattina. E’ sempre andata così, per la mia famiglia è sempre stato un momento fondamentale della giornata e quasi un rituale quello in cui ci si sedeva tutti intorno al tavolo con una tazza di caffè o di tè e gli occhi stropicciati. Non sono una che si sveglia sempre di ottimo umore ma una colazione fatta come si deve mi aiuta a partire con il piede giusto e di solito le alternative sono: muffin o torta fatta in casa, yogurt o latte vegetale con i cereali o la granola, pane con ricotta e marmellata oppure, ovviamente, le mie brioches vegan. Non manca mai un frutto, della frutta secca e/o i semi, la frutta essiccata. Spesso avendo lo stomaco delicato preferisco prepararmi un tè verde o bianco a colazione e piuttosto concedermi un caffè a metà mattina, d’inverno mi preparo un spremuta.

Ma torniamo a noi. Le dosi le ho sempre fatte a occhio con l’aiuto di una tazza, giusto per mantenere le proporzioni, e a dire il vero è anche capitato che mettessi i cereali che avevo al posto di quelli previsti. Ma questa, questa signori è l’originale. E allora se anche voi siete degli appassionati della colazione e avete voglia di sperimentare provate la granola, è davvero facilissima da fare!

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Un post confuso, dei buoni propositi e il nuovo Taste&More

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Ci sono giorni in cui scrivere un post per il blog mi viene naturale, giorni in cui non devo neanche stare a pensare a cosa dire o a come dirlo, giorni in cui non devo fermarmi a rileggere. E poi ci sono giorni in cui devo scrivere ma niente, è come se ci fosse un blocco. A volte capita perché ho scritto troppo per lavoro altre volte perché manca l’ispirazione. Altre volte ancora non riesco a scrivere perché le giornate sono intense, piene, e non trovo il tempo e il modo giusto per ricavarmi qualche minuto da dedicare a me.

Ricordo che un giorno la mia maestra delle elementari – la migliore del mondo – mi disse “Mi è piaciuta la tua lettera piena di scarabocchi, appunti e cancellature. Si capiva che l’avevi scritta di getto, senza neanche preoccuparti di verificare che la grammatica fosse perfetta e che non ci fossero errori sparsi, era come se scrivere fosse un’urgenza e tu non avessi avuto il tempo di riflettere mentre stringevi la penna fra le mani”. Ecco, questa è la scrittura che piace scrivere a me. Ma io non scrivo per me stessa, non è così semplice. Eppure è un po’ come la cucina, ci sono volte in cui con quattro ingredienti metti insieme un piatto da leccarsi i baffi muovendoti come se avessi una ricetta perfetta nascosta da qualche parte, nella testa. E ci sono volte in cui invece devi cucinare qualcosa in particolare e non ti viene in mente niente, non riesci a sentire i profumi, immaginare i sapori.

Non lo so da cosa dipenda. O forse sì. Perché scrivere e cucinare sono due cose che amo fare da sempre e restare all’interno di uno schema mi risulta difficile. Sono arti che ci invitano a lasciarci andare, a seguire l’istinto, a osare.

Sono brava a rispettare le regole, nella vita ho cercato di fare le cose come andavano fatte. Eppure non sempre questo è bastato. Non per questo sono riuscita a evitare critiche, attacchi, cattiverie.

E oggi sento il desiderio di prendermi il mio spazio, di dire no anche a costo di pentirmene perché ho capito che un po’ di follia, un po’ di fantasia, un po’ d’incoscienza a volte servono. Senza queste quante “prime volte” ci saremmo persi? Senza tutte queste cose probabilmente non avrei aperto un blog, non c’avrei neanche provato. E invece sono qui, con questo post iniziato con pessimi presupposti che in realtà non è andato poi così male!

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Crema di ceci e patate alla curcuma

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Sono arrivate le zuppe e io sono partita con la storia del comfort food, perdonatemi. Non è che io ci tenga a essere alla moda e infatti, pensandoci bene, sta moda del comfort food forse è anche un po’ passata. Meglio. Perché per me è un trend che non passa mai ed è un concetto che mi è molto caro, soprattutto in questa stagione. E perché anche i piatti vegetariani (o vegan) sanno essere comfort food. Giuro.

Il cibo è conforto. Non per tutti forse, immagino di no, ma per me lo è. Non solo perché ci appaga, ci rincuora, ci sazia. Con il cibo ci prendiamo cura di noi stessi e degli altri. Grazie al cibo ci prendiamo del tempo per noi o lo dedichiamo alle persone che amiamo, ci sediamo intorno a un tavolo, ridiamo, chiacchieriamo. Il cibo è sempre stato importante nella mia vita, ha sempre avuto un ruolo centrale, ma è sempre stato trattato con rispetto e con buon senso, senza eccessi. Non è così scontato. Nutrirsi in modo corretto è un modo per volersi bene. Ma a volte anche sgarrare, è un modo per volersi bene. Non si tratta di essere magri o grassi o alti o bassi. Non si tratta di essere rigidi o fissati. Non si tratta di essere onnivori, vegetariani o vegani. Si tratta di rispetto. Non sono una guru, una nutrizionista, una gourmet o chennesoio. Sono una ragazza qualsiasi che ha dovuto – suo malgrado all’inizio ma per fortuna, con il senno di poi – affrontare un percorso che l’ha portata a modificare in parte la sua alimentazione.

A volte nella vita si scopre di aver fatto degli errori, di aver preso delle decisioni sbagliate, di aver perseverato con abitudini scorrette. A volte è il corpo a dircelo, a volte no. Ma c’è tempo per fermarsi e decidere di cambiare. E questo non vuol dire fare scelte estreme, vuol dire anche semplicemente fare dei minuscoli passi ogni giorno. Sto parlando di cibo, di alimentazione, sì, ma mica solo di questo.

Ma se parliamo di cibo allora la sfida per me è riuscire a sedersi a tavola con gioia cercando di mangiare in modo sano, per quanto possibile, ma senza privazioni punitive. La sfida è togliere da un piatto qualcosa che può far male, metterci qualcosa che può fare meglio ed essere soddisfatti del risultato, vedere i tuoi ospiti che sorridono allegri durante una cena, vederli chiedere il bis.

Anche questo, per me, è conforto.

Ed è conforto una crema di ceci e patate vellutata, corroborante, ricca e profumata, con curcuma e crostini di pane al rosmarino.

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Avena e quinoa risottate con crema di zucca allo zafferano

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E’ bello vedere come il mio corpo abbia esigenze differenti in momenti diversi. Mi piace ascoltarlo quando con l’arrivo dei primi freddi mi chiede un risotto cremoso e si scorda delle fresche insalate che per mesi l’hanno fatta da padrone. Mi piace vedere come istintivamente il desiderio di grandi ciotole colme di pomodorini faccia spazio a quello di zuppe e vellutate, paste al forno e sformati di verdura. Cucinare in autunno e in inverno acquisisce nuovi significati, diventa un modo per trovare calore e appagamento, diventa l’occasione per prendersi del tempo da gestire senza fretta. Mettere in ammollo i legumi, lavare le erbe e infilare in forno la zucca, sono tutti rituali che diventano parte delle tue giornate.

La zucca è il mio comfort food dei mesi freddi, già l’ho detto. Trovarla in tavola mi conforta – nel vero senso della parola – dopo una giornata pesante o una passeggiata al fresco della sera. E’ come avere un amico che ti aspetta e quando lo vedi tutto diventa più dolce, più facile, più bello.

Io con la zucca ci farei di tutto. E lo faccio. La compro tutte le settimane e la uso nei dolci come nei piatti salati, in padella, arrostita, al forno. Insomma “se vuoi essere mio amico devi andare d’accordo con…la zucca”, come dicevano le Spice Girls. O mi sbaglio?!

Tornando a noi eccoci alle prese con un piatto profumato e saporito in cui la dolcezza della zucca incontra il profumo intenso della salvia e le note speziate dello zafferano. Un insieme di sapori poco consueto forse ma perfetto per condire e avvolgere l’avena e la quinoa, che insieme sono una coppia perfetta. E, su tutto, una cascata di pinoli tostati croccanti.

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